Tempesta di mare

In piena calura
ci vorrebbe un rinfresco
davvero speciale
e dinanzi mi appari
Sirena del mare
sulle cui dolci onde
è bello veleggiare
al suono di quel canto
che t'invita a sognare
e all'istante la mente
comincia a vaneggiare.
Dall'azzurro cristallino
delle profondità marine
sotto un sole sfavillante
sali pure sulla barca
ma appena ti tocco
è tempesta marina.
Alla mercé dei flutti
per la furia dei venti
mi rimetto a distanza
e ritorna la calma...
conviene verseggiare!
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Il gioco fatale (la novella arca di Noe’)

Quando i giochi vanno male
io ripiego sulla morale,
sarà pure per disegno fatale
ma per l'esito letale
divento ancor di più
un misero mortale.
Sono un giocatore nato
perdente sol per fato
ma ancor non mi raccapezzo
se gli occhi addosso
me li mettono quaggiù
mi vengono di lassù
o sono del solito belzebù.
Con un poker di re servito
una donna d'incastro...
tutta nera di picche,
di certo per ripicca,
con una scala reale
mi mandò gambe all'aria.
Al tredici miliardario,
ci pensò, invece,
un uomo in giacca nera
e con un gol fuori orario
mi azzerò l'onorario.
Ripiegai sul totogol,
sui gol a grappoli
ma per disegno divino
il fatal destino
mi sfilò il bottino...
era l'unico otto
ma l'ineluttabile sorte
mi rifilò un fagotto
e mi fece il cappotto.
Adesso, di giochi in gioghi,
la roulette insolvente,
il blak jack insolente
e la bolletta perdente
mi fanno uscir di mente
ma, per mia gran fortuna,
l'anima mi richiama
ed è la sua ispirata scrittura
che infin mi rianima.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

La zucca in testa

Mi è bastato vederti
per partir con la testa
ma poi su una porta non vista
ci sbatto contro la zucca.
Un dolore mi assale
e vedo le stelle,
mi si è appannata la vista
appena ti ho vista
con in panne la testa
ed or altro non mi resta,
a parte la zuccata,
che questo sterile testo.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Fame di gloria

Con l'innato assillo
dell'umana vanagloria,
volendo passare alla storia
come lo scopritore dell'anima
e come il compositore
di tante sue belle poesie,
alla vostra gran risata
senza un minimo rispetto
per un povero paziente,
contrappongo con orgoglio
l'attestato di validi specialisti
con certa e sicura diagnosi
di bipolarismo genetico,
che sarà il mio salvacondotto
a poter scrivere di tutto e di più
per stato di permanente follia.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (7a parte)

Rispolverando le terrene origini, sempre dall'azoto e dal carbonio, rispettivamente in veste di base azotata (purine e pirimidine) e di zucchero pentoso (5 atomi di carbonio), grazie a un legame fosforico si formano le catene di nucleotidi (polinucleotidi) degli acidi nucleici (DNA e RNA), da cui derivano i geni che si ereditano con i cromosomi. E se il nucleotide è l'unità monomerica della catena genetica, il codone (tripletta di nucleotidi) rappresenta, invece, l'unità di lettura della sequenza di aminoacidi del patrimonio genetico e, nel dettaglio, proteico.
Ora dal momento che i nucleotidi sono 4 dal numero delle basi azotate (A, G, C, T o U), i codoni (triplette di nucleotidi) possono avere 64 combinazioni possibili (4 alla terza) per l'aminoacido corrispondente con una grande ridondanza se gli aminoacidi sono appena 20.
 
Decodificando, pertanto, il codice genetico, se si scende dalla sommità della vita (i geni dei cromosomi) lungo la scala del DNA (codoni, nucleotidi, aminoacidi), si ritorna proprio all'azoto (aria) e al carbonio (terra) nel buio della materia:
 
Dal buio alla luce
 
Ben 5 miliardi di anni fa
o 50 milioni di secoli addietro
che fan 5 milioni di millenni,
con lo scoppio del big bang,
nebulosa vagante
nel vuoto abissale,
suonò il gong temporale
e venne alla luce
l'universo spaziale
nel suo ambito materiale.
Tra neutroni e protoni
con moto di elettroni
era tutto un caos
donde esitò il cosmo
con l'ordine astrale
del sistema solare.
 
Fu l'elementare idrogeno, nobilitandosi in elio, a dar fuoco al sole mentre insieme all'ossigeno scatenava l'acqua per raffreddare la terra nel suo nucleo incandescente. Sull'acqua bollente di questa piastra rovente si calarono, poi, in cottura molecole gassose e carboniose, e dal brodo primordiale, vera miscela minerale, si approntò la vita vegetale. Solo l'elio, l'argo e il neon, gas nobili, si sollevarono da terra e presero le vie del cielo, mentre l'idrogeno, invero il più leggero, si combinò con tutti e davver ne fece tante. Acqua santa a parte, con l'azoto generò l'ammoniaca, gas di odor pungente, con lo zolfo l'acido solfidrico, un gas dal fetor penetrante e con il carbonio il metano,
un gas asfissiante ma tanto energizzante.
 
Sulla piastra terrena,
non più rovente, infine,
l'acqua bollente divenne termale,
poi naturale e finanche minerale
con le sue tante bollicine,
e fu da qui che, a fuoco lento
sulla fiammella solare,
veniva alla luce la vita vegetale,
ponendo le basi dell'animazione
con l'ossigeno per la respirazione
e l'ozono per la protezione.
 
Nacque così la vita sulla terra da un freddo processo chimico di ossidoriduzione per moto di elettroni con sintesi di glucosio, poi piruvato indi decarbossilato donde l'acetil substrato infin fosforilato fino all'adenosin trifosfato (ATP), centrale energetica della vita scaturita da una base azotata e da uno zucchero pentoso, quel ribosio nucleico finanche respirato.
 
Ed era così che l'inerte materia
prima si organizzava in veste cellulare,
poi si duplicava (mitosi)
indi si riproduceva (meiosi),
infin si autoregolava
con i glucidi energia corrente
e moneta contante per la respirazione,
con i lipidi olio per la permeazione
e grasso della materia pesante,
ed alla fine con i protidi,
illuminata matrice pensante
dall'alto del DNA per l'informazione
e dell'RNA per la riproduzione.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail