Documento di famiglia

Fratello,
dopo il regalo dello scarico fiscale delle spese di ristrutturazione e dell'ennesimo abuso edilizio (chiedere a Sbrescia cosa si passa e si rischia!), alla mia domanda perché, ancora una volta, mi hai tolto il saluto, ti sei scagliato contro di me, trasformandoti in volto (sembravi un invasato!), con l'accusa di averti mandato l'avvocato a casa per la firma, non nominando neanche il buon Ciccio.
Ancora non ti rendi conto che ti ritieni il padrone assoluto del palazzo, permettendoti finanche di scippare brutalmente la tabella comunale col nuovo indirizzo (via Padre Pio n 3), perché non ti arrivava la posta, infischiandotene altamente degli altri coinquilini e con il sottoscritto che, per lo stesso motivo, aveva già trasmesso questo nuovo indirizzo ai concessionari delle varie utenze.
Caro fratello,
questa firma per la comproprietà (33,33%) degli spazi esterni la dovevo ai miei figli, anch'io ho qualcosa da tramettere (coscienza ed amore a parte!) in caso di dipartita dopo aver dilapidato le mie fortune materiali per mantenere l'equilibrio familiare e, a conferma di questo sacrificio, c'è la testimonianza in punta di morte di Mario ai mie figli: ho avuto un fratello straordinario, immaginate che padre vi trovate!
Sempre in riferimento a Mario mi hai detto che dal 2000 in poi sei stato solo tu ad interessarti della sua malattia, quando il sottoscritto, sempre attento a colmare (talora con interessi usurari del 100%!) anche le sue falle pecuniarie, si era preoccupato, parimenti, della sua salute sotto il profilo della prevenzione, al punto che quando gli chiedevo di farsi qualche controllo medico mi accusava, facendo i debiti scongiuri, di pensare sempre al male e alle malattie.
La mattina della rettorragia, telefonandoti preoccupato, l'avevo affidato nelle tue mani e tu, nonostante il buon Sabbatino fosse proprio presso il tuo ospedale, per la visita ti ricordasti dopo più di un anno quando ormai era tardi! Ricordati, anche se il tuo mestiere è addormentare i malati, che le rettorragie vanno indagate per poter dormire la notte!
Intanto il giorno della rettorragia, quando alle 11 Mario, chiamato telefonicamente, mi disse che si era stancato dell'attesa in ospedale e se ne era andato, giurai a me stesso, dopo l'abbandono di moglie e figli con devastante crisi mentale, di non rincorrere più i miei fratelli, uno alle prese con i suoi giochi e l'altro attento solo ai suoi figli.
Ritornando adesso alla legittimità della firma ti ricordo che avevi cercato pure di comprare l'appartamento di Mario (compreso il mio che gli avevo regalato) a rischio di farmi diventare un barbone, fermo restante i tuoi abusi edilizi attestati dai vari sostegni in acciaio ed alcuni deturpano pure la visuale della finestra dove quotidianamente soggiorno.
Ti ricordo, inoltre, che il portone del palazzo, dove è ubicato il mio ingresso, è diventato un ripostiglio del tuo mobilio di risulta mentre, in riferimento agli spazi esterni, il garage e il terrazzo sono tue dipendenze, il parcheggio, tra macchine e moto, lo sfrutti a tuo piacimento ed il campetto, infine, è per i tuoi nipoti e per le tue feste, accusandomi pure di non pagare il giardiniere dopo averti pagato per anni anche l'acqua con cui ti lavi!
A questo punto entra in gioco pure il terreno di zio Antonio che volevi comprare con il tuo prezioso danaro e proprio per questo mi defilai dalle spese legali della causa persa contro i Castaldo.
In verità mi defilai (dopo i centinaia di milioni buttati per la famiglia e ti lascio copia di un documento a conferma) perché volevo rifilare l'intera spesa all'altra affarista di famiglia, nostra sorella Rosa che aveva comprato da Mario una quota di terreno per 30 milioni e l'aveva rivenduto per 120.000 euro con un guadagno dell'800%!
In quell'occasione mi recai da lei per recuperare, senza interessi, quei 40 milioni (interessi del 100%) dati dal marito (che si era fatto fregare!) a nostro fratello Mario, che aveva speso l'improvvido (significa incauto anche per l'avvocatessa di famiglia!) prestito di 20 milioni in una serata al casinò di Saint Vincent!
Adesso ti prego pure di non accusarmi più di non fare niente per il palazzo (è materia e ci sono gli addetti per la manutenzione come per la cappella che ignori!), di non saper scippare neanche un filo d'erba, che lascio a te per l'hobby del giardinaggio e la dimestichezza con le erbacce.
Da parte mia, giochi razionali a parte, ho la passione per le scritture di morale allo scopo di migliorare le anime a partir dalla mia, ma ti prego, rivedi pure la tua perché, quando ti scagli contro di me, ti trasformi in viso e sembri un invasato.
In tema di cappella ti ricordo l'ubicazione: è la prima a destra, salendo le scale nella parte alta del cimitero, contrassegnata dal numero 1 e non poteva esser diversamente, dal momento che è stata edificata da un angelo di nome e di fatto, a cui la Divina Provvidenza ha regalato una trama familiare strabiliante, che io ho solo trascritto, da lui ispirato nottetempo.
Proprio mio padre mi educò pure al culto dei morti e, con me ancora bambino (ero il suo prediletto primogenito), si lamentava delle spoglie del padre migranti di cappella in cappella con la compiacenza di parenti che la possedevano.
Comunque, grazie a Dio, nella sua cappella risplende di vivida luce la mia prima poesia:
 
Papà, la forza del tuo amore
ha pervaso di te il nostro cuore,
vivi sempre con noi
e il tormento permane.
E pur la vita continua,
gelida, con nel cuore
un immenso vuoto
che tu colmerai quando
ci riuniremo a te
nell'abbraccio di Dio.
 
La dedica a mia madre, parimenti bella, me la bocciasti (basta con queste tue poesie!) ed io, troppo stanco, non ebbi la forza di contraddirti:
 
Intensamente,
a lungo sofferta,
ancor più bella,
che vita insieme.
 
Tornando a noi, fino a prova contraria non ti ho fatto mai niente di male (anzi svenni in sala operatoria mentre ti operavano!), a parte gli urli per il terreno che volevi acquistare e per la tabella scippata, nonché il fatto che nelle mie scritture, al momento, sei tra gli ignavi... ma c'è sempre tempo per recuperare se la tua ragione egoistica (mente, materia raffinata) si farà sopravanzare dall'altruismo dell'intelletto, presidio di una mente illuminata sulla luminosa scia di nostro padre Angelo Raffale, unico angelo disceso in terra sotto mentite spoglie.
Ancora un ricordo, prima dell'abbandono del tetto coniugale venni da te per chiederti di fare da intermediario con mia moglie, ma ti defilasti perché preso dai tuoi problemi familiari. Peggio ancora fece Antonio Manno (mio compare di battesimo) che, invece di ascoltare il mio sfogo, era più attento al suo accendino di 1000 lire - inavvertitamente lo mettevo in tasca di sigaretta in sigaretta.
In tema “del fumo fa male”, a Benevento si meravigliarono del fatto che non avessi avuto l'infarto (sarebbe stato devastante) con l'IVA ostruita al 99%. Allora avevo ancora tanto da scrivere e sulla terra, in tempi tanto scadenti, non c'è nessuno disposto a scrivere di morale con argomenti (illuminanti) e spunti (illuminati) scientifico/filosofici, talora messi, addirittura, in versi!
Un mio assistito, esperto della vita e di gran sensibilità (la psoriasi lo perseguitava!), dipartito prematuramente, custodiva gelosamente i miei libri, perché dopo la mia dipartita, a suo dire, li avrebbe venduti a peso d'oro!
Dulcis in fundo ricordati che tuo fratello Franco vale più dell'assegno di 10 milioni (e di un'utilitaria!), che ti diedi in pegno a garanzia di una mia prematura dipartita!
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Il volto dell’anima

Il volto dell’anima, che traspare
dalla serenità, dal sorriso
e dallo splendore del viso,
è il libro aperto delle sue intimità,
con la mente, fucina del pensiero,
l’amore, il motore della vita
e la coscienza, fonte di luce.
È questa l’istantanea dell’anima
con il suo incontrovertibile
segno di equilibrio e pace interiore.
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La correzione senza traccia e la presunzione di valutare

Noi poveri autori, a differenza di Vespa (pubblicizza i suoi libri con il nostro canone rai!), siamo alla mercé di editori a pagamento e agenzie letterarie che ci criticano a pagamento e ci correggono senza lasciar traccia!
 
Gentile critico letterario,
non segnalare gli errori sul manoscritto ed andare, invece, a caccia dei tuoi refusi (tipo SONANDO IL FUTURO!) nel testo da te corretto non è affatto il servizio richiesto e pagato a caro prezzo (1,7 euro a cartella x 318 euro).
E poi, a uno scrittore con l'assillo della morale, ti permetti pure di parlare di minacce, insulti e prepotenze alle sue legittime rimostranze per non andare alla ricerca delle tue correzioni (e dei tuoi refusi) su un lavoro, a tuo dire, eseguito ma, aggiungo io, fatto male, dal momento che gli errori, per quanto ricordi, sin dalle elementari si evidenziavano col rosso e col bleu.
Comunque, virgolette e corsivi a parte, gentile esaminatrice letteraria, non sei all'altezza di valutare i testi dal momento che non capisci ciò che leggi e il mio testo, tra l'altro, presenta spunti culturali di gran valenza!
Ritornando alle correzioni, ti ricordo che la validazione degli errori, in ultima analisi, spetta sempre all'autore. E, pertanto, il Logos non va corretto in minuscolo e corsivo (logos), in quanto fa riferimento alla Parola del Creatore!
 
Nel valutare la mia povera scrittura hai chiamato a testimone addirittura Treccani, consigliandomi, dall'alto della tua valutazione, di chiudere a chiave nel cassetto queste mie insulse esternazioni scritte a mo' di diario.
In tempi di pandemia, invece, sarò proprio io a chiudere a chiave la tua presunzione, anche da esperto infettivologo, attestato dal 110 del professor Giuseppe Giusti (scopritore delle transaminasi) e dal gratificante riscontro, al risvolto scientifico di ciò che scrivo, del professor Mario Rizzetto, scopritore del virus Delta (Hdv)!
 
Intransigenti critici letterari,
con noi illusi scrittori dovete andar cauti ed ammorbidirci la pillola, in modo che possa scendere e non restare in gola col rischio di affogarci.
Per noi poveri autori la scrittura rappresenta, infatti, un'ancora di salvataggio, anche se molti di noi, purtroppo, invadono il campo della psichiatria dal delirio di grandezza (crisi maniacale) a quello di persecuzione, sul versante opposto.
Questa malattia, per l'appunto, si chiama “disturbo bipolare” ed io, da tempo, ne soffro come testimoniano certificati di illustri psichiatri senz'anima, che mi hanno spinto a descriverla in tutta la sua variegata identità.
Proprio su questa strada ho percorso in lungo e in largo la scala di questa debilitante turba bipolare (con turbo spirituale) e relativo umore... la maschera dello spirito!
 
VERSANTE POSITIVO
(+1 allegria, +2 gioia, +3 buonumore, +4 ironia, +5 euforia, +6 mania, +7 delirio di grandezza)
 
SERENITA'
(gradiente giusto dell'umore, maschera dell'anima)
 
VERSANTE NEGATIVO
(-1 tristezza, -2 astenia, -3 apatia, -4 melanconia, -5 angoscia, -6 depressione, -7 delirio di persecuzione)
 
Su queste labili basi psichiatriche il meglio della mia energia mentale l'ho riversata in spunti scientifici, filosofici, poetici e addirittura profetici, tanto da ritenermi, all'apice della crisi maniacale, un predestinato alla stregua di Noè e Mosè e, finanche, il profeta della nuova era spirituale (e a tal fine c'è la pandemia) per non parlare del novello Platone e dell'Einstein spirituale!
Dal piedistallo di questa mia mania di grandezza, spietato agente letterario, la tua severa valutazione e correzione senza traccia mi ha fatto sprofondare, nuovamente, nel precipizio della depressione e sono adesso, ancora una volta, nell'attesa dello specialista e delle medicine giuste.
 
Intanto per la tua labilità emotiva (prima ti ravvedi e mi richiedi l'iban per il rimborso e poi ti penti!) ti consiglio una... valutazione neurologica, coscienza (luce della verità) a parte con il suo limite invalicabile tra vero e falso per la netta demarcazione tra bene e male, tanto da rappresentare, ben riflettendo, la scatola bianca dell'anima nel suo volo terreno che registra la nostra condotta morale.
Tutto questo in Treccani non viene ancora contemplato e sulla coscienza, pertanto, ti puoi aggiornare rileggendo e comprendendo il significato della mia scrittura che personifica, addirittura, l'anima nella sua triplice veste di coscienza vigile (cogito ergo sum, Cartesio), consapevole (amo e sempre sarò, Maiello) e morale (γνῶθι σαυτόν , Socrate).
Come ben vedi mi sono seduto in poltrona tra i mostri della filosofia perché, come diceva un altro tuo borioso collega, le vie del Signore sono infinite, follie a parte! E proprio il Signore (il Logos, il Motore che dir si voglia), lungo queste sue infinite vie, ispira pure un modesto medico della mutua, che diventa scrittore (e forse poeta) in vecchiaia! 
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L’Italia dei fiorentini, da Dante (lingua) a Renzi (italia viva)

Tra fiorentini (altro che padani) e l'Italia (altro che Padania di Salvini) c'è un feeling particolare se Dante ci ha dato la lingua e Renzi Italia Viva.
 
E se Dante ci ha regalato la dolcezza di Beatrice...
 
Mostrasi sì piacente a chi la mia,
che dà per gli occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova...
 
Renzi ci ha già deliziato con la bellezza delle sue donne e ministre...
 
la Boschi te la gusti,
la Moretti... te la bevi
e la Bindi te la scordi.
 
In tema di donne (e di bellezza... con quella faccia così stirata senza la minima piega!) il ricorso a Silvio è doveroso, anche perché rappresenta l'unico superstite dell'amante latino, il latin lover per antonomasia...
 
Cantami, o Musa,
le gesta di Silvio...
si narra che fosse così bello
e seducente da far innamorare
chiunque incrociasse...
 
Ritornando al Matteo fiorentino (ci basta ed avanza quello padano!), con chiacchiere e minacce (Porta a porta) ha imboccato la via del tramonto. Ma questi leader quando sragionano nessuno osa riprenderli?
 
Renzi, ormai, è affetto da mania di protagonismo e non si rende conto che è giunto al capolinea: da rottamatore (del PD) con il 40% alle Europee è passato, infatti, a rottamato e non vale più del 4% con “addio sogni di gloria”!
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Le sardine… le ho inventate io!

Sistemati, comunque, in campeggio alla periferia di Stoccolma, durante l'arco della giornata io e Lorenzo (Antonio capita l'antifona si era defilato) facevamo spola continua tra il camping e la capitale in compagnia di deliziose svedesi che, per esuberanza fisica, inscatolavamo a mò di gustose sardine nella piccola 500. Si viaggiava, pertanto, intrecciati sui sedili anteriori e sommersi su quelli posteriori, con la testa confusa tra inebrianti bellezze naturali, rilievi e depressioni, tra loro in armonia con la melodia del grande Peppino in sottofondo musicale. Quando ero io alla guida, la strada la percorrevo ad intuito, indirizzato da Lorenzo più vigile e più concreto di me con le donne e, a tal proposito, vi racconto cosa mi combinò...
 
Al caro Lorenzo che beato dormiva nella canadese coperto dalla svedese gliela avrei anche perdonata...
 
Da "La cuccagna svedese", goliardica avventura (1969) in "500" alla conquista della Svezia e... delle svedesi! http://www.francescoandreamaiello.it/wordpress/?p=212
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