Pagare il giusto anche se salato!

Gentile Direttore,
 
per il compleanno di mio figlio, da un preventivo spese di 6.203 euro, con gli extra siam passati a un totale di 7.165 euro e, extra a parte (ve li elencherò per filo e per segno), c'era da aggiungere solo l'amico del festeggiato per il coktail (15 euro) e per il pranzo serale (120 euro) del 9/7.
E, sempre con l'intento di precisare, per l'antipasto (per voi lunch a 35 euro) del 10/7 ben 6 persone sono andate via di mattina per impegni di lavoro.
 
Nel preventivo spese i bambini hanno inciso a caro prezzo per le 2 quadruple (439 e 464 euro), per una doppia (baby sitter + 2 bambini, 250 euro) e per l'animatrice (150 euro) mentre, in tema di pasti, nel preventivo non si fa alcun accenno. Nelle specifiche, poi, per incanto compaiono 6 bambini con un costo di 360 euro per il pasto serale del 9/7 (definire un piatto di pasta dinner o lunch è una vergogna e a 60 euro è uno scoop!). Sostituire, poi, i 6 adulti con 6 bambini non ve lo concedo ma, comunque, ve li pago (35x6=210) per mantener fede al preventivo!
 
Poesie a parte, egregio direttore, da scrittore di morale so fare pure i conti al centesimo e ciò che dispiace in questa triste vicenda non sono i soldi, li ho sempre buttati (ma non in questo modo), ma l'armonia familiare che avete compromesso per questioni di principio!
 
A questo punto i conti ve li faccio io:
 
preventivo spese di 6.203 euro e, con il wzp del 28/06/19, mia nuora mi puntualizzava: Franco per la festa hai già pagato 3.100 euro (1.330 x caparra e 1.770 x per deposito, rispettivamente il 30% e il 40% del preventivo) e restano 3.103 euro. Per la musica, se ti va bene, c'è una ulteriore spesa di 1.500 euro.
 
Ritornando ai conti al centesimo: 6.203 + 15 (cocktail) + 120 (pranzo) dell'amico del festeggiato = 6.338 euro e venendo agli extra:
 
47,5 euro- (soggiorno)
 
10 euro-n5 servizi interni (2x5)-C0203-3051
 
7 euro-n2 acqua naturale (3,5x29-C0203-3051
 
8 euro-bicchiere prosecco-C0203-30
 
3 euro - caffè espresso-C0201-11416
 
32,5 euro-bar piscina lung food
 
85 euro-bar piscina beverange
 
Totale=193 euro + 6338=6.531 euro
 
Totale spesa 7.165 (super gonfiata) - 6531 (il dovuto ad abbundazia) = 634 euro da restituire per correttezza morale e da devolvere (nel senso di regalare) in beneficenza. Conto Beneficienza intestato a Francesco Andrea Maiello c.b. AB12 C034 5678 91011 0007 34567 8910
 
Sulla degustazione (160 euro x 2 persone) siete pietosi perché la mamma del festeggiato ha assaggiato il pranzo mentre il sottoscritto (aveva da poco mangiato e solo all'ultimo momento era stato avvisato) ha assaggiato il vino, con mia nuora che era a dieta. Vi siete dimenticati di caricare (ed io paga diceva Pappagone!) il preventivo della degustazione del pranzo dei bambini!
 
La mia amarezza per questo squallido trattamento, tramite comuni amici, la potrei esternare ai signori Ragosta (o a chi di dovere), ma attendo gli eventi. Cordiali saluti
 
PS.
Al di là di ogni ragionevole dubbio, egregio direttore, i figli non sono l'extra ma l'essenza della vita da “Striptease dell'anima, crociata spirituale”, prossima pubblicazione. Il non badare a spese l'avevo detto alla moglie del festeggiato, mentre voi e la vostra collaboratrice (Pina Del Vecchio) l'avete presa alla lettera per depredarmi!
 
www.francescoandreamaiello.it (schemi illuminanti per migliorarsi!)
 
Caro signor Massimiliano Longhitano (resort manager assistant), confido nella vostra correttezza e lungi da me l'idea di un illuminante servizio su internet dopo la bella recensione. Inoltre mi complimento con voi siciliani per Camilleri e i suoi romanzi, mentre io, da buon napoletano, sono pure un grande attore che, quotidianamente, entra in scena dinanzi a una platea di assistiti da medico di famiglia di vecchia data.
 
Infine da attaccabrighe morale e comportamentale, in qualsiasi vertenza, i giudici mi hanno dato sempre ragione e qui da noi si dice all'avversario... hai preso il palo!
 
La giustizia, alla luce delle sue componenti (coscienza e verità), da qualsiasi visuale la si guardi (e si ammiri) è sempre la stessa, ragion per cui, come la divina Triade, è indivisibile e indissolubile e, pertanto, cambiando l'ordine dei 3 fattori il significato è sempre lo stesso:
 
la giustizia è la coscienza della verità
la giustizia è la verità della coscienza
 
la coscienza è la verità della giustizia
la coscienza è la giustizia della verità
 
la verità è la coscienza della giustizia
la verità è la giustizia della coscienza
 
Sant'Anastasia 2/8/2019                                                Francesco Andrea Maiello
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Specifica chiarificatrice

Ciao Pina, mi permetto di scriverti queste poche righe perché, quando mi capitano eventi (storti e stolti) con familiari che mi fanno alzare la voce (e mi dispiace), non riesco più a dormire la notte.
Questo increscioso evento, tra l'altro, capita a poca distanza da quello della videocassetta del matrimonio che ha riacceso in Santippe antichi risentimenti o meglio sentimenti non proprio benevoli. Questo benedetto filmino era andato perso e 20 anni fa fu ritrovato, lo vedemmo e portò male (1998): separazione matrimoniale!
Adesso che lo volevo mettere su una pennetta, alla mia prima richiesta Santippe disse che doveva trovarla, alla seconda che era impegnata con gli esami e alla terza che l'aveva persa.
Al mio comprensibile dispiacere si sono riaccesi sopiti (e non chiariti) ardori e siamo ritornati alle cause della separazione, con colpevole (naturalmente io, diabolico personaggio) e vittima (ovviamente lei, santa donna e mancata monaca... costretta a sposarsi!).
In ogni caso per me rappresenta Santippe perché, come la moglie del padre della filosofia, mi ha costretto a migliorarmi, costringendomi, in primis, a laurearmi. E così, al pari di Socrate, con il suo comportamento mi ha spinto a diventar filosofo, mentre io, con la mia filosofia non son riuscito a farle comprendere il significato vero della vita.
In tema di separazione, comunque, non ricorda che lei, la mamma il padre e i fratelli sono stati capaci di far uscir di mente una persona equilibrata (2 paesi lo testimoniano) e buona come me, che perde le staffe solo con gli arroganti, i cattivi (fetenti per far rima) e gli ignoranti che considerano la verità un bene manovrabile (a proprio uso e consumo) e la guardano dalla loro prospettiva.
 
Intanto fui costretto ad abbandonare i miei figli (e naturalmente andai fuori di testa) da queste 3 frasi del padre (maestro caseario), studiate e dettategli dalla moglie (grande imprenditrice):
 
1-ma tu non ti migliori mai
2-ma tu ti ritieni un buon padre di famiglia
3-ma sai che pensano di te i tuoi figli?
 
In ultima analisi, con tutte le mie pecche e manchevolezze coniugali, sono una persona perbene che ha sempre aiutato (non a chiacchiere ma con i fatti) tutti i suoi familiari.
 
Venendo adesso a noi, cara Pina, mi hai minacciato di non farmi vedere più i tuoi figli se non avessi comprato uno spruzzo per il vomito dopo una visita telefonica della tua pediatra, non fidandoti di me (e della mia visita) che cercavo di farti capire che tuo figlio stava bene. Comunque fai bene a fidarti di medici a 5 stelle, come gli alberghi e i politici!
 
Per questa benedetta festa a sorpresa, poi, mi hai assillato per mesi, fino all'ultimo, per una poesia (o meglio una dedica) a mio figlio e dopo ti sei scordata pure di farmela declamare:
 
Un compleanno importante
 
Su questo fantastico proscenio,
paradisiaco scenario
con l'azzurro del cielo
che s'immerge nel mare
e di notte coreografia stellare,
siam testimoni
di un emozionante evento.
Il mio primogenito
ne fa quaranta,
diventa grande
ed ancor più importante.
Da padre fatiscente
senza arte né parte
mi diedi all'ippica
e poi anche alle poesie,
lui, invece, per i figli
è già un portento
non solo di tante certezze
ma pure di belle fantasie...
racconta favole
e Federico e Francesco
tra principesse e fate
fan sogni d'oro.
 
Sul prezzo della festa ti avevo detto di non badare a spese, ma non certo di farti imbrogliare e ci sono 2 specifiche che lo attestano. Nella tua leggerezza di guardare i conti e le ricevute di pagamento che mi hai anche inviato, non ti sei accorta che manca il pagamento di 500 euro della carta di credito (te l'ho inviato x wtz), non compreso nel totale di 7.165 (1330 bonifico x caparra, 1770 bonifico x deposito, 1000 in contanti, 2.500/carta credito, 565/assegno), tralasciando gli esagerati 1500 euro per la musica, su cui non ho aperto bocca.
 
Le 2 specifiche, intanto, fanno ridere perché mirano a pareggiare un costo (troppo alto) di 7.165 euro (da un preventivo spese di 6.203) e, così, sulla seconda specifica si sono dovuti inventare n2 degustazioni (a 80 euro=160 ed io avevo già mangiato!) e n1 extra Raffaele Maiello+Francesco (224.50 euro per far quadrare i conti al centesimo!), non presenti nella prima specifica.
Per i n.18 pranzo (o meglio antipasto a 35 euro) del 10/7, con 6 bambini al posto dei 6 adulti (andati via), meglio tacere, in quanto i bambini, nel preventivo, non vengono menzionati per i pasti, avendo inciso già tanto per le quadruple (439 e 464 euro). E sulle 2 specifiche l'unica cosa che quadra è solo il costo delle 11 camere (3113).
In riferimento all'alto costo delle 2 quadruple, le mie nipoti hanno prenotato al Raito, per venerdì prossimo (sempre alta stagione), una quadrupla con balcone e vista sul mare per appena 302 euro! Dimenticavo, non mi spiego la doppia assegnata a Roberto, forse perché vale il doppio?
 
Torno a ripeterti che per me i soldi non sono niente, ma vado in bestia con gli imbroglioni da medico moralista senza nessuna specialità, docente di “educazione morale”.
In ogni caso, cara Pina, il termine di pazzo lo permetto solo a quella santa donna di mia moglie, e ti chiedo scusa se venerdì sera ti ho disturbata in piscina (c'eravamo sentiti martedì e ti eri scordata) per un chiarimento su un conteggio gonfiato, non chiaro (per te lineare), in cui manca pure un pagamento di 500 euro con carta di credito.
 
Sempre in tema di pazzie (sono autore pure di follie epatiche in versi!), ritorno alle mie insane vicissitudini mentali e a questo punto, da illustri specialisti (sempre a 5 stelle!), mi fu diagnostico un disturbo bipolare, ad etiologia genetica e andamento cronico.
Qui mi trovai davvero sul punto di diventare un barbone senza casa e senza arte né parte!
Per rubarmi gli assistiti, infatti, alcuni colleghi avevano diffuso la notizia che ero uscito di senno e che non mi sarei più ripreso e, tra l'altro, mi ritrovavo pure con troppe esposizioni bancarie (e senza più casa) per aver aiutato troppo i miei fratelli.
Alla fine con tanta forza di volontà, e per grazia divina, curai la mia depressione con scritture liberatorie, al punto da diventare uno scrittore di morale con tabelle cognitive e poesie istruttive.
Nuovamente in me, nella mia indistruttibile veste morale (mia suocera mi accusava di essere come l'acciaio... non ti pieghi mai!), invece di farmi prendere da deleteri rancori, mi misi a disposizione, nuovamente e a 360 gradi, anche di moglie, suocera, suocero e cognati, fermamente convinto che il male si combatte col bene.
In virtù di questa mia ferma convinzione ho la fortuna di essere presidiato da un angelo custode onnipresente, naturalmente mio padre (Angelo Raffaele), che da sempre va fiero del suo prediletto primogenito. E proprio questo angelo di nome e di fatto, disceso in terra sotto mentite spoglie, fu il mio Maestro di vita, la cui luminosa (e talora faticosa) scia di luce io seguo sempre. E' stato un percorso oltremodo faticoso perché dalla cultura paterna dell'amore (pietà, carità, bontà), al cospetto dell'odio, mi sono ritrovato a combatterlo in tutti i suoi risentimenti (rabbiosa rivalsa, invidia e gelosia) e, alla fine, sono rimasto da solo in compagnia della mia anima.
 
Naturalmente va fiero di me perché, alla sua prematura dipartita, più che presidiare il suo patrimonio materiale sono stato vigile a custodire quello morale, tanto da evitare il fallimento del suo negozio (all'inizio degli anni '80 esposto per più di 500 milioni!), di poi sempre attento a salvaguardare il figlio (accanito giocatore) e, infine, intento quotidianamente a curare la moglie, affetta da encefalopatia epatica (per circa un trentennio), con terapie mediche sperimentali e chirurgiche avventate.
 
In conclusione questa scrittura rappresenta la mia testimonianza sulla vita, da cui si evince che aiutare gli altri (talora anche i nemici perché non sono un santo!) è un obbligo morale, che il Padreterno ricambia in termini spirituali, dal momento che i soldi, vita decorosa a parte, sono solo carta straccia.
Proprio in questo modo i dolori li ho ben compensati con l'amore tanto da andar fiero per questa dedica a mia madre (quella a mio padre è sulla sua tomba):
 
Intensamente,
a lungo sofferta,
ancor più bella,
che vita insieme!
Sei volata all'istante
in un lampo abbagliante
su di una luminosa scia
tra schiere angeliche festanti
con sinfonie di canti e suoni
a spasso per sempre
nell'incanto dei cieli.
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Mi presento, trama biografica (sinossi del mio nuovo libro: la bottega dell’anima)

La genealogia dell'anima (tabella dell'umanità a immagine e somiglianza divina) è il mio biglietto da visita (è ben visibile tra gli schemi illuminanti sul mio blog www.francescoandreamaiello.it).
 
Sono il figlio di un angelo (Angelo Raffaele) disceso in terra sotto mentite spoglie, commerciante di maglie di gran qualità (marchio Domenico Servodio) a Napoli (ai quattro palazzi) di fronte a Serpone, negozio di arredi sacri!
Dopo la sua prematura dipartita per le amarezze (e nefandezze) terrene (cirrosi psicosomatica), da lassù in cielo, in veste di governatore della terra per meriti morali, nottetempo ispira il suo prediletto primogenito a scrivere di morale per l'umanità, da referente delle anime celesti all'unanimità.
 
In virtù di tanto sono lo scopritore della cellula spirituale (pensiero, amore e coscienza) o primordiale che presiede e presidia la cellula neuronale e, inseguendo Platone (la biga marina), mi vanto di aver dato all'anima, la sua vera (e variegata) identità:
 
1- fisica: l'anima è la fiammante monoposto pilotata dalla mente, alimentata dall'amore e illuminata dalla coscienza.
 
2- letteraria: l'anima è certezza di esistere (esisto), consapevolezza di amare (per amare) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (veramente).
 
3- filosofica: l'anima è triplice coscienza (vigile/cogito ergo sum, consapevole/amo e sempre sarò, e morale/gnothi sautòn).
 
4- poetica (la fiammante monoposto, in versi).
 
Sempre per disegno fatale, da Sant'Antastasia, paese della Madonna dell'Arco (venerata da una moltitudine di fedeli), mi son ritrovato a Gragnano (paese del pane e del vino, alimenti sacri della vita) a fare il medico di famiglia, sempre più da ripristinare (in tempi di genitori compagni... di scuola da asini ripetenti!) insieme alla scuola da modernizzare e alla religione dell'amore da unificare. Quel sant'uomo di mio padre ebbe 2 figli medici esperti di coscienza, con la differenza che mio fratello, da anestesista, le addormenta dolcemente mentre io, con urla e strilli, le risveglio dal torpore (e dall'egoismo) materiale.
 
Continuando la trama fatale, in vecchiaia ho cominciato a scrivere pure poesie d'amore ispirate da una Musa (dono natalizio, Merry Christmas) epatologa (mi ha rigenerato), nata nello stesso giorno di mia madre epatopatica (encefalopatia epatica) che mi ha generato.
 
Adesso quel megalomane del mio spirito, che nottetempo mi ispira, anela a “la cuccagna svedese” (testo da leggere) nel formato, addirittura, di un triplice nobel: pace, poesia (al posto della obsoleta letteratura) e medicina!
Ma poi, rinsavito, le terrene onorificenze non gli interessano più se è già stato insignito dall'alto della docenza in “Educazione morale”, divinae gratiae causa, altro che honoris.
Nel giorno di una fantastica Befana, infatti, sole e stelle (“amor che move il sole e l'altre stelle”) dall'alto sembravano avercela proprio con me! E, così, di mattina con un balzo felino dovetti scansare il sole (palla di fuoco) che tentò di colpirmi (San Paolo fu centrato!), mentre di notte un'aureola di cielo stellato presidiava la mia villa dalle turbolenze atmosferiche circostanti.
 
Dando fondo (e sfogo) alla mia spregiudicatezza maniacale mi considero pure un moderno Noè (acculturato) che, per segni e segnali dall'alto, ha costruito la novella arca di Noè in formato letterario, su cui si accede per scale educative (alla stregua dei Comandamenti di Mosè), per traghettare il mondo nell'era della pace e della luce (ultrapallio) secondo la profezia Maya (21/12/2012) rivelata a Maiello e... verranno i tempi belli!
Per onestà intellettuale devo ammettere, però, che scrivo di morale per riabilitarmi agli occhi dei miei figli dopo averli abbandonati e devo, inoltre, confessare che non sono uno stinco di santo ma, purtroppo, soltanto un giocatore incallito (di tutto e di più), che ha pure  la sfrontatezza di pubblicizzarsi sui social network come specialista di sistemi vincenti tra sacro (sistema spirituale) e profano (sistemi di calcioscommesse). In virtù (o meglio per la schiavitù) dei giochi, Sanremo (dove si trasferì un certo Nobel!) rappresenta la città preferita dei miei svaghi, nonostante al gioco sia stato sempre avversato da donne nere di picche (poker) e uomini in giacca nera (totocalcio). Ma questo, ahimè, rientra nella mia trama fatale per scongiurare che me ne andassi a vivere sul mare (su di uno yacht cullato dalle onde marine) dopo l'abbandono della nave (famiglia) per l'incendio divampato in casa, e preso, pertanto, tra fuoco (suocera) e fiamme (moglie).  
In conclusione il disturbo bipolare (avallato da illustri psichiatri... senz'anima!) con i suoi rilievi (esaltazioni) e depressioni trasforma la mia biografia in una vera mappina (piccola mappa e non lurido straccetto) e rappresenta la turba mentale dietro cui mi nascondo per poter scrivere (dire e fare) di tutto e di più per stato di permanente follia: meglio un vivente morto (il folle) che un morto vivente (l'ignavo). Più pazzi di così si muore ma io, intanto, continuo a vivere nel sogno di un mondo migliore!
 
Le conquiste dei giochi
 
-Einstein (basta la parola) conquista la materia con la sua illuminata equazione: è la pedina fondamentale della scacchiera divina. Albert è il sinonimo dell'intelligenza
 
-Bill Gates (bastano due parole) conquista il mondo con il suo sistema informatico: è il numero 1 della roulette divina. Bill è l'emblema della genialità
 
-Francesco Andrea Maiello (bastano tre parole) conquista l'universo con il suo sistema spirituale: è il fortunato vincitore della lotteria divina per quel miliardesimo (e non miliardario) numero si serie. Francesco Andrea è l'alfiere della divinità
     

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La strada degli scrittori è una “selva selvaggia” (attenti alla lupa!)

La strada degli scrittori...
 
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte...
 
attenti alla lupa!
 
Ciao Raffaele, con i tanti commercianti di scrittori e poesie in agguato, per le scritture (e le pubblicazioni) non sono un “pesce di cannuccia” che subito abbocca. Proprio in tema già ho avuto un'aspra polemica (e ho un contenzioso aperto) con un tal poeta Elio Pecora, pubblicizzato pure dai canali della Rai, per aver preso nella rete (all'amo abboccano solo pochi pesci!) anche le illusioni e i risparmi di tanti poveri giovani.
 
La poesia doc
 
Sulle ali della scrittura
vola la cultura,
siam tutti scrittori,
da attori a presentatori
con perfin i calciatori
ma se si mettono pure
i nostri professori
a pagare il fio
restano i poveri lettori.
Un dì il mitico Apollo,
grazie alle sue Muse,
ti consacrava cantore,
oggi a consacrarti poeta
ci pensa un tal Pecora
che ti prende per pollo.
Basta, infatti, il pedaggio
di una misera moneta
per menar vanto
di esser anche tu
collega del conte Giacomo e
di Francesco Petrarca.
Ed è in virtù di tanto che,
seppur non esci in tv,
il poeta contemporaneo
sei proprio tu.
 
A me, vecchio illuso e vaccinato, perdere qualche centinaio di euro non è un problema, dal momento che me li gioco mensilmente con una puntata al casinò e settimanalmente con una bolletta di calcioscommesse da giocatore incallito.
Venendo adesso alla tua bozza che mi ha infiammato i nervi (è appena un tascabile 13 x 13 altro che libro!) facendomi venire una polinevrite, prima di ogni cosa io mi chiamo Francesco Andrea Maiello (ci sono solo io sulla terra) e non Francesco Maiello, perché ce ne sono migliaia ed alcuni non buoni!
Poi, ritornando alla bozza, hai preso le mie frasi per opere, neanche fossi Dante (sono solo il novello Platone!), e ne hai messa una per pagina (completando ben 64 pagine), di poi da pag. 64 a pag. 94 hai messo poesie alla rinfusa senza neanche il titolo!
 
Ascoltami bene Raffaele, ho firmato il contratto al buio perché l'interlocutore era una casa editrice seria (l'angeloeditore) e, pertanto, pubblicami un libro degno di tal nome (15x21), prendendo dalle mie tante poesie pubblicate sui siti letterari e intercalando frasi (o aforismi) almeno a gruppi di 3 per pagina.
Il titolo è “Frasi, versi e rime delle mie fantasie”, la prefazione, dal momento che sei molto impegnato, la puoi prendere dai miei racconti pubblicati (Tiparlodime andrebbe proprio bene per farmi conoscere) e, se vuoi, la bozza definitiva (con l'ordine delle poesie e delle frasi) te la posso fare pure io.
Sono un convinto scrittore di morale e, tra le altre cose, meno vanto di esser amico del padre (precettore del figlio) di Luigi Di Maio (sono di Madonna dell'Arco e abito a pochi Km da Pomigliano d'Arco!), che oggi va al 33%, mentre io esercito la professione di medico di famiglia massimalista a Gragnano, terra del pane, della pasta e del vino (famosi in tutto il mondo), alimenti sacri della vita!
 
Da qui, ritenendomi pure un Noè istruito ( per segni e segnali dall'alto), scrivo (e regalo) libri (la novella arca di Noè, Il pilota dell'anima etc) di morale. Mi sono costati centinaia di milioni e migliaia di euro, e “L'abc della vita per tempi migliori” l'ho mandato pure, sempre a mie spese (e sono tante), in tutti i licei classici d'Italia e a tutti i ministri della vecchia legislatura!
Sarò pure pazzo ma l'impresa (migliorare l'umanità) vale la spesa e, a tale uopo, ho dovuto solo prendere le distanze da mia moglie!
 
Dalla mente (materia raffinata) e dall'egoismo del lume della ragione, è tempo di passare all'anima (mente illuminata) e all'altruismo della luce dell'intelletto (dono spirituale), in modo da completare, finalmente, l'evoluzione cellulare della specie umana: 1-cellula epatica (spirito naturale, homo homini lupus), 2-cellula nervosa (spirito vitale, homo sapiens) e 3-cellula spirituale (spirito immortale, uomo illuminato).
 
Naturalmente per arrivare a tanto (e l'uomo divenne un'anima vivente!) necessita attivarsi con “l'educazione morale” (di cui sono docente “divinae gratiae causa”), che rappresenta la disciplina propedeutica alla vita e risponde con chiarezza al classico interrogativo filosofico: chi sono (polvere), da dove vengo (da un atto d'amore creativo e generativo) e dove vado (verso la luce della verità).
Dopo tanto, caro Raffaele, pubblicare un tascabile con una frase per pagina e poesie alla rinfusa senza neanche il titolo, mi irriterebbe la mente (e il lume della ragione) con conseguente nevrosi e mi offuscherebbe pure la luce dell'intelletto e l'anima che, dopo svariate psicosi e terapie psichiatriche, sono riuscito ad acquisire.
 
Ho davvero un male incurabile e da tempo cerco l'azione clamorosa per uscire sui giornali e pubblicizzare, finalmente, i miei libri e le mie scritture.
In appendice ti riporto la email che mi hai inviato, dove viene evidenziato di realizzare un libro e non certo un breviario ecclesiastico (13x13) con le mie preci serotine o frasi che dir si voglia!
 
Cordiali saluti
 
Francesco Andrea Maiello,
 
il più grande filosofo dei tempi moderni, apripista dell'era spirituale (ultrapallio) secondo la profezia Maya del 21/12/2012. E così il mio “amo e sempre sarò” (citoplasma della cellula primordiale e certezza dell'esistenza in eterno) va ad interporsi (a completamento della cellula spirituale e dell'anima) tra i più grandi aforismi della storia: il cogito ergo sum (membrana/custodia della cellula primordiale e certezza di esistere al momento) di Cartesio e il gnothi sautòn (nucleo della cellula primordiale e certezza della verità di cui siamo depositari) di Socrate. Naturalmente da qui si evince chiaramente che sono in crisi maniacale, affetto come sono, ahimè, da disturbo bipolare, attestato da validi psichiatri (senz'anima!), che si son permessi, per l'etiologia genetica, di recare offesa anche a gente con mente sopraffine, come i miei genitori, nonni e bisnonni!
E proprio allo scopo di illuminare questi insigni personaggi, da parte mia mi son permesso di definire l'anima in termini letterari (è certezza di esistere, consapevolezza di amare ed eleganza di vivere con la coscienza morale) e quantizzarla finanche in una triplice coscienza: vigile (pensiero), consapevole (amore) e morale (coscienza) a somiglianza della cellula primordiale o spirituale (anima e motore della vita), che presidia e presiede la cellula nervosa e la mente (materia raffinata).
 
In virtù di tanto, da tempo mi fido e mi affido alla mia irreprensibile coscienza (marchio della verità), presidio spirituale, da sempre in aspra polemica con la sua terribile sorella mente, temporaneo sussidio materiale.
 
Caro Francesco Andrea, sono Raffaele, ti ho letto sui vari siti e sul tuo interessante blog http://www.francescoandreamaiello.it/wordpress/ e ti scrivo perché mi piacerebbe realizzare per te un libro con le tue 100 migliori opere (impaginate una per pagina).
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Resoconto di famiglia (per non passare pure per pazzo!)

Con la coscienza a fior di pelle e la mente a pieni giri, in veste di dottor Maiello, di notte scrivo di morale mentre di giorno, nei panni di signor Maiquello, me la prendo, sempre per questioni morali, con i miei integerrimi familiari, proprio a mò di dottor Jeckill e mister Hyde.
A questo punto, le evenienze sono due: o sono veramente folle (e in tema ci sono terapie psichiatriche) o i miei familiari vanno in confusione su questioni morali, dal momento che pensano troppo al tornaconto personale (e materiale), e qui siamo giunti, finalmente, alla resa dei conti familiari o resoconto di famiglia.
Allo scopo sempre di non passare per pazzo (e chiarire gli eventi), a scatenarmi il “fuori giri mentale” contribuirono pure i molteplici giochi (carte, cavalli, casinò, schedine e... precursore del calcioscommesse!) di un mio fratello giocatore, alimentati da un cognato sprovveduto e da una mia sorella (la moglie) affarista.
Il primo, infatti, invece di tenersi alla larga da un giocatore temerario, si fece coinvolgere, sotto la prospettiva di lauti interessi e per l'ingordigia del denaro, in una presunta operazione commerciale (qualche decina di milioni per l'acquisto di coperte Somma), ma poi, resosi conto che i suoi soldi, come prevedibile, erano finiti su di un tavolo al casinò, per il recupero si rivolse al sottoscritto appellandosi alla mia primogenitura.
Ad onor del vero, da primogenito con la coscienza a fior di pelle, ero sempre pronto a corrispondere ai debiti di gioco di mio fratello, ma nello specifico dare soldi a un giocatore incallito fu l'investimento di uno sprovveduto e pretenderli, poi, dal fratello primogenito, già tanto impegnato, era un recupero assurdo.
Comunque, per mantener fede a una promessa fatta a mio padre (prima della sua prematura dipartita) di mantenergli unita la famiglia (paventavo che lasciasse quell'affarista di mia sorella con 2 figli piccoli), pagai questo debito non subito e, con la mente “fuori giri”, gli corrisposi pure gli interessi usurari del 100% (il doppio di qualche decina di milioni)!
Ero davvero fuori di mente, altro che mente a pieni giri, anche perché impegnato nel computo quotidiano delle proteine da somministrare a mia madre affetta da encefalopatia epatica, e questa insana operazione (all'epoca anch'io avevo figli piccoli), purtroppo, incrinò i rapporti con mia moglie e, col tempo, la pagai cara al costo della mia stessa famiglia.
 
Ritornando adesso ai giochi di mio fratello, alimentati pure da mia sorella, quest'affarista comprò dal giocatore, per alcune decine di milioni, una quota di un terreno, poi rivenduta per svariate decine di milioni con un guadagno di circa l' 800%.
In quell'occasione, naturalmente, reclamai la restituzione almeno delle mie decine di
milioni che avevo corrisposto al marito, ma la risposta di mia sorella fu quella di non turbarle l'equilibrio familiare!
Ferite così profonde non si rimarginano facilmente, ma io imperterrito continuai a frequentarla, nonostante che, alla laurea di mio figlio, fosse stato l'unico familiare a non farmi un regalo, perché questo portachiavi (riciclato) lo aveva dimenticato in macchina per ben 6 mesi ed era stato ignorato finanche dai ladri!
Sui soldi e sui regali ci son passato sopra, ma poi, finalmente, me la son presa (ed ho preso le distanze) per gli auguri che non mi ha fatto (sempre soltanto lei) in occasione del matrimonio di mio figlio, nonostante qualche giorno prima fossimo stati insieme... ad un funerale!
E in tema funerario, il marito sprovveduto ha fatto di più se, in occasione della morte di mio suocero, è passato ai piedi della bara e davanti ai miei figli (li ha pure curati... medice cura te ipsum!) in prima fila senza far loro le condoglianze, che invece ha fatto a me ed io, prontamente, gliele ho restituite per raccomandata e... senza interessi!
D'ora in avanti, senza alcun rancore ma solo per mantenere le distanze, con cognato e sorella non voglio avere più relazione alcuna, né in vita (per gli auguri) né in caso di morte per le condoglianze. E questa scrittura chiarificatrice è rivolta ai figli, che si son potuti godere l'ilarità dello zio giocatore nel suo passaggio terreno, soltanto grazie ai miei tanti sacrifici, ragion per cui l'etichetta di folle me la posso dare soltanto io (chi è causa del suo mal pianga se stesso) e non certo loro che solo oggi vengono a conoscenza di quei retroscena che hanno permesso loro una vita serena.
 
A completare il quadro del resoconto di famiglia, dopo cognato e sorella, entra in campo adesso pure un mio fratello razionalista, che porta i conti al centesimo e non si gioca una lira, proprio il mio polo opposto con positivo e negativo di libera scelta, e con mia moglie che, ahimè, desistette dal “positivizzarmi” ('a lavà a capa 'o ciuccio se perde l'aqua e 'o sapone!).
Nella villa dove abitiamo io gli corrispondo, di pari importo, la quota condominiale, anche se è soltanto lui ad usufruire di tutte le dipendenze esterne in comune (garage, terrazzo, campetto, parcheggio) ed ha trasformato il portone d'ingresso in un ripostiglio dei suoi mobili di risulta.
Ho sempre sopportato tutto e continuavo a sopportarlo, ma poi per un cambio d'indirizzo, come mio solito, ho fatto le mie rimostranze urlate e lui si è defilato e, ahimè, mi ha privato del saluto.
Va bene pure porgere l'altra guancia, ma se questo colpo ti fa impazzire, non è più un monito divino ma diabolico! Ed io proprio per non impazzire per cause familiari (quel gran benefattore di mio padre si beccò la cirrosi psicosomatica!), riesco ancora a sfogarmi con le urla e con il dono della scrittura.
Ritornando alla controversia del cambio d'indirizzo, questo in pochi anni è passato da via murillo di trocchia a via Gaetano Donizetti ed infine, in via definitiva (attestato da una tabella comunale), a via Padre Pio.
In questa alternanza di indirizzi, le varie utenze non mi arrivavano più e, paventando il rischio di rimanere (oltre che solo) anche senza acqua, luce e telefono, mi affrettai a comunicare il nuovo indirizzo ai vari gestori.
Dopo tanto, grande fu la meraviglia di vedere questa nuova tabella letteralmente scippata e al suo posto una targhetta di legno con su scritto il vecchio indirizzo di via Gaetano Donizetti (ex via murillo di trocchia) senza menzione alcuna di via Padre Pio.
Riconobbi la scrittura di mio fratello razionalista e, dopo aver apposto sulla sua tabella “cose da pazzi o casa di pazzi”, gli feci le mie naturali rimostranze urlate, dal momento che, da egoista qual è, non mi aveva neppure interpellato prima di dar seguito a questa sua allarmante sconsideratezza!
E qui mi ritornano alla mente incresciosi episodi che avevo cercato di cancellare: va bene pure portare i conti al centesimo, ma chiedermi in garanzia (in caso di mia prematura dipartita... corna facendo!) un assegno dell'importo di un'utilitaria (appena una decina di milioni) non mi sta bene, perché valgo molto di più! La centrale rischi di Firenze aveva dato parere negativo (ero molto esposto economicamente) alla finanziaria per l'acquisto dell'utilitaria ed io, pertanto, mi ero rivolto a mio fratello per il contratto. In quell'occasione ben peggio fece il cognato sprovveduto che, alla mia richiesta di un preventivo firmato di una vettura da parte del suo concessionario, scambiandolo per un assegno firmato (ed invece era carta straccia), si rifiutò!
A garanzia (e salvaguardia) dell'unione familiare non c'è assegno che tenga ma basta l'amore, purché non scateni una malattia (come la cirrosi psicosomatica paterna) o si trasformi in follia:
 
FOLLIE EPATICHE DA AMOREVOLEZZE
Nel rinvenire alla vita mi diagnosticai una falla che, tra pensieri folli, la mente mi spegnea. Fu con estremo sforzo di ciò che mi restava dopo immani tentativi di colpo la tappai. Non era altro che l’amara epatopatia di familiar riscontro, d’emblée riconosciuta, che tanti e tanti danni a me avea arrecato. Per la sua etiologia non altro vi trovai, sono le “amorevolezze” a queste alfin pensai. Son quelle cose che s’ingurgitano per sommo amore ma poi, quando troppe sono, il mal ti vai a cercar con questo inglorioso termine di tal epatopatia che può significar niente o grave mal celar. Ma io cosciente e dotto in breve la combatto...
 
Dopo questa scrittura liberatoria (finanche in versi) e il sintetico resoconto di famiglia ecco pure le mie dediche di famiglia:
 
A MIO PADRE
 
maestro delle cose fondamentali della via,
per i miei figli a cui, per le umane follie
di una mente a pieni giri,
non ho saputo trasmettere
gli stessi insegnamenti.
 
Papà, la forza del tuo amore
ha pervaso di te il nostro cuore,
vivi sempre con noi
e il tormento permane.
E pur la vita continua,
gelida, con nel cuore
un immenso vuoto
che tu colmerai quando
ci riuniremo a te
nell'abbraccio di Dio.
 
A MIA MADRE
 
Intensamente,
a lungo sofferta,
ancor più bella,
che vita insieme!
Sei volata all'istante
in un lampo abbagliante
su di una luminosa scia
tra schiere angeliche festanti
con sinfonie di canti e suoni
a spasso per sempre
nell'incanto dei cieli.
 
A MIO FRATELLO (l'ironia dell'anima)
 
Barattò, a mo’ di Totò con la fontana di Trevi,
la gestione della laguna di Venezia
a un gruppo di sprovveduti austriaci!
Mi mandò in affanno per i suoi folli giochi,
ma l’inventiva e il successo con
le belle donne furono per me motivo
di orgoglio e la testimonianza
di un uomo di charme e gran classe.
L’avvocato” per amici e conoscenti
si laureò con strabilianti sotterfugi,
domò e irrise con solita ironia
una indecorosa malattia e illuminò
gli ultimi istanti di vita terrena
convolando a sacre nozze
con la sua fidanzata preferita!
Soffrì più per le mie turbe mentali
che per la sua malattia!
Mi amò e mi venerò
come persona speciale!
Mi raccontò come fratello
e mi raccomandò come padre
ai miei stessi figli!
 
Eppur vero che i panni sporchi si lavano in famiglia, ma il sottoscritto, intransigente moralista, li lava in casa e li asciuga all'aperto per fini educativi e, a tal uopo, scrive (e regala) libri di morale, affinché di tutto (bene e male) e di tutti (buoni e cattivi) non si faccia un'erba e un fascio!
Sempre a tal fine sono arrivato a definire la coscienza, che è l'impronta (e il marchio) della verità che delimita il bene dal male e, nel contempo, ho tracciato i confini tra mente (materia raffinata) ed anima (mente illuminata), terribili sorelle del nostro io profondo.
Quest'ultima non è un termine campato in aria, ma vive e illumina l'universo, ed io mi son permesso pure di quantizzarla e definirla in ogni suo versante:
 
1- in termini filosofici - l'anima è triplice coscienza: vigile (PENSIERO, custodia/membrana della cellula spirituale o primordiale), consapevole (AMORE, citoplasma della cellula spirituale) e morale (COSCIENZA, nucleo della cellula primordiale).
 
2- in termini letterari - l'anima è certezza di esistere, consapevolezza di amare ed eleganza di vivere con la coscienza morale.
 
3- in termini reali: ESISTO (cogito ergo sum, certezza dell'esistenza all'istante) PER AMARE (amo e sempre sarò, certezza dell'esistenza in eterno) VERAMENTE (gnothi sautòn, certezza della verità di cui sono depositario).
 
Dalla mia sofferta esperienza ho coniato l'aforisma “amo e sempre sarò” e l'amore, citoplasma dell'anima e motore della vita, è la pressione giusta per scongiurare la depressione e la carica vitale per non serbare mai rancore, anche se non va fatta, per fini educativi (educazione morale), di tutta l'erba (e l'umanità) un fascio.
In conclusione ecco 2 recensioni di cui andrò sempre fiero: quella di mio fratello ai miei figli in punta di morte e quella di un vecchio saggio che disconobbe pure il figlio!
 
Mio fratello ai miei figli: ho avuto un fratello straordinario, immaginate che padre vi trovate!
 
Il vecchio saggio in confidenza e a bassa voce: dottore, ieri a tavola siete stato un uomo di vita e di scienza ed avete parlato con ispirata eloquenza!
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