L’umana commedia (1a parte)

L’animo umano,
perenne campo di battaglia
di interiori forze clandestine
per il quotidiano folle scontro
tra spirito e materia,
primordial alito vitale
e polvere condensata,
realizza in ognuno di noi
l’umana commedia
che ha così luogo,
istante dopo istante,
all’interno delle nostre anime,
teatro di grandi eventi
spesso nel segno dell’arte
ma anche rabbrividenti.

 

È proprio qui, nel più profondo io dove ha sede la vera coscienza, da sempre in filo diretto con la sua eterna fonte, che da sempre germogliano quei momenti della nostra anima che noi chiamiamo sentimenti. Possono esser belli e puri con tanta bontà, carità e pietà, ma anche contaminati, come risentimenti e rancori, e infin tra loro in conflitto, se da antico tempo si è sempre parlato di amore e di odio all’unisono cantati.
Miscelando materia con questi momenti della vita interiore, ecco d’incanto affiorar i fantasmi del nostro io profondo in sembianze di belve feroci, le famigerate gemelle, invidia e gelosia, sempre presenti, seppur nascoste e ben acquattate in reconditi meandri al riparo della luce, resistendo finanche alle fitte e copiose piogge dei turbamenti, lacrime dei sentimenti; e al colmo della cattiveria resistendo senza fiato, immerse nei densi umori di affetti ed emozioni, senza pietà alcuna anche ad estreme passioni.
Questo è lo scenario di un regno ignoto, sede delle anime da sempre ricercato da scienziati e filosofi e, pensandoci bene, negli arcani della mia mente un posto così lo ricordo… peccato per le mie follie che han creato confusione tra reale e fantasia.
Comunque un lontano dì, frastornato, stanco e disperso per troppe umane disavventure, con la gran convinzione che a questo mondo capitano tutte a me, mi ritrovai per davvero, rinsavendo da una delle mie tante follie, a girovagar all’interno del mio corpo nei pressi del cuore per questioni di sacro amore.
In questa sede afflitto e stanco ero convinto di trovar pace, ma non fu così perché i battiti cardiaci a ritmo incessante tra sistole e diastole con relativi toni, seppur sempre ritmici, non mi fecer riposar, mi rimbombavano per l’intero corpo dalla testa ai piè. Si misero a far rumore anche le valvole cardiache con relativi suoni e per memorizzare i soffi facean così:

 

il suon della mitrale dalla punta mi risale,
l’appendice xifoidea mi dà la tricuspidea,
aorta e polmonare, l’una a destra
e l’altra a manca del secondo intercostale.

 

In tal confusione sentendo in quei pressi movimenti d’aria, pensai tra me e me, ora provo ad andar lì perché una boccata d’aria di certo darà sollievo alla mia mente in affanno per asfissianti pensieri, che ormai da tempo tormentano la mia mente senza alcun riposo la notte ed anche il dì.
Mai peggior scelta potevo fare, perché in quella sede i rumori eran davvero tanti, da quelli secchi con sibili, fischi e gemiti, finanche i comuni ronchi, ai rumori umidi con rantoli a varie bolle, consonanti e gorgoglianti.
Miei cari fumatori, ex colleghi di sventura, lo so è proprio dura, ma se non la smettete la cosa in questo ambito si fa davvero seria, se non insorgono prima guai vascolari, specie nei distretti cardiaco e cerebrale, per non parlar di pena in pene… del solito attributo, in ogni tempo contrastato:

 

da bambino peccato pur la vision,
in gioventù divieto religioso e
da grande con tanti accorgimenti.
Dando seguito allo stress
e fermandoci nel nostro viaggio,
ecco in campo la eterna dieta,
terapia alimentare di ogni età
a piccole dosi. Ciò nonostante può
comparir la pancia, segno evidente
di qualche marachella golosa
mentre dilaga la sindrome metabolica
e già son pronte le solite medicine
col quotidiano esercizio fisico.
Ma benedetti medici che vita è questa qua
e che mostri profetici quelli dell’antichità

 

se bacco, tabacco e venere
riducono l’uomo in cenere.

 

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Il pensiero insonne, 2a parte (L’abc della vita)

Che grande ebbrezza questo melodioso silenzio per unitario intento di mente, amore e coscienza!
E’ proprio questa la nostra pura identità, vera essenza spirituale di stampo divino, marchio di garanzia e qualità della vera umanità, che non può esser solo polvere di gelida materia e che oltre la vita vivrà nell’infinito, eterno ed abbagliante orizzonte di luce, riflessi e colori, regno della pura verità spirituale, eterna luce divina… purezza e verità è spiritualità, onnipresenza della luce divina.
Questo sfavillante scenario, che sa tanto di paradiso, io l’ho vissuto in terra con l’esuberanza di gioie e dolori per morbosi affetti scatenanti passioni e inebrianti, interminabili emozioni, tragitto terreno dell’anima, scia luminosa perforante i cieli.
Che splendido finale di una notte insonne dianzi annegato in assurdi pensieri a spasso così nel buio fitto dei misteri della vita, alla ricerca della vera realtà che impregna e pervade la materia donandole vita, che è sempre e solo amore, l’anima della vita, che è dentro noi stessi, che ci dà consapevolezza di esistere (cogito ergo sum), di amare (amo e sempre sarò) e di conoscere noi stessi (gnothi sautòn).
Se davvero amerò, per sempre sarò nell’universo con la mia identità, in questa strabiliante catena di
infiniti amori senza limiti ed oltre i limiti dello spazio e del tempo, che ci riporta alla vera unica realtà cui, con disparate intensità per fattori contingenti, tutti percepiamo di appartenere ed a cui, nel profondo, tutti aneliamo perché, affatto, non siamo di sola inerte materia.

 

È davvero splendida notte di insonnia con sogni, sarà pure di folli pensieri, quando infine mi risveglio per improvviso bagliore di una vivida coscienza, in me oltremodo esagerata, che mi richiama in vita alla sua, mia presenza col solito esasperante ritornello… ricerca te stesso, conosci te stesso, giudica soltanto te stesso, non concedendomi, così, mai tregua da giudice inflessibile, tanto che la identifico, ormai, con la mia spia dell’anima, perenne registratore di ogni sua azione e pensiero.
Pertanto è la scatola bianca dell’anima in questo suo volo terreno con l’assurda pretesa di rimanere limpida e trasparente proprio in un fior di peccatore, incallito come me, che vive con sdegno la vita, da sempre arrabbiato con tutto e tutti, al punto di non risparmiar neanche se stesso, con cui si lamenta soprattutto di esser nato. Di poi quando sta storto se la prende anche con la sua stessa immagine allo specchio (povera moglie mia, cosa non ti ho scatenato!), indi sostenuto da fede vacillante con preghiere sol pensate, talora bisbigliate, non si rivolge mai ai santi per non ricordarsi di malati e malattie ed alla fine, per sola codardia e passivamente indignato, vive ansiosamente i tempi correnti che purtroppo tutti subiamo.

 

Passerò pure per novello Cassandra, ma la qualità di vita per costumi sempre più scadenti, ovunque presenti, mi dà ansia ingravescente per questi nostri poveri figli, catturati da programmi in cerca di gloria e scommesse in cerca di soldi, con monotona quotidianità di guerre e massacri incessanti finanche nel nome di un dio personale, se addirittura non diamo la diretta proprio sul nostro uscio di casa di vergognose lotte fratricide per un’arida zolla di terra.
È proprio una gran barzelletta questo mondo di tutti fratelli, ormai quasi alla deriva, se da sempre il legame familiare vien reciso nel suo anello più debole, che è proprio l’amore fraterno, da sempre soltanto decantato per cieca salvaguardia di spropositato amore filiale nel nome delle solite ricchezze, pur sempre sol cose materiali con danno irreversibile dell’equilibrio e della trama familiare.

 

Dopo tanto farneticare, ad occhi spalancati e fissi nel buio della stanza, è finalmente nuovo splendido giorno, che ebbrezza contemplarlo dal profondo con riflessioni su una vita così strana (troppe fatali coincidenze!), disegnata con magico tocco di mistico su di un percorso obbligato e sofferto, profumato però di misterioso fascino.
Da sempre insofferente e sofferente per malati (che tragedia queste malattie sempre più in aumento) e con l’agognata idea fissa di una sana grande famiglia, per grave ed imperdonabile fallimento della mia sacrosanta funzione di buon padre di famiglia mi ritrovo isolato a scrivere per farmi così compagnia e a guadagnarmi il pane quotidiano nelle forzate vesti di medico, finanche di famiglia!
Che onere, tristezza e rabbia le umane sofferenze, or fisiche e sempre più mentali proprio per sopravvivere, ci fan dubitare di certezze in noi profondamente al sicuro e, allora, ricorriamo ad esse chiedendo soccorso all’anima perché, con la consapevolezza dei limiti della scienza, con sempre tanto amore sotto gli occhi vigili della coscienza, il vero male incurabile della medicina resterà sempre la fame di gloria con sola sete di tanti quattrini.
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Il pensiero insonne, 1a parte (L’abc della vita)

Risvegliandomi alle prime luci dell’alba, in prolungata e sofferente sua attesa, fresco come una rosa (si fa tanto per dire), annegato poco prima in assurdi pensieri di una notte insonne, agitata con sogni, alla scoperta dei misteri della vita, proiettato così verso orizzonti infiniti con spazio e con tempo, mi ritrovai, infine, da solo nell’eternità. Vagavo alla ricerca di amori perduti da tempo e di amori presenti, ma da me lontani per errori di una vita che mi castiga isolato in una stanza con pareti di amori, dove è solo un ricordo che la notte si riposa senza pensieri… e conseguenti scritture, ispirate soltanto da una mente eccitata in preda, purtroppo, a catastrofico protagonismo sotto costante minaccia di ritrovarsi per davvero da sola, umiliata ed afflitta, nel tenebroso precipizio dell’umana vanagloria, coinvolgendo affetti familiari in ansia crescente per le sue insonni scritture notturne.

 

Si avvicina il Natale e, come da anni ormai mi capita, specie in ricorrenza di sacre festività, lo stare lontano dai miei figli, in questa asfissiante solitudine, mi sollecita un improvviso impulso di prendere carta e penna (strano effetto per uno che si impantanava nei compiti di italiano) e trova adesso compagnia in questa sofferta scrittura per dialogare con quella presenza vitale dei miei tre figli che tanto mi mancano.
Questo scrivere vuole essere un modo per inviar loro un messaggio di una certa rilevanza, che metta una toppa alla mia allucinante, forzata assenza di padre.
La vita d’oggi è molto difficile e noi genitori dobbiamo essere gelosi custodi di un dono d’amore tanto agognato, perché le insidie presenti dei tempi correnti, se la sorte ti arride, te lo fan ritrovare con la pelle deturpata da oscuri geroglifici e con aggeggi metallici ovunque infiltrati.
Con la notte insonne (da poco passata) la memoria traballa, per cui non ricordo più se a Natale o a Pasqua mettevamo la letterina d’auguri sotto il piatto di un sorpreso papà.
Per come sono andate le cose (assurda pazzia il mio abbandono) e per chiedervi scusa, in questo Natale qualcosa per voi mi inventerò, ma voglio solo ricordarvi che vostro padre è colpevole di aver sempre dato oltre ogni umano limite e adesso si ritrova con una mente precaria, ricco come al solito di sola spiritualità.
Tutta la sua materia fu usata per svariate falle, ma neanche i beneficiari più lo riconoscono, anzi gli irritano la mente, già in cattivo stato, con l’assurda accusa di pessima gestione delle sue fortune, identificando l’amore proprio con la materialità.
Povero me, da sempre fuori strada e in costante apprensione per le altrui difficoltà, invece di bearmi nel mio eden domestico dove era anche sbocciato un fulgido trifoglio! Chissà se in un’altra vita una così intensa gioia mai più si proverà.

 

Con la materia, ahimè, andata (errore che rifarei!) e la mente surriscaldata per problemi ingravescenti, miei cari figli, a cui ho donato tutto me stesso, il vostro abbandono, all’epoca, di certo fu solo il male minore.
In questo racconto, se vi parlerò di mie strane follie, per carità non spaventatevi, continuate la vostra lettura. Molto più piccolo di voi mi ritrovai davvero in una selva oscura tra “mostri e iene e talpe”, ma per gli insegnamenti di un grande maestro tutta l’attraversai senza paura.
Voi, nel leggere cose alquanto toccanti, non dovete turbarvi perché vostro padre vi sarà sempre vicino ed alla fine tutto sembrerà solo scherzosa e spinta fantasia.
Intanto, vivendo e/o sopravvivendo ma comunque fantasticando, ho scoperto la mia anima, traboccante di amore ed in perenne dissidio con la mente per la sua fredda razionalità e, proprio al limite della follia, la muta coscienza (da sempre attenta osservatrice), giudicando sublime l’amore spontaneo (vera essenza vitale), mi ha ridato alla fine la pace interiore.

 

Che grande ebbrezza questo melodioso silenzio per unitario intento di mente, amore e coscienza! E’ proprio questa la nostra pura identità, vera essenza spirituale di stampo divino, marchio di garanzia e qualità della vera umanità, che non può esser solo polvere di gelida materia e che oltre la vita vivrà nell’infinito, eterno ed abbagliante orizzonte di luce, riflessi e colori, regno della pura verità spirituale, eterna luce divina… purezza e verità è spiritualità, onnipresenza della luce divina.
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La ramanzina paterna

Carissimi figli, ancora una volta quello che vi contesto (e mi vien da urlare) è la voce alta e l’espressione nei miei riguardi tipo “la festa è mia e decido tutto io”, perché certamente non sono un padre invadente e possessivo e, nonostante i miei tanti limiti e difetti, da sempre sono una persona di gran sensibilità (pietà) e disponibilità (carità) che fanno di me un soggetto oltremodo buono (pietà+carità=bontà, sentimenti in EMPATIA).
Proprio in virtù di tanto, per preservare la mia anima di gran qualità, non permetto a nessuno (neanche a un figlio) di rivolgersi nei miei confronti in maniera e con tono arrogante.
Naturalmente vi ringrazio della tacita stima che avete per me, ma vi ricordo che questa va sostenuta e corroborata da un rapporto confidenziale tra padre e figlio che tra noi spesso non c’è, mentre qualche consiglio paterno o una confidenza a un padre ci può sempre stare, nonostante il vostro carattere molto riservato a differenza del mio esageratamente estroverso.
Fermo restante che non porto rancore per nessuno (gelosia, invidia, risentimento, rancore e odio sono sentimenti in ANTIPATIA), purtroppo, anche con sorelle e fratelli ho un rapporto talora contrastato e spesso urlato, specie quando egoisticamente pensano solo a loro stessi e di contro, dimenticandosi di qualche familiare in difficoltà, riportano minuziosamente solo le spese patrimoniali!
A tal proposito mi preme evidenziare l’abisso caratteriale e comportamentale che esiste anche tra noi fratelli (e tanto mi prodigo per scongiurarlo in voi figli), dal momento che io mi affido all’altruismo intellettivo (l’intelletto è un dono spirituale) mentre loro, ahimè, spesso si fidano (ciecamente!) dell’egoismo razionale e la ragione rappresenta soltanto un surrogato della materia grigia!
Per le mie tante traversie passate, addirittura medico di mia madre sin dall’adolescenza e padre dei miei fratelli sin dalla giovinezza, carissimi figli, vi chiedo perdono se talora vi ho trascurato e non ho potuto godere, pertanto, la vostra presenza istante dopo istante.
Comunque a garanzia di vostro padre c’è vostro nonno, che ancor tanto stravede per me (anche da lassù!), ispirandomi nottetempo scritture di morale, ed infine l’attestato di stima che mio fratello Mario (me ne combinò di tutti i colori!) mi fece in vostra presenza prima della sua dipartita: ho avuto un fratello straordinario, immaginate che padre vi trovate!

 

In allegato a questa lettera natalizia, in difesa e per conto della sacrosanta famiglia con genitori naturali, vi invio pure qualche schema istruttivo presente nel mio ultimo libro (L’abc della vita per tempi migliori), inviato a tutti i licei classici d’Italia (i licei scientifici sono molti di più e la spedizione del pacco costa!), al fine di schematizzare la vita in ogni suo dettaglio e per inneggiare ai sentimenti in SIMPATIA: affetto, passione (pressione spirituale) e amore per un’umanità e un mondo migliore al suono de “l’inno alla pace”…

 

Con variegati innesti alla luce,
sole imperante di giorno
e miriade di stelle la notte,
risplenderà la fioritura
di variopinte gemme
in una vasta gamma di colori.
Da questi profumati germogli
verranno alla luce dolci frutti,
prelibatezze di ogni stagione,
generati dal vero amore
nella sua splendida veste di luce.
È proprio questo il momento
con il risveglio delle anime
di prendere finalmente coscienza
che siamo tutti fratelli
su questa benedetta terra
con l’unica certezza,
nonché luminosa speranza,
che Dio esiste.
E’ questo il mio sogno ispirato
della pace mondiale.

 

Adesso per pubblicizzare i miei svaghi mentali con tanta filosofia, dal momento che non sono né Vespa né Saviano né Fabio Volo, di recente ho aperto su facebook l’associazione culturale “Primum philosophari” per saper vivere, perché con la cultura filosofica (grazie al pensiero di Aristotele, all’amore di Platone e alla coscienza di Socrate) si vive alla luce dell’anima!
Pensiero (membrana), amore (citoplasma) e coscienza (nucleo) sono, infatti, le componenti della cellula primordiale o spirituale, il motore della vita. E in virtù di tanto la vita non sarà più presa con filosofia ma andrà intesa con la filosofia.
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Dalla biografia alla bibliografia (l’abc della vita per tempi migliori)

Francesco Andrea Maiello è nato a Santastasia (NA) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto, a stento supera l’esame di maturità classica con la media del 6 per bilanciare il 7 in condotta dopo polemica urlata con il professore di storia e filosofia. Nel 1975 si laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Napoli con un misero 107, questa volta dopo aspra polemica con il Preside della facoltà e conseguente espulsione dall’Ateneo per dodici mesi. Dal 1972, primogenito di sei fratelli, conduce pure il negozio di maglieria del padre (morto prematuramente) in Via Duomo a Napoli, non tralasciando mai l’attività sportiva di calciatore (e di giocatore di schedine, poker e casinò a parte!) in categorie inferiori (Pro Vesuvio, Sant’Anastasia e Madonna dell’Arco), rischiando le gambe da irrefrenabile attaccante di movimento e divoratore di goal per il suo gran correre a perdifiato. Nel 1991 era ancora in 3a categoria insieme ai figli dei suoi vecchi compagni! Dal 1976 conduce l’attività di medico di famiglia massimalista a Gragnano e dal 1998 (anno dell’abbandono filiale per incompatibilità coniugale) si è dato alla scrittura (libri di morale sull’anima) per sopravvivere e per giustificarsi agli occhi dei suoi tre figli. Scrive con buoni riscontri sui più importanti siti letterari (PensieriParole, Scrivere, Rossovenexiano, Ewriters, Poesie e Racconti, Alidicarta) e l’ unico riconoscimento, come scrittore fino a questo momento, è rappresentato da “Le fantasie dell’anima” (Kimerik, 2009), che è stato ammesso in Biblioteca Vaticana per il suo contenuto morale.
Ha un suo blog personale abbastanza frequentato (www.francescoandreamaiello.it) e si pubblicizza sui social network (facebook, Twitter, Linkedin) come specialista di sistemi vincenti tra sacro (sistema spirituale) e profano (sistemi di calcioscommesse).

 

Le sue precedenti pubblicazioni, di cui da sempre fa dono nel periodo natalizio:

 

1-Mirabili frammenti della mia vita—Tipografia Laurenziana (1998)

 

2-Negli arcani della mente il sentiero dell’anima—Tipografia Laurenziana (2001)

 

3-La gimcana dell’anima—Tipografia Laurenziana (2003)

4-Il sole dell’anima—Tipografia Laurenziana (2004)
5-Il pilota dell’anima—Tipografia Laurenziana (2006)
6-L’umana commedia—Tipografia Laurenziana (2007)
7-Striptease dell’anima—Altromondoeditore (2008)
8-I giochi dell’anima—Kimerik (2009)
9-Le fantasie dell’anima—Kimerik (2009)
10-Il pilota dell’anima—Kimerik (2010)
11-La password della vita—Tipografi Laurenzina (2011)
12-Le perle dell’anima—Medusa editrice (2011)
13-La luce dell’anima—Montecovello (2012)
14-La novella arca di Noè—Tipografia Laurenziana (2013)
15-La novella arca di Noè (in ebook)—Bibliotheka edizioni (2014)
16-Gli albori della vita—Tipografia Laurenziana (2014)
17-Bentornata poesia—Tipografia Laurenziana (2015)
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