L’AUGURIO DI UN MONDO MIGLIORE (in tempi critici così scadenti)

Viviamo tempi critici oltremodo scadenti e, senza neanche strette di mano ed abbracci ma con mascherina e distanza sociale, anche l'amor ci si rivolta contro!
Sono un medico di famiglia di lungo corso con la pretesa di curare pure lo spirito e, a tal proposito, da tempo scrivo sull'anima, non più entità astratta, campata in aria, ma presenza vitale per vivere in eterno.
Il mio ultimo libro è “La luce della cultura (sulle ali della fede)”, dove con argomentazioni scientifico/filosofiche preannuncio (profetizzo è troppo!) una nuova era spirituale (ultrapallio) all'alba di questo nuovo millennio.
In virtù di tanto con la cultura filosofica, per amore del sapere, si perverrà all'anima nelle sue intime componenti di pensiero, amore e coscienza, entità presenti, rispettivamente, nell'eccelsa filosofia di Aristotele, nei fantastici miti di Platone e nel gnothi sauton di Socrate, l'ostetrico della verità grazie alla maieutica.
Nel dettaglio il pensiero ci dà la consapevolezza di esistere e rappresenta la coscienza vigile (chi sono, polvere ed esisto grazie al pensiero/cogito ergo sum), l'amore ci dà la coscienza consapevole (da dove vengo, da un atto d'amore creativo e generativo) ed, infine, la coscienza (morale) ci dà certezza della luce della verità (l'interrogativo filosofico del dove vado) in noi presente dal soffio vitale.
L'anima, pertanto, in ultima analisi è una triplice coscienza (vigile, consapevole e morale) e nel suo contesto di cellula spirituale, sullo stampo di quella primordiale (motore della vita), il pensiero viene a rappresentare la membrana esterna, la custodia delle sue intime essenze che sono, per l'appunto, l'amore (citoplasma cellulare) e la coscienza, il nucleo di questa illuminante cellula.
 
In tema di anima, di certo, non si può prescindere dalla mitica biga alata di Platone, fantastica rappresentazione dell'anima tripartita con l'auriga, mente razionale (meglio intellettiva se illuminata) alle prese con le bizze dei suoi 2 cavalli, il bianco (amore spirituale) ad inseguire gli ideali per volare in alto, nel mondo della luce sotto l'egida dell'intelletto altruistico, mentre il cavallo nero (amore materiale) ad inseguire le passioni intrise di materia sotto la schiavitù della ragione egoistica.
 
All'alba di questo nuovo millennio, secondo la profezia Maia del 21/12/2012, inizierà la trasformazione spirituale dell'umanità, grazie al presidio morale, comportamentale e culturale (human enhancement), che si stabilizzerà allorquando ai mediatori chimici, sulla strada del pensiero, subentreranno i mediatori sentimentali (pietà, carità e bontà) a distillare l'amore, in modo da poter passare, finalmente, dalla mente (materia raffinata) all'anima (mente illuminata).
In appendice ecco pure un accenno a Freud, il padre della psicanalisi, e alla sua tripartizione psichica della mente con l'Io (mente razionale) a mediare gli istinti (l'Es) e la coscienza morale (il Super-io), dibattuto tra amore materiale e spirituale.
Dopo questo excursus filosofico sull'anima concludo con un riscontro letterario in versi, richiamo notturno dello spirito vitale, quel fantomatico cavallo bianco che cerca di far volare la mia biga senza il peso delle mie quotidiane debolezze, perché di certo anch'io, non stinco di santo, ne combino tante.
 
L'ANIMA IN POESIA
 
Esisto per amare veramente
secondo i dettami della coscienza,
spirito nella materia
e luce della verità
che si trova tra le certezze
della mente alla ricerca
del senso della vita,
che è sempre tanto amore
e realizza l'anima
nella sua vera essenza
e con la tua presenza
nella luce per l'eternità.
 
LA COSCIENZA IN VERSI
 
L'amore e il bello
sono amanti immortali
con la coscienza del bene
valore universale.
Siamo nel cuore dell'anima
con toni e pause in armonia
a scandire la dolce melodia
della coscienza morale,
verità e luce universale.
 
L'ECOGRAFIA DELL'ANIMA
 
Con lo spirito nasce il pensiero,
con la coscienza sboccia l'amore
e con l'anima spunta quel fiore
che ti regala la vita nei suoi colori
e te la profuma dei suoi valori.
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Alla scoperta dell’anima (La luce della cultura sulle ali della fede)

Girovagando per i bui meandri delle circonvoluzioni mentali, senza più la naturale pressione spirituale (anima) precipitavo nel vuoto depressivo e, dopo una vita di intensi amori con conseguenti dolori, sopravvivevo di follie in fantasie, se non proprio vere manie con la mente in fumo.
Facendo appello a quel barlume di ragione che mi restava, mi misi allora alla spasmodica ricerca dello spiraglio giusto che, dopo tante traversie, finalmente, mi ridonasse la luce, facendomi vivere come si conviene.
Proprio una lucida fantasia, tra amnesie corticali e ricordi culturali, mi riportò in vita e, ritrovandomi vigile, consapevole e cosciente, in virtù di questa triplice presa di coscienza, d'incanto ripresi a vivere alla luce dell'anima, termine non più pleonastico, aleatorio ma ben delineato nella sua concretezza e variegata identità.
In un anfratto mentale avevo così ritrovato la mia connaturata essenza spirituale, quella fantomatica anima, non più campata in aria ma nella sua intima veste di candido lenzuolo, a mo' di fantasma corporale, che ti dona certezza di esistere e non ti fa più spaventare.
Questo presidio immortale che ti fa vivere in piena coscienza – e qui entra in campo uno dei termini più complessi della lingua italiana - comprende, in primo luogo, la vigilanza, coscienza intesa come veglia attiva (il pensiero di esistere), indi la consapevolezza della propria esistenza (come prodotto d'amore) ed infine la coscienza morale (il buon senso della vita, depositaria della verità).
Proprio alla luce di pensiero, amore e coscienza si ha certezza della vita immortale perché queste tre entità sono fuori dal tempo e dallo spazio, coordinate corporali, supporti della materia finita e, pertanto, connotazioni mortali.
Procedendo con ordine all'analisi di tre queste entità, la vigilanza o veglia attiva, da un punto di vista neurofisiologico, rappresenta il più basso livello di integrazione psichica e chiama in causa il pensiero, quel cogito cartesiano che, dopo tanti suoi dubbi, prende certezza della propria esistenza e presenza nella realtà tangibile con la sua percezione attraverso i sensi.
Esistere, però, non è solo passiva percezione del proprio corpo (chi sono), ma è prendere coscienza (consapevolezza) di sé come prodotto d'amore (da dove vengo) con la coscienza morale, luce della verità (dove vado), ad indicarci la retta via, come la stella dei Re Magi.
Qui naturalmente entra in scena Socrate, il padre della filosofia con la famosa frase “gnothi sautòn (forse carpita a Talete, il padre della scienza), con cui aiutava i suoi allievi a partorire (arte della maieutica) quel valore assoluto in noi presente che si chiama verità.
In ultima analisi vivere in piena coscienza (vigilanza, consapevolezza e coscienza morale) significa vivere alla luce dell'anima e qui entra in campo, addirittura, il mitico Platone con la sua fantastica biga alata, dove la coscienza (l'auriga) a stento tiene a freno le bizze del cavallo bianco (amore spirituale) e del cavallo nero (amore carnale).
Alla luce del pensiero illuminato dall'amore ecco pure la mente eccelsa di Aristotele con il suo Primum Movens, Motore Immobile (quidquid movetur ab alio movetur) che, in virtù del verum scire est scire per causas, dall'amore difilato ci porta tra le braccia del Creatore.
Il motore della vita, pertanto, è l'Amore dell'atto creativo nella sua indissolubile veste di Bene e Bello indivisibile, Verità assoluta nel suo immacolato candore, supremo gradiente di luce.
 
Il Bene (suprema Mente, Padre), l'Amore (supremo Amore, Figlio) e il Bello (luce della suprema Coscienza, Spirito Santo) sono i Fattori supremi che, nella loro intercambiabilità, attestano l'indissolubilità e l'indivisibilità della Divina Triade (Verità del Padre, Amore del Figlio e Luce dello Spirito Santo).
 
Il Bene è l'Amore del Bello
Il Bene è il Bello dell'Amore
 
L'Amore è il Bene del Bello
L'Amore è il Bello del Bene
 
Il Bello è il Bene dell'Amore
Il Bello è l'Amore del Bene
 
La Verità è la Luce dell'Amore
La Verità è l'Amore della Luce
 
L'Amore è la Luce della Verità
L'Amore è la Verità della Luce
 
La Luce è l'Amore della Verità
La Luce è la Verità dell'Amore
 
In tema di bello (kalòs) e (kai) buono (agathòs), la cultura greca col termine di kalokagathia indicava l'ideale della perfezione umana nella mitica veste degli eroi omerici (Achille, Ettore) e degli atleti olimpici dove ben si fondevano bellezza fisica (estetica) e nobiltà d'animo (etica).
Passando adesso dall'atto creativo a quello generativo, il bello femmininile (kalòs) e il bene maschile (agathòs) e viceversa, in virtù del fatidico s'agapò (ti amo), generano il frutto del concepimento (kalokagathia), dove ancora una volta si rinviene anima, amore e vita, indissolubile veste della luce divina:
 
l'anima è l'amore della vita
l'anima è la vita dell'amore
 
l'amore è l'anima della vita
l'amore è la vita dell'anima
 
la vita è l'anima dell'amore
la vita è l'amore dell'anima
 
ad immagine e somiglianza divina.
 
Nel dettaglio l'amore, il motore della vita, per passaggi cellulari prima impregna le cellule nervose (innamoramento), poi pervade le cellule spermatiche ed infine invade la cellula uovo. Di poi, per passaggi di stato si materializza (condensazione) nel fluido seminale che, nel contesto della cellula uovo, sublima la vita.
Per quanto mi riguarda, in tema di nascituro bipolare, follie, fantasie e manie a parte, rinsavito con la scoperta dell'anima ricordo finanche “Il concepimento”:
 
Mi vidi fluido
d'amor rovente,
seme di anima nascente,
già cellula vivente,
pronto a germogliar
nel tiepido calor
del grembo materno.
Sin dal concepimento
mi riconobbi soggetto pigro,
già tanto strano che,
disdegnando gli affanni vitali,
da prodotto di amore amava
crogiolarsi nel caldo tepore
di quel letto naturale
sotto il prediletto tetto materno
e non gli andava venir alla luce.
Fui preso allora a forza
con un forcipe in fronte
e la mia vita ebbe inizio
con mia madre gemente
per un parto distocico
tra doglie lancinanti!
Venni così alla luce
tra vere urla strazianti
ed anche il mio vagito
fu un urlo assordante
davvero impressionante.
Ancora oggi, con la mia
sofferta esistenza,
pago il fio del dolore natio
per le traversie di una primipara,
donna piacente di difficile gusto
a cui nessuno andava giusto.
Ripiegò su quel sant'uomo
di mio padre ma poi,
da vera mamma ingrata,
da sola si scatenò una malattia
allo scopo di turbarmi l'adolescenza,
negarmi la giovinezza, rovinarmi
la vita e dannarmi l'esistenza
alla mercé della sua mente insana,
obnubilata dall'amarezza
di un fegato intossicato
per la mia resistenza a venir alla luce.
Adesso da lassù è infin rinsavita
e, per ripagarmi le terrene pene
e addolcirmi finalmente la vita,
mi ha mandato in soccorso
una Musa che ancor più mi ha confuso.
Son passato così dal coma epatico
all'estasi contemplativa
o visione estatica e sono, pertanto,
vittima dell'ennesima mania...
il destino con le donne mi fu
sempre fatale per non dir letale
con l'ardore dell'amore esitato
in sterili versi con rime baciate.
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La filosofia (amore del sapere) in due parole

La superstizione (cieca religio, Lucrezio) è il buio dell'ignoranza, la fede (eccelsa cultura, Maiello) è la luce della conoscenza.
 
Con la cultura filosofica, grazie al pensiero di Aristotele, all'amore di Platone e alla coscienza di Socrate, si vive alla luce dell'anima! Pensiero (membrana), amore (citoplasma) e coscienza (nucleo) rappresentano, infatti, le componenti della cellula primordiale o spirituale. E con “la coscienza dell'amore nella mente” o “pensier dell'amor nel subconscio” la vita non sarà più presa con filosofia ma andrà intesa con la filosofia.
 
Lungo il percorso neuropsichico:
 
-NEURONE (surrogato materiale)
-PENSIERO (elaborato mentale e presidio cognitivo)
-VERITA’ (distillato spirituale)
 
l'umanità completa, pertanto, il suo ciclo evolutivo (antropogenesi) con la trasformazione spirituale della mente (materia grigia raffinata) in anima (luce del pensiero, mente illuminata) dopo la selezione naturale di Darwin e l'evoluzione comportamentale di Paul MacLean.
 
A questo punto filosofia (Socrate, Platone, Aristotele, Cartesio), scienza (Democrito, Lucrezio, Galileo, Einstein), medicina (Empedocle, Ippocrate, Galeno) e religione (Sant'Agostino, San Girolamo, San Tommaso) saranno accomunate (e illuminate) dalla luce dell'anima e, in virtù di tanto, anche secolari dispute filosofiche, finalmente, avranno pace.
In riferimento a quella antica, l'immortalità dell'essere (spirito/pensiero, conoscenza razionale) di Parmenide e il divenire della materia (fuoco/realtà sensibile, conoscenza sensoriale) di Eraclito troveranno in Empedocle finanche la giusta miscela creativa: acqua/terra (polvere umida), fuoco/amore, aria/soffio vitale.
Per quanto concerne, invece, la disputa della filosofia moderna, dalla ragione (notte delle vacche nere di Hegel) per valutare i propri interessi si passerà all'intelletto (cielo stellato di Kant) per amare i propri simili.
Con queste illuminanti certezze, l'uomo, magico impasto di spirito-materia e frontiera vitale tra mondo visibile e invisibile, in riferimento al corpo (la forma della materia), prigioniero dello spazio e succube del tempo, è espressione del finito e quindi mortale, mentre in riferimento all'anima (il fantasma della materia), entità spirituale libera da vincoli spaziali e temporali, è espressione dell'infinito e, pertanto, immortale.
 
E l'umanità, a completamento del suo ciclo vitale, lungo questi 3 stadi:
 
a- età della pietra (homo homini lupus)
b- homo sapiens (neopallio, io sono con l'egoismo della ragione)
c- era spirituale (ultrapallio, “amo e sempre sarò” con l'altruismo dell'intelletto)
 
troverà la sua vera identità in virtù dell'evoluzione cellulare:
 
1- cellula epatica (spirito naturale), confeziona i gradini (le basi azotate) della scala (DNA)
2- cellula nervosa (spirito vitale), secerne il pensiero (mente, materia raffinata)
3- cellula spirituale (spirito immortale), distilla l'amore (anima, mente illuminata)
 
La strabiliante miscela umana di spirito e materia, discendenza divina dal soffio vitale (cordone spirituale attestante la nostra certa paternità), nasce a livello epatico, laddove un dì si unirono in matrimonio con vincolo indissolubile l'azoto con il suo corredo amminico (-NH2) e il carbonio con il suo corredo carbossilico (-COOH) per generare gli aminoacidi, la cui magica sequenza (dai codoni, triplette di nucleotidi) ci dona il codice genetico con la giusta informazione (DNA) per la trascrizione (RNA) della vita nella sua vera essenza: A-more (adenina), C-oscienza (citosina), G-enoma (guanina), U-niversale (uracile) e non T-erreno (timina), componenti ereditarie spirituali per acquisire l'anima e per vivere in eterno (amo e sempre sarò) alla luce del Sole Universale.
Questo sogno si realizzerà allorquando il genoma eccelso, alla luce dell'anima, dissolverà la macula oculare del peccato originale per una visione completa (a 360°) del mondo che ci gira intorno (iperuranio, res cogitans, mondo noumenico), quella realtà assoluta non più trascendente (pensiero) ma immanente (coscienza) grazie all'amore che ci invade, impregna e pervade.
E dall'essere (pensiero, ragione, mente) al divenire (amore, intelletto, anima), di certo, vivremo un avvenire migliore.
 
In conclusione di questo excursus filosofico, la Verità è un'acquisizione culturale da Filosofi, Scienziati, Santi e Sommo Poeta, e tramanda l'amore di GENI (Dna)...tori in figli e nipoti per GENE (codice genetico)... razione agli albori di questa nuova era spirituale (ultrapallio) con i mediatori sentimentali (pietà, carità, bontà) sulla via della verità (coscienza dell'amore=bene) a subentrare ai mediatori chimici (neurotrasmettitori) sulla strada del pensiero.
Per quanto mi riguarda, il fegato, fucina metabolica, mi ha rabbuiato l'esistenza con le malattie epatiche (e il coma) dei miei genitori, ma poi, sul versante opposto, mi ha illuminato il pensiero regalandomi la vita nei suoi 5 stadi (1°-vita vegetativa/fotosintesi clorofilliana, 2°-vita animata/midollo spinale, 3°-vita animale/sistema limbico, 4°vita cosciente/mente, 5°vita illuminata/anima) grazie alla luce della conoscenza lungo i suoi 5 gradi: 1°-cogito (pensiero vigile), 2°-ragione (pensiero razionale), 3°-intelletto (pensiero sciente), 4°-sapienza (pensiero illuminato), 5°-contemplazione (pensiero estatico).
  Alla luce di queste certezze, per un mondo migliore, bisogna combattere il buio dell'ignoranza (e dell'odio) con la cultura (filosofica) dell'amore in poche parole: l'amore (Platone) muove (Aristotele) l'universo (iperuranio) con la sua luce (Socrate).    
Francesco Andrea Maiello
 
Da” Striptease dell'anima, crociata culturale”, prossima pubblicazione
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La novella arca di Noè (Striptease dell’anima, crociata culturale)

Con il nuovo millennio siamo entrati nell'era spirituale e siamo giunti a un bivio fatale... o si ama per volare (paradiso) o si sprofonda per odiare (inferno).
 
Da tempo piove a dirotto sulla morale e, rotti gli argini naturali della società civile (matrimonio, genitori e famiglia), l'umanità va sempre più alla deriva senza che nessuno vi ponga rimedio a parte il buon papa Francesco.
Da parte mia, papà Francesco Andrea, seppur padre non esemplare, dopo esser stato investito (il sole a mo' di palla di fuoco tentò di centrarmi di mattina!) e insignito (di notte un'aureola di stelle vigilava sulla mia villa!) dall'alto, ho cominciato a costruire la novella arca di Noè in veste di “educazione morale”, e chi non si aggiorna su questa nuova disciplina acquisendo l'anima con le sue regole morali, giuro, non salirà sulla mia arca per esser traghettato nella nuova era spirituale secondo la profezia Maya che, finanche in rima, recita... dai Maya a Maiello verranno i tempi belli!
Basta spiritualizzarsi (diventare persone serie e non certo santi) o, quantomeno, maiellizzarsi, termine inventato di sana pianta da un mio collega scrittore di gran sapienza (Luomokesa) che vive beato in un castello, riverito da una schiera di servi. Intanto se non incomincia ad innamorarsi anche dei beni spirituali (maiellizzarsi come dice lui), il primo a non salire sulla mia arca sarà proprio lui.
 
A tal fine ho approntato schemi e tabelle cognitive, poesie istruttive per permettere a tutti di prendere dimestichezza con l'anima non più campata in aria, perché poi, da professore severo e non certo inflessibile, li esaminerò e chi continua ad avere grosse lacune spirituali (a parte quelle vascolari per placche ateromasiche) rimarrà a terra alla mercé di inevitabili eventi per diventare, con il passar del tempo, materiale pregiato... dal petrolio (carbonio in forma liquida) al diamante (carbonio in forma cristallina)!
Se il gran Maestro Dante con l'inferno e il paradiso ci costruì sopra un'opera divina, da parte mia per scarsa fantasia sono molto più concreto...
 
nei millenni a venire ci ritroveremo riflessi del sole divino (paradiso) o fossili della crosta terrestre (inferno), dipende dalla montagna scalata (bene) o dalla miniera scavata (male).
 
Sulla mia arca i primi a salire saranno gli animali perché almeno loro rispettano le leggi naturali e, poi, passerò ad imbarcare l'homo sapiens, sempre più rimbecillito per le troppe abbuffate (un po' di digiuno sessuale non guasterebbe) che gli hanno causato seri danni vascolari specie a livello cerebrale, ragion per cui necessita anche di una corretta educazione sanitaria a partire da una condotta alimentare ridotta (dieta antiossidante con frutta e verdura), seguita da una condotta morale riveduta (l'abuso del sesso, ormai, è una turba mentale) e, infine, motoria che non guasta mai (passeggiata quotidiana a passo svelto).
 
Nel primo poema epico della storia dell'umanità (Epopea di Gilgamesh) si narra dell'unico uomo (Utnapishtim) sopravvissuto al diluvio universale, depositario del segreto dell'immortalità da ricercare in un'erba sul fondale marino. Adesso con il sottoscritto sopravvissuto addirittura al vuoto depressivo...
 
nel retro rivoltandomi
ancor io vedea
quell'immane baratro
che a piè pari saltai
e che ad ogni mortal
è sempre alfin fatal
 
grazie alla scoperta della sua anima, splendida compagna di viaggio...
 
vivendo girovagando
dopo tante follie
col pensier in fantasie
proprio per sopravvivere
ad intenso e continuo soffrire,
che bella compagnia,
per davvero esiste,
ho scoperto la mia anima...
 
siamo in 2 a conoscere il segreto dell'immortalità. E la fantomatica erba trovata da Gilgamesh, per riportare in vita il suo amico Enkidu, a me nessun serpente la fregherà perché vi confido che, nottetempo, con un occhio dormo e con l'altro sono sempre vigile, ci sarà l'eternità per riposare!
In virtù di tanto, di notte la mente pensa e la mano scrive, mentre di giorno ho improrogabili atti medici anche per... defunti che chiamano on line per certificati di riposo!
 
A darmi tanta vitalità (e di certo l'immortalità) ci pensa, pertanto, la mia anima birichina, altro che erba marina, che non mi concede mai un attimo di tregua...
 
che grande caos
in questa mia povera testa
quando mi ritrovo solo,
è un continuo vociferar
con vero e proprio botta e risposta
tra mente e coscienza,
prigioniere dell’anima nel mio profondo.
Se questo baccano succede di notte...
 
Ritornando adesso all'educazione morale, questa novella arca di Noè, da premessa dell'era spirituale, sarà la disciplina solare per illuminare la materia grigia cerebrale (corteccia associativa) in modo da pervenire al genoma eccelso sulla scala elicoidale (Rosalind Franklin) con un comportamento ottimale (Paul MacLean).
 
In virtù di tanto la coscienza altruistica (Abele) prevarrà, finalmente, sulla mente egoistica (Caino), realizzando così il paradiso terrestre alla luce del Sole divino dopo aver dissolto la macula oculare (peccato originale) alla luce della cellula (pensiero, amore e coscienza) e del sistema spirituale, naturale evoluzione, sulla scala della vita (vegetativa, animata, animale, cosciente ed illuminata), del sistema nervoso lungo il percorso neurone (buio della cellula nervosa)-pensiero (vigile, razionale, intellettivo, illuminato, estatico=scala conoscenza)-Verità (luce della cellula spirituale).
 
Sarò pure ripetitivo con questi schemi ma la cerchia dei miei conoscenti, volenti (i miei assistiti), nolenti (i miei amici) o dolenti (i miei familiari), mi deve per forza sopportare perché, da soggetto con mente instabile e precaria, sono passato dalla fissazione per le schedine (alla ricerca del colpo vincente) alla fissazione per l'anima, e qui il colpo l'ho preso per davvero, ma in testa, dal momento che mi considero il vincitore di una fantomatica lotteria divina da incallito giocatore.
Tra miliardi di concorrenti nel corso dei millenni, infatti, sono proprio io il possessore di un fantastico numero di serie (naturalmente il numero 1), tanto da diventare il referente delle anime celesti all'unanimità (per l'umanità) che dovrebbe fare da apripista a questa nuova era spirituale (ultrapallio).
In tutto questo, di certo, c'è lo zampino di mio padre che già in terra mi esaltava tanto e adesso, lassù in paradiso, mi avrà fatto una tale pubblicità da stremare finanche i Santi.
Comunque se il sottoscritto, non certo stinco di santo per i suoi tanti limiti e difetti, è stato prescelto lassù, l'umanità quaggiù è davvero messa male.
In ogni caso il guaio l'ho passato soltanto io perché, se un tempo la notte studiavo le schedine per il colpo miliardario, adesso passo le notti in bianco a scrivere testi di morale che nessuno concepisce e se mi vengono poesie d'amore per una dolce Musa sono, addirittura, a rischio di... stalking mentale, ma c'è da stabilire se io nei suoi confronti o lei nei miei riguardi.
E' evidente, però, che c'è concorso di colpa, per cui la pena giusta sarebbe la condanna di entrambi in eterno nella stessa cella dal momento che da sempre i poeti e la Poesia sono amanti immortali...
 
VOGLIA DI POESIA
 
Non siam portati
per fare i segreti amanti,
il senso di colpa
si leggerebbe sul viso
ma non privarmi pure
del tuo dolce sorriso
perché in sua mancanza
non scriverei più.
Mi bastano, pertanto,
questi momenti d'amore
tra versi rimati
e rime baciate
ben lungi, però,
da lascive tenerezze
se di baci in carezze
non si finisce più
ed io, tra musa e poesia,
non ci capisco più.
 
Da più parti da tempo mi si chiede... ci sei o ci fai e, arrivati a questo punto, non lo so neanche io, perché tra bugie e verità, segni e segnali non mi ci raccapezzo più e l'unica cosa veritiera rimane la mia innata mania di grandezza che cominciò tra i banchi di scuola da primo della classe (lungi dal secchione) e poi entrò nel pallone facendomi ritenere il centravanti-ala (o alato) imprendibile per la sua velocità.
In tema, il mio paese di nascita (Sant'Anastasia) è famoso, in campo calcistico, proprio per le sue ali alte mezzo palmo (io misuro un palmo!) da Fasulillo, a Tonin 'a suricella a Giuvann macchion (il mio nomignolo naturalmente era... Franc' u bell'!) e i miei gol più memorabili rimangono proprio quelli di testa... tuffandomi a pesce!
Passando adesso allo scherzo (il pallone è cosa seria), di questi tempi mi ritengo pure il novello Platone (sempre per l'altezza), l'attuale Francesco Petrarca (per la Musa ammirata in ospedale e non più in chiesa), l'Einstein spirituale (per la mente precaria) e finanche il Noè moderno (per i segnali dall'alto), pronto a traghettare sulla sua arca (l'educazione morale) l'uomo nell'era spirituale. A tal uopo basta erudirsi con la lettura della scrittura che porta alla cultura per un mondo migliore senza più guerre.
 
Chiaramente mi sono prestato a tanto solo in nome della gloria e, in termini di materia, per farmi finalmente una macchina nuova più decente, dal momento che le mie durano decenni.
Si spiega proprio così la crisi automobilistica mentre quella farmaceutica la scatenai tempo addietro, anno di grazia 1998 quando gli americani volevano conquistare il mondo con le loro pillole: la pillola della felicità carnale (famosa pillola blu) che ha inferto il colpo di grazia alla morale (altro che prescrizione etica!) e quella della felicità spirituale, che avrebbe dovuto risolvere problemi di sopravvivenza a povera gente senza più lavoro, casa e famiglia.
Rimangono le industrie belliche che a breve (era spirituale), state certi, falliranno in contemporanea e, pertanto, finalmente si ravvederanno anche le potenti lobby americane tanto da rivedere i loro piani d'investimento, perché è finita l'era del materialismo e del capitalismo sconsiderato.
 
Questa critica viene da un soggetto amante della libertà, né di destra, né di centro, né di sinistra (da attaccante di movimento spaziavo su ogni versante), vissuto sempre nel benessere ma forgiato dalle sofferenze della vita per strane malattie dei suoi genitori.
E vi confido che l'investitura a un progetto così ambizioso mi venne da un angelo in sogno (naturalmente mio padre, insignito lassù della carica di governatore della terra!) che mi esortava a scrivere di morale e smetterla un po' di giocare (ho l'amore innato e il gioco connaturato!) per non allertare Satana che, dopo tanti studi certosini, mi mandava sempre tutto all'aria. E pensandoci bene, la mia prima vincita miliardaria me la buttò all'aria, proprio all'ultimo istante e per uno strano evento, la Spal (squadra calcistica di Ferrara) che recava in sé questo chiaro messaggio... Società Polisportiva Ars et Labor!
 
Per poter, comunque, scrivere argomenti così importanti, studi classici a parte, ho avuto gli insegnamenti dal vivo di un maestro esemplare...
 
a mio Padre,
maestro delle cose
fondamentali della vita,
per i miei figli a cui,
per le umane follie
di una mente a pieni giri,
non ho saputo trasmettere
gli stessi insegnamenti
 
uomo di grande spiritualità (si confidava con Madonne e Santi) dall'alto degli attributi che lo contraddistinguevano a cominciar dalla sensibilità (pietà), che si attivava in disponibilità (carità) e questa sua bontà (pietà+carità) era corredata da intelletto e cristiana pazienza.
Con tanta buona volontà cerco di seguire il suo esempio, ma quella che mi è sempre mancata è la cristiana pazienza, ragion per cui quando la perdo vado dritto in escandescenze verbali urlate, trasformandomi dal mite dottor Maiello nell'infuocato mister Maiquello proprio a mo' di dottor Jekyll e mister Hyde.
Se mio padre sopportava in contemporanea moglie e suocera convivente (un vero inferno), io, per molto meno, me la sono data a gambe levate da suocera non convivente (fuoco) e moglie (fiamme), mandando in fumo la sacralità del matrimonio insieme a tutta la famiglia.
Proprio per questo motivo ho scritto “I promossi sposi”, per promuovere (proprio io) nuovamente i promessi sposi, che in Manzoni erano contrastati da un signorotto senza morale, mentre ora quel che manca è il costume morale, ragion per cui si preferisce la convivenza al matrimonio... per non presentarsi nudi sull'altare.
 
Qui entra in campo l'educazione sessuale (capitolo importante dell'educazione morale)...
 
il sesso è bello
quando la morale vuole,
la coscienza non duole
e la legge vola
 
… da impartire a tempo debito (quando inizia l'adolescenza con la sua cascata ormonale) senza particolari assili...
 
il sesso è ancor più bello, quando si fa, nessuno ti vede e ognuno lo fa come meglio crede, essendo un fatto naturale (il sesso è naturale se non bestiale e vitale se non banale) al pari delle inclinazioni erotiche da non condannare, perversioni sessuali a parte.
 
Gli approcci prematrimoniali, in tema sessuale, non vanno confessati (ben altri sono i peccati) perché, nei limiti della decenza (“est modus in rebus”, nell'uomo è la coscienza la giusta misura!), servono per farci conoscere a fondo in modo da non aver brutte sorprese sin dalla prima notte di nozze!
Il fatto che la maturità sessuale arriva molto prima di quella culturale e sociale è un guaio serio, perché la natura, sempre in tema sessuale, ci mette a disposizione prima pisellini e piselli, poi pistole (con il colpo in canna) e finanche carabine e mitragliatori (i grandi viveur di colpi ne hanno a ripetizione!), che bisognerebbe imparare ad usare come armi vitali e non certo banali o letali, messe a disposizione per favorire soprattutto la vita sulla terra e non certo per conquiste terrene attraverso squallidi sfoghi carnali.
 
Allora per ridare a questi nostri poveri figli, vittime dei tempi moderni, genitori veri, degni di tal nome, va istituito l'esame di maturità matrimoniale, impegnativo ma non severo come quello di maturità classica, addirittura impossibile da superare ai miei tempi, quando su 90 esaminandi soltanto in 12 fummo promossi a giugno.
Io me la cavai per il rotto della cuffia perché il professor di storia e filosofia (unico campano in una commissione di professori friulani) se ne accorse che avevo imparato tutto a memoria (a partir dalla storia!) e mi costrinse a mandarlo a quel paese in veste di infuocato Maiquello dal mite Maiello!
Sapevo, però, di aver fatto presa sui professori friulani da attore nato (grazie alla divina commedia) e pertanto, nonostante l'indisciplina, fui promosso con la media del 6 dagli 8 per bilanciare il 7 in condotta.
In tema di cultura mnemonica vi invito adesso ad affilar le armi (e la mente) per memorizzare le mie poesie di morale (la legge dell'anima, la coscienza in versi, l'ecografia dell'anima) perché, a parte la bocciatura all'esame di maturità matrimoniale, correte il serio rischio di rimanere a terra e non salire sulla mia arca con la squallida o bella prospettiva (dipende dai punti di vista) di diventare, negli anni a venire, materia pregiata dal petrolio ai diamanti!
All'alba di questo nuovo millennio necessitano, invece, genitori veri, capaci di ristrutturare la famiglia, caposaldo della società civile, e con la scuola modernizzata, la religione (dell'amore) unificata, la politica moralizzata e i mass media responsabilizzati, inizierà l'era spirituale, secondo la profezia dei Maya rivelata a Maiello, per cominciare, finalmente, a volare verso orizzonti di luce sulla via della pace.
 
Questa scrittura educativa, seguendo il motto oraziano del “miscere utile dulci” e il motto di Lucrezio “cuntingunt mellis dulci flavoque liquore” , ho cercato di propinarla con tanta ironia, scrivendo in modo chiaro e semplice, alla portata di tutti, perché la vita è già tanto difficile mentre la via del paradiso è molto più facile, non corredata soltanto da dolori e preghiere ma anche da intense gioie interiori, che ti fanno presagire che dal buio del dolore sorge la luce dell'amore.
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Crociata spirituale (ci siamo scordati di esser figli di Dio!)

Con la scrittura (strada maestra della verità) e la lettura (maestra dell'istruzione) si può accomunare l'umanità sulla cultura (corretta informazione) dell'anima (conquista spirituale), comune denominatore umano.
 
LA CARTA D'IDENTITA' DELL'ANIMA
Cognome------------- Anima
Nome----------------- Chiaraluce
Nata------------------- per amore dalla luce
Cittadinanza--------- luce universale
Residenza------------ io profondo
Stato civile----------- libera
Professione----------- commediografa e attrice (scrive e mette in scena l'umana commedia)
 
LA FIRMA DELL'ANIMA
In fede,
pura evidenza e candida essenza
per pari confluenza
di mente, amore e coscienza
 
In tema di cultura (scienza) e vita, nell'aula magna dell'università “La Sapienza” di Roma campeggia la scritta: “Doctrinae studium vitam producit et auget immortalis eris si sapias iuvenis”, la passione per la cultura genera e fa prosperare la vita; se hai il sapere, o giovane, sarai immortale. E proprio l'immortalità ci riporta all'anima con la cui illuminata veste perverremo all'umanità cosciente (altro che razza pura con pelle ed occhi chiari!) per un mondo migliore ai primordi della nuova era spirituale (ultrapallio), allorquando vivremo alla luce (e sotto il presidio) del Sole Universale.
 
L'AMORE SPIRITUALE
 
Il colore e i riflessi
variopinti degli occhi,
luminosa sopravvivenza
per povera gente,
sono l'impatto scintillante
di intense luci contrapposte,
l'esterna solare
e l'interna spirituale
che materializzano l'amore
sulla corteccia cerebrale.
 
Al momento, però, senza la luce dell'anima siamo ancora prigionieri della caverna di Platone alla mercé di sensazioni (le ombre delle statuette sulla parete) e percezioni (le statuette sul muretto), mentre dobbiamo liberarci delle catene ed uscire all'esterno della caverna, in modo da poter riflettere sulla natura (riflessa nel lago) e valutare la vera realtà, alimentata dal Sole che dà luce e vita.
Dal Sole Universale, infatti, motore immobile di Aristotele e idea del bene e del bello (kalokagathia) in Platone, si perviene con Socrate alla coscienza della verità (gnothi sautòn) del Creatore, di cui siamo depositari dall'alito vitale: “Dio il Signore formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente”.
A questo stadio di anime viventi, purtroppo, non siamo ancora pervenuti, per cui bisogna ripartire dalla filosofia dei Grandi, di maestro in allievo, dove è ben riposta la cellula primordiale della vita con la coscienza (Socrate) a far da nucleo, l'amore (Platone) da citoplasma e il pensiero (Aristotele) da membrana esterna. Pensiero, amore e coscienza, pertanto, rappresentano le componenti della cellula spirituale del Primum Movens dell'universo, creatore di tutte le cose visibili (regno minerale, vegetale e animale) e invisibili (energia e materia oscura).
E ritornando alle nostre terrene origini si può schematizzare:
 
-Materia grigia-sistema nervoso-mente (materia raffinata)
-Pensiero (scala della conoscenza)
-Alito vitale-sistema spirituale-anima (mente illuminata)
 
Sistema nervoso (mente)-Pensiero-Sistema spirituale (anima)
 
Da questo schema si evince chiaramente che il pensiero, trait d'union (sinapsi) tra sistema nervoso (mente) e sistema spirituale (anima), rappresenta l'elaborato finale del primo e la custodia (membrana esterna) delle componenti intime (amore/citoplasma e coscienza/nucleo) del secondo con il pensiero a far da supporto alla mente e l'amore a dare sostegno all'anima.
A questo punto, all'esterno della caverna di Platone, con la vista accomodata alla luce ecco la scala cognitiva (e la corretta conoscenza) con il relativo gradiente di luminosità:
 
1° grado-cogito, pensiero vigile (grigiore, il lumino dell'esistenza)
2° grado-ragione, pensiero razionale (splendore, la lampadina dell'esistenza)
3° grado-intelletto, pensiero sciente (bagliore, la lampada dell'esistenza)
4° grado-sapienza, pensiero illuminato (fulgore, il lampadario dell'esistenza )
5° grado-contemplazione, pensiero estatico (candore, la luce dell'esistenza)
 
Indi, lungo “la scala dei fantasmi” (mi manca la fantasia dei miti di Platone!), si perviene alla verità (era spirituale, ultrapallio) del Sole Universale:
 
Il corpo è il fantasma della materia
Lo spirito è il fantasma del corpo
L'anima è il fantasma dello spirito
La luce è il fantasma dell'anima
La verità è il fantasma della luce
 
Sulle ali del pensiero (mente) e a bordo della fiammante monoposto (anima, pensiero illuminato), di porta in porta (A) e di cellula in cellula (B) si scala la vita (C) in tutti i suoi stadi.
 
A - di porta in porta
 
1- L'intestino è la porta del fegato. La vena porta convoglia il materiale nutritivo (e gli elementi - C e N - dagli alimenti) al fegato.
   
2- Il fegato è la porta del cervello. La fucina epatica confeziona gli aminoacidi per i neurotrasmettitori e depura il sangue dall'azoto (encefalopatia epatica) per la luce del pensiero.
   
3- Il cervello è la porta della conoscenza. Con la luce del pensiero si scala la conoscenza.
   
4- La conoscenza è la porta dell'anima. L'anima è triplice coscienza: vigile (pensiero, cogito ergo sum), consapevole (amore, amo e sempre sarò) e morale (luce della verità, gnothi sautòn).
   
5- L'anima è la porta della Verità. La Verità (Mente suprema, Padre) è la Luce (Coscienza suprema, Spirito Santo) dell'Amore (Amore supremo, Figlio).
 
B - di cellula in cellula:
 
1- cellula epatica/spirito naturale, confeziona i gradini (le basi azotate) della scala elicoidale (DNA)
2-cellula nervosa/spirito vitale, secerne il pensiero (e contraddistingue la mente, materia raffinata)
3-cellula spirituale/spirito immortale, distilla l'amore (e contraddistingue l'anima, mente illuminata)
 
C - la scala della vita:
1-vegetativa solare (fotosintesi clorofilliana), 1° stadio
2-animata istintiva (arco riflesso midollare), 2° stadio
3-animale emotiva (sistema limbico ), 3° stadio
4-cosciente riflessiva (corteccia cerebrale, mente), 4° stadio
5-illuminata intellettiva (corteccia illuminata, anima), 5° stadio
 
Sul percorso del genoma (Crik, Watson e Wilking) eccelso (mente illuminata), in virtù dell'anima nella sua triplice veste di coscienza vigile, consapevole e morale, si completa, finalmente, l'evoluzione della specie umana, magico impasto di spirito e materia, nostro incandescente patrimonio genetico (Mendel):
 
1-età della pietra (homo homini lupus)
2-homo sapiens (neopallio, io sono con l'egoismo della ragione)
3-era spirituale (ultrapallio, amo e sempre sarò con l'altruismo dell'intelletto)
 
E pensare che l'uomo nella sua strabiliante ascesa dalla polvere alla luce era partito dai costituenti principali della terra e dell'aria. Un dì, infatti, a livello della fucina epatica si unirono in matrimonio (con vincolo indissolubile) il carbonio con il suo corredo carbossilico (-COOH) e l'azoto con il suo corredo amminico (-NH2) per generare gli aminoacidi, la cui magica sequenza (dai codoni, triplette di nucleotidi) ci dona il codice genetico con la giusta informazione (DNA) per la trascrizione (RNA) della vita.
Nella strabiliante evoluzione della specie umana (antropogenesi), pertanto, dopo la selezione naturale di Darwin e quella comportamentale di Paul MacLean, si farà pure selezione spirituale sulla base dell'RNA messaggero, che trascrive a chiare lettere: Amore (adenina), Coscienza (citosina), Genoma (guanina), Universale (uracile) e non Terreno (timina).
 
Proprio in virtù di tanto la vita in movimento cominciò a strisciare (midollo), a camminare (cervelletto), ad annusare (sistema limbico), a pensare (corteccia) e ad amare (sistema spirituale) per approdare, così, sul paradiso terrestre come omaggio floreale al suo Creatore:
 
la vita in fiore... lo stelo (il midollo), la gemma (il bulbo), il bocciolo (il sistema limbico), il fiore (la corteccia) e il profumo del sistema spirituale (l'amore è l'essenza dell'anima, anche per il profumo!) che si sente ma non si vede.
 
Intanto il passaggio dalla cellula nervosa a quella spirituale si stabilizzerà allorquando i mediatori chimici (neurotrasmettitori) sulla strada del pensiero cederanno il passo ai mediatori sentimentali (pietà, bontà, carità) sulla via della Verità e, in virtù di tanto, l'umanità passerà dalla ragione egoistica (al buio della mente) all'intelletto altruistico (alla luce dell'anima), dono spirituale.
E con l'acquisizione dell'anima nella sua vera essenza di luce della verità, di cui siamo depositari dal soffio vitale creativo (pneuma filosofico), si completa pure la miscela umana dei 4 elementi di Empedocle: terra (carbonio), aria (azoto), acqua (polvere umida) e fuoco (alito vitale).
 
Stando così le cose, la vita non va più presa con filosofia ma va intesa con la filosofia e l'anima, libera da spazio e tempo (connotati della materia grigia), non sarà più l'innata fissazione di vivere in eterno, ma ci apparirà, finalmente, in tutta la sua variegata identità:
 
1- identità fisica: l'anima è la fiammante monoposto pilotata dalla mente, alimentata dall'amore e illuminata dalla coscienza.
2- identità letteraria: l'anima è certezza di esistere (esisto), consapevolezza di amare (per amare) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (veramente).
3- identità filosofica: l'anima è triplice coscienza (vigile/cogito ergo sum, consapevole/amo e sempre sarò, e morale/gnothi sautòn).
4- identità poetica (la fiammante monoposto).
 
LA FIAMMANTE MONOPOSTO
 
L’anima è la strabiliante
rossa monoposto,
dono della potenza divina,
per superare il tortuoso
e contorto circuito della vita.
Chi lo supera sicuro e veloce
a pieni giri senza penalità,
sfoggiando abilità di guida
con nervi ben saldi,
si guadagna la protezione
del mantello divino
con l’alloro di pilota dell’anima e,
con un pizzico di umana vanagloria,
la corona d’alloro di poeta
delle follie della vita.
 
Ma, ahimè, tornando con i piedi ben saldi per terra, agli albori del Duemila viviamo tempi sempre più bui nel terrore della civile convivenza (Isis), con lo squallore della naturale esistenza (utero in affitto) e con l'Europa che, nel suo sopore, ignora i profughi (a migliaia) e sa fare solo i conti al centesimo!
Nel contempo infuria pure la polemica sul razzismo (bianchi e neri), sul maschilismo (maschi e femmine) e sul sessismo (etero e omosessuali) con povere anime innocenti, generate da compagni... di scuola (asini ripetenti) o da partner... di teatro (attori sedicenti) per l'ormai desueto vincolo matrimoniale e con la famiglia (allargata) allo sbando.
 
Proprio allo scopo di arginare questo catastrofico sfascio, da medico di famiglia, cura, profilassi e prevenzione delle malattie a parte, ho costruito, con l'ostinata presunzione di educare, una novella arca di Noè in formato letterario (Striptease dell'anima, crociata spirituale), su cui si accede per scale (e tabelle) cognitive e poesie morali/istruttive, passando così, tra sacro e profano, da un Noè letterato a un Mosè poeta, e, tra serio e faceto, da un novello Platone all'Einstein spirituale!
Sforando poi in ambito letterario e con la solita mania di emulare, se il Sommo Poeta, nel mezzo del cammino, si ritrovò in una selva oscura, per quanto mi riguarda mi ritrovai in piena pazzia mentale.
 
E dall'inferno dantesco:
 
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita”
 
di contro passai a “Follie epatiche” per la devastante encefalopatia epatica materna...
 
Nel rinvenir alla vita
mi diagnosticai una falla
che tra pensieri folli
la mente mi spegnea.
Fu con estremo sforzo...
 
Spaziando, come mio solito, tra satira e morale, da tempo mi pubblicizzo sui social network e sul mio blog (www.francescoandreamaiello.it) come specialista di sistemi vincenti tra sacro (sistema spirituale) e profano (sistemi di calcioscommesse).
Pertanto tutto ciò che è gioco rientra nelle mie competenze, mentre le disquisizioni morali sono opera di un moralista convinto, che nottetempo mi ispira dall'alto della sua fede (cultura eccelsa).
Naturalmente questo grande uomo è mio padre, angelo (di nome e di fatto) disceso in terra sotto mentite spoglie e dipartito prematuramente per le amarezze (e nefandezze) della vita per cirrosi psicosomatica (encefalopatia epatica a percorso inverso):
 
1- psicosi (cellula spirituale, anima)
2- nevrosi (cellula nervosa, mente)
3- cirrosi (cellula epatica, fegato)
 
Una tale patologia è di raro riscontro perché ancora non si concepisce l'anima e, pertanto, qui in terra vengono privilegiate le persone dure di cuore che, come le pietre, hanno un'aspettativa di vita terrena migliore, a differenza di quelle sensibili che si contraddistinguono, invece, per questi 5 nobili attributi (scala psicosomatica dell'angelo Raffaele): 1- sensibilità (pietà), 2- disponibilità (carità), 3- bontà (pietà+carità), 4- intelletto (dono spirituale), 5- cristiana pazienza (abnegazione e predisposizione al dolore fisico e morale).
 
Ritornando al tema della crociata culturale, “l'educazione morale”, in virtù dell'acquisizione dell'anima (comune denominatore umano) nella sua illuminata veste di triplice coscienza, rappresenta la disciplina solare per tempi migliori con la scrittura (strada maestra della verità) e la lettura (maestra dell'istruzione) ad accomunare il mondo intero sulla cultura (corretta informazione) e l'intera umanità sulla “religione unica dell'amore”.
E proprio alla luce dell'amore potremo chiaramente leggere, metodo scientifico a parte, il libro dell'universo senza più pagine incomprensibili, materia ed energia oscura. Di poi con le lettere (nucleotidi) e le parole (codoni) della scala elicoidale, di capitolo in capitolo (geni), comprenderemo il vero significato dei 46 volumi (cromosomi) dell'enciclopedia umana (patrimonio genetico) che ci differenzia dalle bestie in virtù del messaggio trascritto a chiare lettere nell'RNA messaggero (amore e coscienza, genoma universale) e anticipato in versi dal Sommo Poeta:
 
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtude e canoscenza.
 
In appendice a questo Bignami (compendio) cognitivo, sempre alla luce del pensiero (scintilla d'impatto tra spirito e materia che illumina la mente), ecco pure un aforisma culturale: “la scienza è la luce dell'intelletto, la sapienza è la luce della fede e l'amore è la luce della verità” da memorizzare, soprattutto, da parte degli atei che, ancor oggi, non si rendono conto che la vita è “l'umana commedia” (sempre più tragedia), altro che divina mio caro Maestro.
 
E con cultura (mente) e civiltà (anima), immedesimate nella loro comune identità di stampo divino, lungo i gradini della scala elicoidale con basi debolmente legate (per sostenere la celeste ascesa con la materia scrollata), ascenderemo in alto lassù per vivere per sempre nell'incanto dei cieli.
 
LA LEGGIADRIA DI VOLARE
 
Con il passo lento
e la mente stanca
mi si spalanca davanti
la via del tramonto
e sul limite temporale
dal buio crepuscolare
d'un lampo divampa
la luce spirituale.
Rifulge la vita
senza più materia
e con un batter d'ali
per la leggerezza dell'io,
e si può pur sprofondare,
sulla leggiadria dell'anima
comincio a volare.
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