Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (10a parte)

Sulla strada del genoma eccelso la vita, l’anima dell’amore, indivisibile triade, diventa un valore indissolubile se l’espressione, mutando l’ordine dei fattori, non cambia di significato:

 

La Vita è l’Anima dell’Amore
La Vita è l’Amore dell’Anima

 

L’Anima è l’Amore della Vita
L’Anima è la Vita dell’Amore

 

L’Amore è l’Anima della Vita
L’Amore è la Vita dell’Anima

 

E anche la poesia, la musa dell’amore, nella sua universalità (basta pensare a Dante) diventa un valore assoluto:

 

La Poesia è la Musa dell’Amore
La Poesia è l’Amore della Musa

 

La Musa è l’Amore della Poesia
La Musa è la Poesia dell’Amore

 

L’Amore è la Poesia della Musa
L’Amore è la Musa della Poesia

 

Su queste solide basi culturali si può contemplare la Verità, la Luce dell’Amore, Divina Triade, nell’indissolubilità e indivisibilità dei suoi Tre Fattori:

 

La Verità è la Luce dell’Amore
La Verità è l’Amore della Luce

 

L’Amore è la Luce della Verità
L’Amore è la Verità della Luce

 

La Luce è l’Amore della Verità
La Luce è la Verità dell’Amore

 

In nome del Padre (Verità della Mente Suprema), del Figlio (Amore Supremo) e dello Spirito Santo (Luce della Coscienza Suprema) e, con la presenza di Dio (Allah) immanente (coscienza), trascendente (pensiero) e vincente (amore), pure i santi (San Girolamo e Sant’Agostino) si metteranno, finalmente, d’accordo.

 

Allo scopo di esser traghettati alla luce di questa eccelsa veduta (era spirituale) ho approntato, forse in veste di predestinato, la novella arca di Noè, l’educazione morale di cui sono docente “divinae gratiae causa” (altro che honoris) dal momento che, incredibile evento, sono stato insignito dall’alto con moto solare diurno e aureola stellare notturna.
Nel giorno di una indimenticabile Epifania (2004), infatti, vagavo in profonda crisi depressiva quando, di mattina, con un gran balzo scansai il sole (palla di fuoco) che cercava di centrarmi, mentre di notte un’aureola di stelle presidiava la mia villa dalle turbolenze atmosferiche circostanti.
Proprio dal giorno di quella fantastica Befana passai sul versante opposto della turba bipolare (dalla depressione all’esaltazione) e, forte del turbo spirituale, mi vidi nelle vesti di un Noè istruito con la sua arca trasformata in un libro di morale da studiare per acquisire l’anima, la biga alata di Platone nella versione moderna di fiammante monoposto pilotata dalla mente, alimentata dall’amore e illuminata dalla coscienza. Proprio a bordo di questa fiammante monoposto si può scalare la conoscenza (e il suo gradiente di luminosità) lungo “la scala dei fantasmi”, scarna versione (mi manca la fantasia di Platone!) del mito della caverna :

 

1-il corpo è il fantasma della materia, il grigiore del cogito
2-lo spirito è il fantasma del corpo, lo splendore della ragione
3-l’anima è il fantasma dello spirito, il bagliore dell’intelletto
4-la luce è il fantasma dell’anima, il fulgore della sapienza
5-la verità è il fantasma della luce, il candore della contemplazione

 

Se tanto mi manca la fantasia di Platone e la poesia di Dante, all’errore di Einstein (costante cosmologica) sopperisco, invece, con il coefficiente etico per far quadrare i conti dell’universo e qui, in piena crisi maniacale, sto ancora a chiedermi chi veramente io sia… “l’Einstein spirituale o il novello Platone, fate voi!”:

 

Se ascisse e ordinate
son coordinate cartesiane
e posizionano un oggetto su di un piano,
spazio e tempo
son coordinate umane
e posizionano un soggetto nell’universo.
Lo spazio pertanto
misura la larghezza del corpo,
materia finita,
il tempo misura, invece,
la lunghezza del pensiero,
spirito infinito.
Adesso se la materia
è energia commutabile
e invecchia nel tempo,
la luce dello spirito
è energia immutabile,
sempre giovane e senza età.
Dinanzi a questa Luce infinita,
che anima i cuori e muove le menti,
spazio e tempo si inginocchiarono
in gloria alla suprema Potenza
e così, se il gran Renè divenne
il padre della filosofia moderna,
quel mostro di Albert
è il sinonimo d’intelligenza.
Il guaio è sol per me,
Francesco Andrea che,
per l’ardire del sommo esaltato,
passerò alla gogna
con tanta vergogna.
Da pensator incallito
alla costante ricerca dell’anima
mi sia concessa allor
la nomea di novello Platone
per quel mio “amo e sempre sarò”,
che completa la triade spirituale
tra cogito ergo sum cartesiano
e gnothi sautòn socratico,
e ci invita a vivere
alla luce dell’anima
mentre io continuo a dibattermi
tra l’Einstein spirituale
e il novello Platone… fate voi!
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Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (9a parte)

Ora con madre da curare (studente epatologo), con fratelli da educare (ben 5), con il negozio di maglieria (attività paterna) da riavviare, con i libri da studiare e con i giochi da non trascurare (calciatore dilettante e giocatore di carte, schedine e casinò), comunque, mi mantenevo in buona forma fisica e mentale. Ma poi, nonostante l’ampia disponibilità verso i miei 3 figli, quando si mise pure mia moglie ad assillarmi (mi accusava di trascurarla), precipitai anch’io nelle “follie epatiche”, prima scrittura di sfogo epatologico addirittura in versi:

 

Nel rinvenire alla vita
mi diagnosticai una falla
che, tra pensieri folli,
la mente mi spegnea.
Fu con estremo sforzo
di ciò che mi restava
dopo immani tentativi
di colpo la tappai.
Non era altro che
l’amara epatopatia
di familiar riscontro,
d’emblée riconosciuta,
che tanti e tanti danni
a me avea arrecato.
Per la sua etiologia
non altro vi trovai,
sono le “amorevolezze”
o amarezze d’amore
ed a queste alfin pensai…

 

Con questa scrittura liberatoria scansai l’amara epatopatia che incombeva pure su di me e che, lungo il percorso cellula spirituale (amarezze), cellula nervosa (nevrosi), cellula epatica (cirrosi) – vedi schema a pagina tot – aveva scatenato la cirrosi psicosomatica a mio padre, un vero angelo, di nome e di fatto, disceso in terra sotto mentite spoglie.
All’anagrafe, infatti, fu dichiarato Angelo ma lo chiamavano Raffaele e si firmava Angelo Raffaele contraddistinguendosi per questi suoi 5 nobili attributi (scala pscicosomatica dell’angelo Raffaele):

 

1- sensibilità (pietà), 2- disponibilità (carità), 3- bontà (pietà+carità), 4- intelletto (dono spirituale) e 5- cristiana pazienza (abnegazione e predisposizione al dolore fisico e morale).

 

La sensibilità, candido velo che accarezza l’anima e le asciuga dolcemente le lacrime delle sue emozioni, ha la stessa radice etimologica dei sentimenti e ci permette di sentire, a partire dalle sensazioni (impressioni talamiche), il mondo che ci gira intorno. Proprio da qui prendiamo coscienza di noi stessi in veste prima materiale e poi spirituale lungo questa scala:

 

1-sensazioni/impressioni/talamo

 

2-percezioni/informazioni/corteccia

 

3-riflessioni/valutazioni/coscienza

 

4-sentimenti/sensi dell’anima

 

a- sentimenti in empatia (en-pathos, passione dentro): pietà, carità, bontà (pietà+carità), divina misericordia (bontà+perdono)
b- sentimenti in simpatia (syn-pathos, passione insieme): affetto, passione, amore
c- sentimenti in antipatia (anti-pathos, passione contro): gelosia, invidia, risentimento, rancore e odio

 

5-emozioni/moti interiori, muovono (e-movere) le lacrime dei sentimenti

 

I sensi dell’anima

 

I sensi dell’anima
si chiaman sentimenti
e siamo in tema
di soliti patimenti.
Con la pietà
s’inizia a soffrire,
con la carità
si comincia a capire
ma è la bontà
che ti fa gioire.
La gelosia, invece,
ti porta all’invidia
e di risentimenti e rancori
pervieni all’odio
nel suo gelido squallore.
Solo se apri gli occhi
ti ravvedi, infin,
alla luce dell’amore.

 

Proprio in virtù dei sentimenti (sensi dell’anima) e relative passioni l’umanità diventa una privilegiata miscela di spirito e materia, che si cuoce nella fucina epatica sulla fiammella ipotalamica, barriera psicosomatica tra mente/anima e corpo, in relazione al patrimonio genetico (Mendel) del DNA (Watson, Crick e Wilkins) correlato al comportamento umano (Paul MacLean) e al grado di conoscenza acquisito di cellula in cellula (epatica, nervosa, spirituale):

 

1-Livello inferiore (vita animata istintiva/archipallio)

 

Fegato (centrale metabolica)
Sistema nervoso autonomo (simpatico, parasimpatico, enterico)
Ipotalamo (barriera psicosomatica)

 

2-Livello intermedio (vita animale emotiva/paleopallio)

 

Sistema somatico (corpo)
Ipotalamo (centralina psicosomatica)
Sistema nervoso (sistema limbico)

 

3-Livello superiore (vita cosciente riflessiva neopallio)

 

Sistema nervoso (corteccia cerebrale, mente)
Pensiero – sinapsi (scala della conoscenza)
Sistema spirituale (corteccia illuminata, anima)

 

Da questo schema si intravede la strada del genoma eccelso, la cui luce, a parte il dissolvimento della macula oculare per una visione a 360, aumenterà l’intensità della fiammella ipotalamica con il piatto della bilancia (spirito-materia) a pendere, finalmente, dal lato spirituale, allorquando l’altruismo dell’intelletto (anima) sopravanzerà l’egoismo della ragione (mente).
In tema di bilancia ritorna la mia data di nascita del 23 settembre a cavallo della vergine e, ben lungi da veline, letterine e farfalline, vi assicuro che ritornerà “il profumo di donna” da riconquistare con “la poesia”:

 

Profumo di donna

 

Il pensier costante
talor assillante
in testa imperante
è l’idea del bello
ed ecco la donna
in veste di amante.
E’ un’artistica creatura
che rispecchia la natura
con depressioni e rilievi
reali, quelli mentali
te li scatena a parte.
E così da un’afrodisiaca altura
lungo una folta radura
giù a valle si cela,
tra due protuberanze
talor tumide rilevanze,
una paradisiaca apertura
donde per stretta fessura,
cavità virtuale e non certo virtuosa,
si accede alla fucina della vita.
Senza alcun complesso
ma con un naturale amplesso
lungo questo percorso
si genera l’amor filiale,
premessa familiare,
per un rapporto non banale
(solo carnale sarebbe bestiale!)
ma tanto mentale
e la gioia sentimentale
sublima l’amore
con l’apoteosi sensuale.
Allora la sinfonia della voce
è melodia per le orecchie,
l’armonia del corpo
è la bellezza per gli occhi,
lo splendore della luce natia
è la dolcezza per il gusto
con la sinuosità anatomica
a stimolarti il tatto
e il profumo di donna
lo senti dall’olfatto.
Su questo antico senso
del cervello primitivo
germogliò il pensiero
e sbocciò la donna,
idea del bello e bellezza ideale,
ma tra pensiero e idea,
se l’amante è la donna ideale
con una moglie troppo pensante
e talora anche pesante,
l’ideale di donna è solo la mamma.

 

La poesia

 

Dolce Musa,
dal vivo, de visu e in voce,
sei immagine inebriante,
visione illuminante
e melodia estasiante.
Che spettacolo affascinante,
sei scenario da paradiso!
Mi rigenerasti l’anima
e colpo presi
ma contro ti tesi
agguato immortale.
Sublime amore,
da sempre sognato
e tanto agognato,
il dì del sempre,
già in dolce attesa,
per sempre saremo
e insieme vivremo
da eterni amanti.

 

La vita (sessualità e riproduzione) dell’uomo cosciente, pertanto, non è la risultante di una squallida reazione chimica (umori, ormoni, recettori) ma presuppone “gli elementi primi” (pensiero, amore e coscienza) del sistema spirituale (anima) per il potenziamento (e la selezione) morale, culturale e comportamentale (human enhancement).
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Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (8 parte)

Dall’azoto (aria) al carbonio (terra), elementi principali (spirito a parte) della miscela umana, fu Empedocle a riportare l’origine di tutte le cose alla mescolanza di 4 elementi o meglio radici primordiali (aria, terra, acqua, fuoco) tenute insieme dall’amore (l’arciere della vita) e disgregate dall’odio (l’artefice della morte). Sicuramente Empedocle con la mescola di queste 4 radici, anche passaggi di stato della materia (aria/aeriforme, terra/solido, acqua/liquido, fuoco/plasma), non si discosta dal vero se, in tema biblico, Dio il Signore formò l’uomo dalla polvere umida, terra (apeiron/eperu di Anassimandro) più acqua (l’archè di Talete), soffiando nelle sue narici un alito vitale (l’aria di Anassimene e il fuoco di Eraclito), energia spirituale per cuocere ed amalgamare la sua miscela creativa di spirito e materia.
Dopo questo cocktail scientifico filosofico ecco pure la consueta sintesi per fini mnemonici con “le note filosofiche”, “la vita in sintesi” e, in tema biblico (sperando di non esser blasfemo), “l’arte suprema”:

 

Le note filosofiche

 

Con il pensiero vigile (Cartesio)
inizia il razionale (Hegel)
ma la ragion pura (Kant)
è intellettuale (Aristotele)
con la morale (Socrate)
il suo ideale (Platone).
Il divenire è reale (Eraclito)
ma solo l’essere è immortale (Parmenide)
nell’Unità originale (Pitagora)
lungi dalla verità verbale (Protagora).
Dagli atomi ecco il minerale (Democrito)
indi i semi per il vegetale (Anassagora)
e con le radici naturali
(Talete, Anassimandro e Anassimene)
finanche l’animale (Empedocle).
L’alito vitale
illuminò l’animale
con la coscienza morale
e la luce spirituale
sublimò l’amore filiale
a immagine divina.

 

La vita in sintesi

 

La vita terrena originò
a bagnomaria sul brodo
primordiale e da sei elementi
in cottura sulla fiammella solare
si pervenne all’unità cellulare.
Il carbonio formò la mappatura,
l’azoto disegnò l’architettura,
il fosforo tramò l’impalcatura
e lo zolfo stabilizzò la struttura
sull’acqua con ponti disolfuro.
Dal minerale al vegetale
l’animale ritornò al naturale
con la sepoltura e nella madre
terra vi rimase l’ossatura
ma è tempo di rinascere
come splendida creatura.

 

L’arte suprema

 

Il primo giorno dell’atto creativo
sul buio delle tenebre dell’abisso,
con la materia informe vagante al caso,
il Supremo Sol profferì sia luce
e luce fu in questo immenso caos.
Nel secondo giorno creativo
l’Eccelso Fattor separò la distesa
celeste dall’azzurro marino
donde emerse l’asciutto
della crosta terreste e così
con cieli e mari fu terzo giorno.

 

Con le erbe a far semenza originò la vita vegetativa e, con prati verdeggianti, alberi fruttificanti, fiori variopinti dai profumi inebrianti, d’emblée fu vegetazione lussureggiante.

 

Nel quarto giorno il Supremo Autor
dipinse il firmamento con la luna
e tante stelle e alla maggiore
ordinò di presiedere al giorno
e di scandire il tempo negli anni
con l’alternanza delle stagioni.

 

Al tiepido calor dei raggi solari, di poi, all’alba del quinto giorno vide luce anche la vita animale con schiere di pesci sfavillanti nei riverberi marini delle acque cristalline e, con volo pindarico, dal blu marino all’azzurrino ecco stormi di uccelli dalle piume colorate a volteggiar nei cieli con l’armonia e la sinfonia delle loro dolci melodie. Siam così giunti al sesto giorno e, dopo mare e cielo, anche la terra si animò di ogni specie di animali dai rettili striscianti ai ruminanti, dal lupo ululante alla pecora belante fino al pianto dell’asino ragliante.

 

Il Supremo Amor infin
a sigillo della sua arte suprema
formò l’uomo dalla polvere della terra,
gli soffiò nelle narici un alito vitale
e l’uomo divenne un’anima vivente
a sua immagine e somiglianza.
Ultimato l’atto creativo,
il Creatore si riposò,
benedisse il settimo giorno
e lo santificò dopo tante mirabilia.

 

Vi confido che l’eclettismo di questa scrittura con veri voli pindarici tra filosofia, scienza e poesia deriva dalla mia solita mania (disturbo bipolare) di educare sull’esempio di Lucrezio (mellis dulci flavoque liquore) con il motto di Orazio (miscere utile dulci). Sarò pure pazzo ma il vizio di educare mi deriva dal diritto di primogenitura se, a soli 23 anni, morto mio padre per cirrosi psicosomatica (dopo ve ne darò conto e ragione) e con mia madre encefalopatica (cirrosi criptogenetica), mi ritrovai in veste di capo famiglia.
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Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (7a parte)

Rispolverando le terrene origini, sempre dall’azoto e dal carbonio, rispettivamente in veste di base azotata (purine e pirimidine) e di zucchero pentoso (5 atomi di carbonio), grazie a un legame fosforico si formano le catene di nucleotidi (polinucleotidi) degli acidi nucleici (DNA e RNA), da cui derivano i geni che si ereditano con i cromosomi. E se il nucleotide è l’unità monomerica della catena genetica, il codone (tripletta di nucleotidi) rappresenta, invece, l’unità di lettura della sequenza di aminoacidi del patrimonio genetico e, nel dettaglio, proteico.
Ora dal momento che i nucleotidi sono 4 dal numero delle basi azotate (A, G, C, T o U), i codoni (triplette di nucleotidi) possono avere 64 combinazioni possibili (4 alla terza) per l’aminoacido corrispondente con una grande ridondanza se gli aminoacidi sono appena 20.

 

Decodificando, pertanto, il codice genetico, se si scende dalla sommità della vita (i geni dei cromosomi) lungo la scala del DNA (codoni, nucleotidi, aminoacidi), si ritorna proprio all’azoto (aria) e al carbonio (terra) nel buio della materia:

 

Dal buio alla luce

 

Ben 5 miliardi di anni fa
o 50 milioni di secoli addietro
che fan 5 milioni di millenni,
con lo scoppio del big bang,
nebulosa vagante
nel vuoto abissale,
suonò il gong temporale
e venne alla luce
l’universo spaziale
nel suo ambito materiale.
Tra neutroni e protoni
con moto di elettroni
era tutto un caos
donde esitò il cosmo
con l’ordine astrale
del sistema solare.

 

Fu l’elementare idrogeno, nobilitandosi in elio, a dar fuoco al sole mentre insieme all’ossigeno scatenava l’acqua per raffreddare la terra nel suo nucleo incandescente. Sull’acqua bollente di questa piastra rovente si calarono, poi, in cottura molecole gassose e carboniose, e dal brodo primordiale, vera miscela minerale, si approntò la vita vegetale. Solo l’elio, l’argo e il neon, gas nobili, si sollevarono da terra e presero le vie del cielo, mentre l’idrogeno, invero il più leggero, si combinò con tutti e davver ne fece tante. Acqua santa a parte, con l’azoto generò l’ammoniaca, gas di odor pungente, con lo zolfo l’acido solfidrico, un gas dal fetor penetrante e con il carbonio il metano,
un gas asfissiante ma tanto energizzante.

 

Sulla piastra terrena,
non più rovente, infine,
l’acqua bollente divenne termale,
poi naturale e finanche minerale
con le sue tante bollicine,
e fu da qui che, a fuoco lento
sulla fiammella solare,
veniva alla luce la vita vegetale,
ponendo le basi dell’animazione
con l’ossigeno per la respirazione
e l’ozono per la protezione.

 

Nacque così la vita sulla terra da un freddo processo chimico di ossidoriduzione per moto di elettroni con sintesi di glucosio, poi piruvato indi decarbossilato donde l’acetil substrato infin fosforilato fino all’adenosin trifosfato (ATP), centrale energetica della vita scaturita da una base azotata e da uno zucchero pentoso, quel ribosio nucleico finanche respirato.

 

Ed era così che l’inerte materia
prima si organizzava in veste cellulare,
poi si duplicava (mitosi)
indi si riproduceva (meiosi),
infin si autoregolava
con i glucidi energia corrente
e moneta contante per la respirazione,
con i lipidi olio per la permeazione
e grasso della materia pesante,
ed alla fine con i protidi,
illuminata matrice pensante
dall’alto del DNA per l’informazione
e dell’RNA per la riproduzione.
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Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (6a parte)

Siamo in pieno campo psichiatrico e un accenno a Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, è quanto mai doveroso. In possesso delle mie lucide facoltà mentali, non sono in fase maniacale, al caro Sigmund, spunti filosofici ed anima a parte, mi accomuna la data del 23 settembre (morte e nascita), primo giorno della bilancia (ricerca dell’equilibrio interiore) a cavallo della vergine e qui, naturalmente, si entra nell’ambito dei problemi sessuali.
E se lui pervenne al complesso di Edipo a me è venuto meglio “il sesso in versi”:

 

Il sesso è bello
quando la morale vuole,
la coscienza non duole
e la legge vola.
Soltanto questo
è ciò che vale
per un mondo migliore
e lo realizzeranno
i nostri giovani
con il fanatismo
del solo amore.
E’ il sesso cosciente
che trasmette la vita
enfatizzando l’amore
e tramanda la specie
nel modo migliore.
Sarà così bello vivere
sublimando l’amore
con l’apoteosi dei sensi
tra il sentore delle poesie,
il sensore delle carezze,
il sapore dei baci,
l’odore degli umori
e il colore degli occhi
da cui trasparirà l’anima
con il suo pudore…

 

Con l’imperturbabilità d’animo (atarassia) della filosofia di Epicuro e l’equilibrio interiore (eutimia) dalla psicoanalisi di Freud, la filosofia smetterà d’indagare sull’anima e la psichiatria di curare la mente, se anima e mente, terribili sorelle del nostro io profondo, finalmente, la smetteranno di litigare e, prendendosi a braccetto, una volta e per sempre si capiranno grazie alla luce del pensiero, trait d’union, sinapsi, ponte tra mente (materia raffinata) ed anima (mente illuminata).
E così, nel buio dell’esistenza, se la mente ci regala il pensiero (elaborato finale della materia grigia) e il lume (luce artificiale) della ragione, quando si illumina ci regala, invece, l’anima e la luce naturale dell’intelletto, dono spirituale.
Nel dettaglio ecco lo schema:

 

-Sistema nervoso= mente, materia raffinata

 

-pensiero – vigile/cogito, razionale/ragione, sciente/intelletto, illuminato/sapienza, estatico/contemplazione (scala della conoscenza)=sinapsi, trait d’union, ponte

 

-Sistema spirituale=anima (pensiero, amore e coscienza), mente illuminata

 

Da questo schema si evince chiaramente che il pensiero, grazie alla corretta conoscenza, da elaborato finale del sistema nervoso diventa l’involucro, la membrana esterna, la custodia della cellula (e del sistema) spirituale a salvaguardia di amore (citoplasma) e coscienza (nucleo).

In ultima analisi, pertanto, l’anima si può considerare l’evoluzione illuminata (spirituale) della materia grigia cerebrale e da qui viene a rappresentare il vero potenziamento umano (human enhancement) per traghettare l’umanità nell’era spirituale (postumanesimo) alla luce del Sole Universale.

Ed allora se il sole naturale con la sua energia solare, radiazioni elettromagnetiche dalla fusione dell’idrogeno (l’elemento più leggero) nell’elio (gas nobile), mantiene il sistema eliocentrico grazie alle leggi fisiche:

 

la terra gira intorno al sole (teoria eliocentrica di Copernico) descrivendo orbite ellittiche (legge di Keplero) per la forza gravitazionale (legge di gravitazione universale di Newton) in funzione della massa (principio di inerzia di Galileo) a curvare spazio e tempo (relatività generale di Einstein)

 

su tanto gravita (non c’entra più la massa e l’equazione di Einstein E=mc2) il Sole Universale con il candore della sua luce (energia non quantificabile), fulcro solare che liquefa (petrolio) o solidifica (diamanti) la materia marcia per farla diventare preziosa, mentre sublima (passaggio dallo stato solido all’aeriforme) o meglio spiritualizza (passaggio dallo stato solido a quello della luce) la materia buona e qui si è in tema di coefficiente etico (CE), altro che costante cosmologica (errore madornale di Einstein!):

 

CE=AS/AF x GC

 

CE è la risultante del rapporto tra amore spirituale (AS) e amore fisico (AF) – scala da 0 a 100 – moltiplicato per il gradiente della coscienza (GC) – scala da 0 a 10 – da calcolare con appositi questionari secondo questo calcolo ideale:

 

CE=100/10 X 10=100

 

dove AS=100 (amore spirituale…basta avere l’anima!) va diviso con AF=10 (amore fisico… e già è tanto!) moltiplicato GC=10 (basta avere la coscienza)

 

Su questo illuminato percorso (dal sole naturale al Sole Universale) l’emancipazione umana (transumanesimo), in virtù del potenziamento morale, culturale e comportamentale (human enhancement), è l’evoluzione spirituale della mente (materia raffinata) che diventa anima (mente illuminata), grazie alla corretta conoscenza (cogito, ragione, intelletto sapienza), allorquando la cellula neuronale (ed il suo pensiero), illuminata dalla coscienza dell’amore (nucleo e citoplasma della cellula primordiale), si spiritualizzerà.
E pensare che l’uomo nella sua strabiliante ascesa dalla polvere alla luce era partito dai costituenti principali della terra e dell’aria. Un dì, infatti, a livello della fucina epatica si unirono in matrimonio (con vincolo indissolubile!) l’azoto con il suo corredo amminico (-NH2, costituente aereo sulla luminosa strada della spiritualizzazione) e il carbonio con il suo corredo carbossilico (-COOH, costituente terreno sul buio sentiero della fossilizzazione) per generare gli aminoacidi, la cui magica sequenza (dai codoni, triplette di nucleotidi) ci dona la giusta informazione (DNA) per la trascrizione della vita (RNA).
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