Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (1a parte)

Dopo l’inferno della religione (rogo eretico), della legalità (ghigliottina) e della follia (olocausto), all’alba del 2000 doveva iniziare la trasformazione spirituale dell’umanità (profezia Maya) e, invece, siamo sprofondati nell’inferno della civiltà con gente invasata (confonde Satana con Allah) che tiene sotto assedio le metropoli europee disseminando morte e terrore, e con l’infante Kim Jong-un che, con la faccia sorridente di un bamboccio, continua i suoi test nucleari mettendo a repentaglio la vita del mondo. La cultura del disarmo, intanto, è ancora di là da venire se gli USA, nonostante il progresso e la civiltà, permettono ancora le armi e consentono pertanto le stragi.

 

La scienza, comunque, continua il suo corso e, con il nobile intento di migliorare l’umanità, sempre più parla di human enhancement, quell’insieme di mezzi biotecnologi per il potenziamento funzionale degli attributi fisiologici al fine di migliorare la precarietà della condizione umana a partire dalle malattie e dall’invecchiamento cellulare.

 

Adesso, però, mettendo da parte l’enhancement tecnologico (genetico e biologico), fisico (doping e chirurgia estetica) e farmacologico (ritalin, modanafil e… pillola blu!), quello che urge di questi tempi è il potenziamento morale (risvegliare le coscienze depositarie della verità) e cognitivo con la corretta conoscenza del male e del bene (e siamo all’enhancement culturale) se perseguiamo i dettami creativi (e l’uomo divenne un’anima vivente) con “la legge dell’anima”:

 

Esisto per amare veramente
secondo i dettami della coscienza,
spirito nella materia
e luce della verità
che si trova tra le certezze
della mente alla ricerca
del senso della vita,
che è sempre tanto amore
e realizza l’anima
nella sua vera essenza
e con la tua presenza
nella luce per l’eternità.

 

Lo spirito, pertanto, viene a rappresentare l’inchiostro indelebile che ci disegna l’anima:

 

L’ecografia dell’anima

 

Con lo spirito nasce il pensiero,
con la coscienza sboccia l’amore
e con l’anima spunta quel fiore
che ti regala la vita nei suoi colori
e te la profuma dei suoi valori.

 

E proprio in virtù di questa illuminante presenza (anima) esistiamo (chi siamo) per un atto d’amore (da dove veniamo) e un dì saremo germogli di luce (dove andiamo) se non recidiamo irreparabilmente le nostre coscienze:

 

La coscienza in versi

 

L’amore e il bello
sono amanti immortali
con la coscienza del bene
valore universale.
Siamo nel cuore dell’anima
con toni e pause in armonia
a scandire la dolce melodia
della coscienza morale,
verità e luce universale.

 

La coscienza, nucleo dell’anima (cellula primordiale o spirituale), rappresenta così il cordone spirituale della nostra certa paternità (e identità) che ci tiene saldamente legati al mondo della luce (e della verità), mentre il motore della vita (atto generativo) è l’amore (citoplasma della cellula primordiale) che costituisce, così, l’essenza dell’anima (anche per il profumo!) alla luce del pensiero illuminato (membrana esterna di questa fantomatica cellula) ad immagine e somiglianza divina in nome del Padre (Mente suprema), del Figlio (Amore supremo) e dello Spirito Santo (Coscienza suprema).

 

Con queste premesse l’umanità nella sua completa evoluzione dovrebbe pervenire al genoma eccelso con la cellula primordiale o spirituale (pensiero, amore e coscienza) a illuminare quella nervosa, in modo da passare dal buio della materia grigia (sistema nervoso) alla luce del sistema spirituale e, in virtù di tanto, dall’egoismo della ragione (elaborato cerebrale che ci fa comprendere la vita) all’altruismo dell’intelletto (dono spirituale che ci fa amare la vita) grazie all’acquisizione dell’anima nella sua interezza di triplice coscienza: vigile (esisto), consapevole (per un atto d’amore) e morale (alla luce della coscienza).

 

E finanche dalle basi azotate (A-denina, C-itosina, G-uanina, U-racile) dell’RNA messaggero ci perviene questo messaggio a chiare lettere: A-more, C-oscienza, G-enoma, U-niversale.
Sul percorso del genoma eccelso, dall’età della pietra (homo homini lupus) all’homo sapiens (neopallio, io sono con l’egoismo della ragione), all’era spirituale (ultrapallio, amo e sempre sarò con l’altruismo dell’intelletto), si completa, finalmente, l’evoluzione della specie umana, magica miscela di spirito e materia attraverso questo triplice passaggio cellulare:

 

1- cellula epatica (spirito naturale), confeziona i gradini (le basi azotate) della scala (DNA)
2-cellula nervosa (spirito vitale), secerne il pensiero (mente, materia raffinata)
3-cellula spirituale (spirito immortale), distilla l’amore (anima, mente illuminata)

 

Dalla luce del genoma eccelso, infine, si disappannerà la macula oculare del peccato originale e così ci ritroveremo, in veste di anime viventi, nell’universo spirituale al cospetto del Sole Divino che ci invaderà la mente, c’impregnerà di amore e ci pervaderà con il candore della sua luce.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

La musa epatologa (cantilene scientifiche)

Se avverti astenia
con stipsi e dispepsia,
a parte l’ipocondria,
hai certo un’epatopatia
e necessita un’ecografia.
Vedo un fegato brillante
di qualità scadente,
presenta steatosi,
retaggio degli obesi e
condanna dei golosi,
e con un parenchima grasso
ti conviene andare a spasso
per scongiurar con il movimento
una falsa partenza
per insulino resistenza.
Si chiama steatoepatite,
subdola patologia
che il fegato ti mina e,
senza bere vino,
ti ritrovi la fibrosi
con l’aspetto tissutale
ancor più evidente
per noduli di rigenerazione
senza più demarcazione
del profilo epatico.
L’insulto alla fibrosi
che genera la cirrosi
nasce da uno screzio di proteine
e, tra endotelina e angiotensina,
ci si mettono le citochine
che stimolano le stellate
a produrre la prolina
con deposito di collagene.
Si chiudono le finestre vasali,
aumentano le resistenze portali
ma senza più spazi vitali
il sangue inverte il suo corso
e per collaterali percorsi
raggiunge il sistemico flusso.
Non più deaminato,
con il carico ammoniacale
non depurato,
obnubila il neurone
sulla scala dell’incoscienza,
inversa a quella della conoscenza,
tanto da farti apparir
dapprima come un deficiente
ma poi diventi un incosciente
e di grado in grado,
passando per quattro stadi,
dalla confusione mentale
al torpore al sopore
arrivi a un respiro nauseabondo
ma sei in coma profondo.
Questa buia encefalopatia
nasce da uno screzio
tra valina e tiroxina
con un eccesso di glutamina,
sempre in tema di proteine…
e con l’albumina che scende,
mentre l’ammonio sale
e la bile aumenta,
trasuda liquido ascitico
per squilibrio osmotico,
indi c’è il rischio emorragico
con il quadro encefalopatico
e il giallo itterico
a completare il panorama tipico
di una malattia indecente
che ti deturpa il fisico
e ti debilita la mente.
Questo strano percorso
mi è venuto addirittura in versi
perché lo conosco a menadito
dopo esser rinsavito
dalla follie epatiche…
nel rinvenir alla vita
mi diagnosticai una falla
che tra pensieri folli
la mente mi spegnea”
grazie alle ispirate fantasie
di una Musa epatologa.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

La santa ricorrenza

Nel giorno del tuo santo
festeggi l’onomastico
con tavola imbandita
ma proprio al tuo cantor,
e oggi c’è pure il vino,
rimane ancor inibita.
Per sì complessi auguri
senza neppure il cellulare
ricorro alla cornetta
ma la linea è interdetta
e finanche l’allusione
diventa una delusione,
e resto così da solo
a rimuginare versi che,
sempre più tersi,
neanche vedo più.
Ben venga pure lo spirito
con le sue rime in versi
ma la santa ricorrenza
senza un minimo contatto
di un lembo di materia,
un brindisi augurale
o lo squillo della cornetta…
sai dirmi che festa è!
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Voglia di poesia

Non siam portati
per fare i segreti amanti,
il senso di colpa
si leggerebbe sul viso
ma non privarmi pure
del tuo dolce sorriso
perché in sua mancanza
non scriverei più.
Mi bastano, pertanto,
questi momenti d’amore
tra versi rimati
e rime baciate
ben lungi, però,
da lascive tenerezze
se di baci in carezze
non si finisce più
ed io, tra musa e poesia,
non ci capisco più.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Il gusto della pizza… in versi!

Lungomare di Napoli in festa e sulla pizza della Regina (la margherita) dal “fiordilatte orchidea” (marchio familiare sponsor della manifestazione)… il profumo dei versi!

 

La pizza sopraffina

 

Da tempo canto una musa
dal cognome diffuso
piuttosto famoso…
specie per le pizze,
ma lei è di tutt’altro ramo,
buono per il forno a legna
ed allor anche la pizza,
al pari della musa,
diventa una prelibatezza
tutta da gustare.

 

 

L’atleta dei due mari

 

Dalla città delle cozze
alla patria della pizza,
caro nipote,
sei un bel piatto misto
non certo da mangiare
ma con tanti bei sogni
finalmente da realizzare.
Tuo padre nuotò
con alterna fortuna
ma tu che hai nel sangue
un po’ dei due mari
qualcosa alla fine
mi farai sognare.
Basterà far ricorso
ai geni di tuo nonno
che, con tanta volontà,
da sempre se la combatte
davvero in ogni campo.
Solo così
un alloro olimpico
sarà alla tua portata
sperando che non diventi
la solita frittata.
Intanto la venuta
di tuo fratello mi ispirò
scritture di morale
mentre tu, tra cozze,
frittate e pizze,
mi stimoli soltanto
la solita fame di… conquiste
di corone, allori e medaglie.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail