Il conflitto dell’io tra mente (pensiero) e anima (coscienza)-2a parte

Cari miei atei, il sistema spirituale si può anche non avvertire, comunque fa meraviglia questa vostra oscura filosofia e di sicuro il vostro sistema nervoso di certo non è intatto!
Cara umanità, senza ombra di dubbio sei animata da profonda essenza che è la triade dell’io profondo, ad immagine e somiglianza di Colui che con cura e premura così ben ci confezionò; chiamiamolo pure come ci pare, ma sul nostro Salvatore cosa c’è da dubitare? Non c’è niente da confutare.
Dopo tanta vanagloria e sicura filosofia, tornando con piedi ben saldi a terra e continuando con l’interior conflitto, al solito egoista, mente o pensiero, piacciono davvero tanti soldi per cui a vele spiegate, imperterrito (nonostante tante perdite), naviga nella sistemistica sognando future avventure che rimangono solo sogni.
Anche in queste innocenti illusioni, però, c’è il richiamo del solito rompiballe che pure queste, solo finzioni, mi manda all’aria, ricordandomi seri impegni da attuare.
Per carità non parliam dell’evento che ci costò giorni di rabbia: quei tanti soldi in più del disattento cassiere, cosa vuoi, sovrappensiero me li misi in tasca e, nel mio subconscio, volevo ripagar di pari moneta le tante rapine che poveri noi, in debito con le banche, subiamo per vera usura o legal rapina. Di poi con la roulette del tasso fisso o variabile non l’azzecchi mai, perché a prender o meglio a rubar soldi son sempre loro!
Ma tu... maledetto giudice inflessibile, a dir imbroglione è davvero poco, mi chiamasti finanche ladro. Ed è questa la recondita ragione per cui intrapresi il viaggio nel mio stesso corpo (l'umana commedia), proprio alla tua ricerca, altro che anima immortale te l’avrei fatta pagar davvero cara. Sulla soglia della conoscenza mi son fermato solo per rispetto alla divinità, ma il dì che poi sarà, severa... mente e seriamente, coscienza dei miei stivali per sempre mi darai conto dell’offesa a costo di rincorrerti per l’eternità.
Adesso però mio caro subconscio, fonte di quotidiani assilli, smettila un po’ con la tua petulanza, non rovinarmi più l’esistenza e concedimi finalmente tregua ormai sulle soglie della vecchiaia. Ancor non so spiegarmi perché tra voi, terribili sorelle, c’è sempre tanto rancore e rivolgendomi a te che sei coscienza, è una domanda che da tempo ti volevo far: ma tu ce l’hai un cuore se senza un minimo di pietà spesso hai mandato la tua gemella, questa povera sorella mente in tante strane follie?
Bisogna però ammettere a ragion di pura coscienza, sempre foriera di verità, che la mente è talor sbandata, si lascia andar spesso a cattive parole e ha pensieri troppo spinti, per cui c’è il freno da azionare, il bello per fortuna inebria e illude ad ogni età.
A ritroso nel tempo ricordo ancora l’inizio delle scritture: “Nel rinvenire alla vita mi diagnosticai una falla che, tra pensieri folli, la mente mi spegnea”; da queste epatiche follie sol per divina pietà feci ritorno alla realtà proprio dall’aldilà, saltando un immane baratro “che ad ogni mortal è sempre alfin fatal”.
Nella speranza di un vostro accordo stavo cambiando tenore di vita e, finalmente pensando a me stesso, già trasvolavo mari e monti.
Caro Franco, fermati qua, non andar oltre con questi tuoi sogni e risvegliati subito da ogni fantasia, la vita purtroppo è sempre più dura e la tua presenza necessita qua.
È la prima volta che vi vedo d’accordo negandomi il riposo anche in sogni e fantasie, io comunque ho trovato rimedio alle vostre quotidiane urla con tanta musica di buona qualità. Noto stranamente che con questa anche voi vi acquietate alla stregua di lattanti con il ciucciotto in bocca:
 
guarda in vecchiaia che mi doveva capitar,
fare anche da baby sitter per conquistarmi
così la melodia del silenzio per la pace interiore.
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