Cognomi famosi per diventar un poeta importante!

La strada degli scrittori è una “selva selvaggia” con una famelica lupa (case editrici e critici letterari a pagamento) sempre pronta ad azzannarti!
Volendo evitare la “selva oscura” con lonza, leone e lupa a sbarrarti la strada, me ne sono andato per mare e, seppur attento a non abboccare all'amo da “pesce di cannuccia”, parimenti sono finito nella rete!
A capofitto mi sono buttato, infatti, in “Poeti del nuovo millennio
a confronto” di una casa editrice, che si avvale di cognomi famosi (Mogol, Quasimodo, Gazzè!) per organizzare festival, raduni, seminari e concorsi di poesie in modo da conferirti il titolo di poeta e farti diventar famoso.
Il sommo artefice di tanto, oltre che editore, è anche lui un poeta molto conosciuto in Africa (Marocco, Egitto) e le sue poesie sono state tradotte finanche in arabo!
Qui in Italia, purtroppo, abituati all'eccellenza della lingua (tanto da leccarci i baffi!) di Dante, Petrarca e Leopardi, abbiamo acquisito un palato così fine, che è impossibile farsi notare tra tanti poeti in circolazione!
Intanto questa casa editrice, con la sua iniziativa di “poeti del nuovo millennio a confronto” sotto l'egida di gente famosa, ha coinvolto una pletora di poeti, raggruppandoli in numero di 6 per libro, dando ad ogni testo il nome di un vento: Grecale, Ponente, Levante, Libeccio, Scirocco, Tramontana e così via... col vento!
Con la fortuna che da sempre mi ritrovo, dopo aver pagato tempo addietro l'anticipo per le mie poesie, sono finiti i venti e l'editore è ricorso al titolo Ghibli (vento del deserto), termine usato e abusato, ricorrente, recidivo, redivivo e, per un medico come me, anche recidivante!
Al colmo della sventura, però, dopo l'esaurimento dei venti, si sono esauriti (anche mentalmente!) pure i poeti ed io sono restato da solo senza un benché minimo alito di vento, nonostante questa selezione di poeti sia andata... a gonfie vele!
 
In verità a me basta ed avanza il divino “alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente”, condizione, però, da acquisire in virtù della sua illuminata veste di triplice coscienza: vigile (pensiero), consapevole (amore) e morale (coscienza) dalla cellula primordiale o spirituale, motore della vita in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Comunque, poesie a parte, io scrivo pure spunti scientifico-filosofici al punto che, in tema culturale grazie alla luce dell'intelletto (a sopravanzare il lume della ragione) e varcando l'ambito spirituale sulle ali della fede, nel mio ultimo libro “La luce della cultura” c'è pure la famigerata arca (la novella arca di Noè) su cui si accede per tabelle cognitive e poesie istruttive.
Proprio in virtù di tanto, con moto solare diurno e stellare notturno (amor che move il sole e l'altre stelle), sono stato insignito dall'alto, “divinae gratiae causa” altro che honoris causa, della docenza in “Educazione morale”, disciplina basilare per comprendere il significato vero della vita e comportarsi come... Dio comanda (l'acconto va restituito!)!
E' inutile dire che barcamenarsi tra Noè, Mosè e Dante è un impegno davvero gravoso, ma da alfiere della divinità (basta leggere la mia trama biografica) ci riuscirò!
 
Naturalmente sono all'apice della mia ricorrente crisi maniacale per quel mio benedetto disturbo bipolare, attestato da psichiatri di fama, che non hanno, però, la minima cognizione dell'anima.
A questo punto, inutile nascondere che sono pure un accanito giocatore di tutto e di più, da sempre avversato dall'alto per farmi desistere, ma poi con un colpo di gran fortuna ho vinto la lotteria divina per quel miliardesimo (e non miliardario!) numero di serie.
E così, nella impegnativa veste di alfiere della divinità, mi tocca adesso sorreggere la sgangherata barchetta terrena in balia delle onde e quasi alla deriva, al fine di traghettare l'umanità (e il mondo intero) nell'era della luce e della pace (ultrapallio), grazie alla sua trasformazione spirituale (e culturale) dopo la selezione naturale di Darwin e l'evoluzione comportamentale di Paul MacLean.
Per questa altisonante impresa, a Stoccolma, città della cuccagna svedese, dopo l'un per tre (il Nobel della medicina assegnato a Watson, Crick e Wilkins), ci sarà pure il tre per uno: triplice Nobel (pace, poesia e medicina) assegnato a un modesto medico di famiglia!
All'apice della scala elicoidale, infatti, dove è gelosamente custodito il nostro genoma, sono riuscito a decodificare, da esperto di encefalopatie ed aminoacidi, il messaggio dell'Rna (a-more, c-oscienza, g-enoma, u-niversale) dalle basi azotate (a-denina, c-itosina, g-uanina, u-racile), passando così di elementi naturali (H, O, C, N, P, S) in alimento spirituale (amore), il vero motore della vita: creativo e generativo.
A proposito a chi mi fa notare che il Nobel della poesia non esiste, io rispondo che lo istituiranno al posto della obsoleta letteratura, voce della mente (materia raffinata), mentre la poesia è la lirica del cuore e dell'anima (mente illuminata).
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Una favola biografica

Da sempre viaggio con la mente a pieni giri e, dopo svariate fantasie con il turbo spirituale, finanche follie per la turba bipolare e, perfino, poesie per sfogo sentimentale, sono giunto alla conclusione che la mia trama biografica ha dell'incredibile, è un romanzo da favola, una vera favola biografica per le sue strabilianti note e qui riporto le principali.
Sono il primogenito, infatti, di un commerciante di nome Angelo, chiamato Raffaele, che si firmava Angelo Raffaele ed io, per le sue virtù morali, l'ho connotato come l'angelo Raffaele disceso in terra sotto mentite spoglie, dal momento che vendeva pure maglie di gran qualità con il marchio Domenico Servodio e il suo negozio era ubicato di fronte a Serpone (il negozio di arredi sacri per eccellenza!) in via Duomo (adiacenze piazza Amore!) a Napoli, terra di madonne e santi.
Questo Angelo, uomo di gran cultura morale dall'alto della sua fede (nonostante la 5a elementare), ebbe 2 figli medici esperti di coscienze, con la differenza che io, esperto di encefalopatie, le risveglio dal torpore della materia con urli e parolacce, mentre mio fratello, esperto di anestesia, le addormentarle dolcemente.
Da medico anche commerciante di maglie, per la prematura dipartita di mio padre, mi ritrovai poi, da Sant'Anastasia, mio paese natale conosciuto per la Madonna dell'Arco, a Gragnano, terra del pane (della pasta) e del vino, alimenti sacri della vita, a fare il medico di famiglia. In questa veste, oltre che curare, ho cominciato pure ad educare con i miei libri di morale, che regalo a Natale, a differenza di Vespa che li vende con la pubblicità della Rai!
Proprio la famiglia rappresenta la base per una civiltà d'avanguardia in un mondo migliore, con genitori, degni di tal nome, a trasmettere il codice genetico della vita che è: a-more e c-oscienza, g-enoma u-niversale, versante spirituale della miscela umana, dalle basi azotate (a-denina, c-itosina, g-uanina, u-racile) e siamo al versante materiale della mirabile miscela spirito-materia.
Ritornando alla mia trama biografica, un altro strabiliante segno è rappresentato da mia madre epatopatica, che mi ha generato e da una musa epatologa, che mi ha rigenerato dal vuoto depressivo in cui ero precipitato nel curare l'encefalopatia epatica di mia madre. E qui ecco un'altra coincidenza fatale: entrambe sono nate il 1° giugno, giorno di San Giustino, primo apologista cristiano e patrono dei filosofi!
 
Tra tanti segni e segnali, tralasciando quelli al gioco per farmi desistere (e sono tanti ma io non demordo), ecco pure un segnale dall'alto nel giorno dell'Epifania, che significa manifestazione della divinità! In quel giorno della befana, di mattina, con un balzo felino dovetti scansare il sole che, da palla di fuoco, tentò di colpirmi, mentre di notte un'aureola di cielo sereno e stellato presidiava la mia villa dalle turbolenze atmosferiche circostanti! Quella notte ero in compagnia di mia sorella e delle sue figlie e, se mai avessi detto che quel segno dall'alto era rivolto a me, di certo mia sorella avrebbe allertato il soccorso medico con la camicia di forza. Questo strabiliante segno, comunque, mi riporta a “l'amor che move il sole e l'altre stelle” del nostro gran Maestro!
Per quanto mi riguarda io mi riconosco come un comune mortale, non certo stinco di santo ma pieno di vizi! E in tema di giochi, di certo, sono il vincitore della lotteria divina per quel miliardesimo, e non miliardario, numero di serie, mentre in tema di donne non mi resta che la “Voglia di poesia”:
 
Non siam portati
per fare i segreti amanti,
il senso di colpa
si leggerebbe sul viso
ma non privarmi pure
del tuo dolce sorriso
perché in sua mancanza
non scriverei più.
Mi bastano, pertanto,
questi momenti d'amore
tra versi rimati
e rime baciate
ben lungi, però,
da lascive tenerezze
se di baci in carezze
non si finisce più
ed io, tra musa e poesia,
non ci capisco più.
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Documento di famiglia

Antonio, nonostante l'ennesimo abuso edilizio (e i vecchi ci hanno pure precluso il bonus ed io, come al solito, non ho badato a spese!), ancora una volta mi hai tolto il saluto, scagliandoti contro di me e trasformandoti in volto (sembravi un invasato!), con l'accusa di averti mandato l'avvocato (e non il buon Ciccio) a casa per la firma!
Ancora non ti rendi conto che ti ritieni il padrone assoluto del palazzo, permettendoti finanche di scippare brutalmente la tabella comunale col nuovo indirizzo (via Padre Pio n 3, forse per problemi coi santi!), perché non ti arrivava la posta, infischiandotene altamente degli altri coinquilini e con il sottoscritto che, per lo stesso motivo, aveva già trasmesso questo nuovo indirizzo ai concessionari delle varie utenze.
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Fratello, questa firma per la comproprietà (33,33%) degli spazi esterni la dovevo ai miei figli, perché anch'io ho qualcosa da tramettere (coscienza ed amore a parte!) in caso di dipartita dopo aver dilapidato tutte le mie fortune materiali ( e molte mentali) per mantenere l'equilibrio familiare. Ed a conferma di tanto c'è pure la testimonianza di Mario, in punta di morte, ai mie figli: ho avuto un fratello straordinario, immaginate che padre vi trovate!
Sempre in riferimento a Mario mi hai detto che dal 2000 in poi sei stato solo tu ad interessarti della sua malattia, quando il sottoscritto, sempre attento a colmare (talora con interessi usurari del 100%, vedi esborso a Granata!) anche le sue falle pecuniarie, si era preoccupato, parimenti, della sua salute sotto il profilo della prevenzione, al punto che quando gli chiedevo di farsi qualche controllo medico mi accusava, facendo i debiti scongiuri, di pensare sempre al male e alle malattie.
La mattina della rettorragia, telefonandoti preoccupato, l'avevo affidato nelle tue mani e tu invece, nonostante il buon Sabbatino fosse proprio presso il tuo ospedale, per la visita ti ricordasti dopo più di un anno quando ormai era tardi! Ti ricordo solo, anche se il tuo mestiere è addormentare i malati, che le rettorragie vanno indagate per poter dormire la notte!
Intanto il giorno della rettorragia, quando Mario alle 11, chiamato telefonicamente, mi disse che si era stancato dell'attesa in ospedale e se ne era andato, giurai a me stesso, dopo l'abbandono di moglie e figli con devastante crisi mentale, di non rincorrere più i miei fratelli, uno alle prese con i suoi giochi e l'altro attento solo ai suoi figli, a parte Michele!
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Ritornando adesso alla legittimità della firma ti ricordo che avevi cercato pure di comprare l'appartamento di Mario (compreso il mio che gli avevo regalato) a rischio di farmi diventare un barbone, fermo restante i tuoi abusi edilizi attestati dai vari sostegni in acciaio ed alcuni deturpano pure la visuale della finestra dove quotidianamente soggiorno.
Ti ricordo, inoltre, che il portone del palazzo, dove è ubicato il mio ingresso, è diventato un ripostiglio del tuo mobilio di risulta mentre, in riferimento agli spazi esterni, il garage e il terrazzo sono tue dipendenze, il parcheggio, tra macchine e moto, lo sfrutti a tuo piacimento ed il campetto, infine, è per i tuoi nipoti e per le tue feste, accusandomi pure di non pagare il giardiniere dopo averti pagato per circa un ventennio (grazie alla superficialità di Michele) pure l'acqua con cui ti lavi! E qui entra in gioco pure il terreno di zio Antonio che volevi comprare con il tuo prezioso danaro mentre io mi defilai dalle spese legali della causa persa contro i Castaldo per far pagare qualcosa pure a Rosa, l'avvocato di famiglia delle cause perse. A completare il quadro di famiglia manca solo la moralista Anna e, ahimè, anche lei mi fa infuriare quando mi accomuna all'anestesista o meglio all'egoista e meglio ancora al materialista! 
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Intanto per le spese legali mi defilai (dopo i centinaia di milioni buttati per la famiglia e ti lascio documento a conferma) perché volevo rifilare l'intera spesa all'affarista Rosa che aveva comprato da Mario una quota di terreno per 30 milioni e l'aveva rivenduta per 120.000 euro con un guadagno dell'800%!
Proprio in quell'occasione mi recai da lei per recuperare, senza interessi, quei 40 milioni (interessi del 100%) dati al marito, che si era fatto fregare da nostro fratello Mario 20 milioni per una serata al casinò di Saint Vincent!
Infine, Antonio, ti prego di non accusarmi più di non fare niente per il giardino (ci sono gli addetti per la manutenzione) e di non saper scippare neanche un filo d'erba, che lascio a te per l'hobby del giardinaggio e la dimestichezza con le erbacce.
Da parte mia, giochi a parte, ho la passione per le scritture di morale allo scopo di migliorare le anime a partir dalla mia, ma ti prego, rivedi pure la tua perché, quando ti scagli contro di me, ti trasformi in viso e sembri un invasato, riversando contro di me tutto quello che riservi ancora contro quell'angelo di tuo padre, ma tu, tra angeli e santi, perdi la ragione!
Dulcis in fundo ricordati che tuo fratello Franco vale più dell'assegno di 10 milioni (il prezzo di un'utilitaria!), che ti diedi in pegno a garanzia di una mia prematura dipartita per un misero prestito! Nella stessa occasione il cognato fece di peggio: gli avevo chiesto il preventivo firmato di un'auto (solo carta straccia!) e lui scambiandolo per un assegno si rifiutò.
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Non c'è che dire... fratello e cognato si trattano e si scambiano morbosa affezione dal momento che vanno per amore del denaro (e assegni firmati) sempre d'accordo!
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SINTESI FRATERNA: la moralista Anna, l'affarista Rosa, il materialista Antonio e il superficialista Michele. L'artista Mario va citato a parte perché la sua vita brillante mi è costata cara ma la sua recensione ai miei figli, in punta di morte, non ha prezzo!
Per quanto mi riguarda, vizi e giochi a parte, mi ritengo lo spiritualista Francesco Andrea, grazie all'amore di quell'angelo (Raffaele) di mio padre, che da sempre m'invade, m'impregna e mi pervade!
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Pagare il giusto anche se salato!

Gentile Direttore,
 
per il compleanno di mio figlio, da un preventivo spese di 6.203 euro, con gli extra siam passati a un totale di 7.165 euro e, extra a parte (ve li elencherò per filo e per segno), c'era da aggiungere solo l'amico del festeggiato per il coktail (15 euro) e per il pranzo serale (120 euro) del 9/7.
E, sempre con l'intento di precisare, per l'antipasto (per voi lunch a 35 euro) del 10/7 ben 6 persone sono andate via di mattina per impegni di lavoro.
 
Nel preventivo spese i bambini hanno inciso a caro prezzo per le 2 quadruple (439 e 464 euro), per una doppia (baby sitter + 2 bambini, 250 euro) e per l'animatrice (150 euro) mentre, in tema di pasti, nel preventivo non si fa alcun accenno. Nelle specifiche, poi, per incanto compaiono 6 bambini con un costo di 360 euro per il pasto serale del 9/7 (definire un piatto di pasta dinner o lunch è una vergogna e a 60 euro è uno scoop!). Sostituire, poi, i 6 adulti con 6 bambini non ve lo concedo ma, comunque, ve li pago (35x6=210) per mantener fede al preventivo!
 
Poesie a parte, egregio direttore, da scrittore di morale so fare pure i conti al centesimo e ciò che dispiace in questa triste vicenda non sono i soldi, li ho sempre buttati (ma non in questo modo), ma l'armonia familiare che avete compromesso per questioni di principio!
 
A questo punto i conti ve li faccio io:
 
preventivo spese di 6.203 euro e, con il wzp del 28/06/19, mia nuora mi puntualizzava: Franco per la festa hai già pagato 3.100 euro (1.330 x caparra e 1.770 x per deposito, rispettivamente il 30% e il 40% del preventivo) e restano 3.103 euro. Per la musica, se ti va bene, c'è una ulteriore spesa di 1.500 euro.
 
Ritornando ai conti al centesimo: 6.203 + 15 (cocktail) + 120 (pranzo) dell'amico del festeggiato = 6.338 euro e venendo agli extra:
 
47,5 euro- (soggiorno)
 
10 euro-n5 servizi interni (2x5)-C0203-3051
 
7 euro-n2 acqua naturale (3,5x29-C0203-3051
 
8 euro-bicchiere prosecco-C0203-30
 
3 euro - caffè espresso-C0201-11416
 
32,5 euro-bar piscina lung food
 
85 euro-bar piscina beverange
 
Totale=193 euro + 6338=6.531 euro
 
Totale spesa 7.165 (super gonfiata) - 6531 (il dovuto ad abbundazia) = 634 euro da restituire per correttezza morale e da devolvere (nel senso di regalare) in beneficenza. Conto Beneficienza intestato a Francesco Andrea Maiello c.b. AB12 C034 5678 91011 0007 34567 8910
 
Sulla degustazione (160 euro x 2 persone) siete pietosi perché la mamma del festeggiato ha assaggiato il pranzo mentre il sottoscritto (aveva da poco mangiato e solo all'ultimo momento era stato avvisato) ha assaggiato il vino, con mia nuora che era a dieta. Vi siete dimenticati di caricare (ed io paga diceva Pappagone!) il preventivo della degustazione del pranzo dei bambini!
 
La mia amarezza per questo squallido trattamento, tramite comuni amici, la potrei esternare ai signori Ragosta (o a chi di dovere), ma attendo gli eventi. Cordiali saluti
 
PS.
Al di là di ogni ragionevole dubbio, egregio direttore, i figli non sono l'extra ma l'essenza della vita da “Striptease dell'anima, crociata spirituale”, prossima pubblicazione. Il non badare a spese l'avevo detto alla moglie del festeggiato, mentre voi e la vostra collaboratrice (Pina Del Vecchio) l'avete presa alla lettera per depredarmi!
 
www.francescoandreamaiello.it (schemi illuminanti per migliorarsi!)
 
Caro signor Massimiliano Longhitano (resort manager assistant), confido nella vostra correttezza e lungi da me l'idea di un illuminante servizio su internet dopo la bella recensione. Inoltre mi complimento con voi siciliani per Camilleri e i suoi romanzi, mentre io, da buon napoletano, sono pure un grande attore che, quotidianamente, entra in scena dinanzi a una platea di assistiti da medico di famiglia di vecchia data.
 
Infine da attaccabrighe morale e comportamentale, in qualsiasi vertenza, i giudici mi hanno dato sempre ragione e qui da noi si dice all'avversario... hai preso il palo!
 
La giustizia, alla luce delle sue componenti (coscienza e verità), da qualsiasi visuale la si guardi (e si ammiri) è sempre la stessa, ragion per cui, come la divina Triade, è indivisibile e indissolubile e, pertanto, cambiando l'ordine dei 3 fattori il significato è sempre lo stesso:
 
la giustizia è la coscienza della verità
la giustizia è la verità della coscienza
 
la coscienza è la verità della giustizia
la coscienza è la giustizia della verità
 
la verità è la coscienza della giustizia
la verità è la giustizia della coscienza
 
Sant'Anastasia 2/8/2019                                                Francesco Andrea Maiello
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Specifica chiarificatrice

Ciao Pina, mi permetto di scriverti queste poche righe perché, quando mi capitano eventi (storti e stolti) con familiari che mi fanno alzare la voce (e mi dispiace), non riesco più a dormire la notte.
Questo increscioso evento, tra l'altro, capita a poca distanza da quello della videocassetta del matrimonio che ha riacceso in Santippe antichi risentimenti o meglio sentimenti non proprio benevoli. Questo benedetto filmino era andato perso e 20 anni fa fu ritrovato, lo vedemmo e portò male (1998): separazione matrimoniale!
Adesso che lo volevo mettere su una pennetta, alla mia prima richiesta Santippe disse che doveva trovarla, alla seconda che era impegnata con gli esami e alla terza che l'aveva persa.
Al mio comprensibile dispiacere si sono riaccesi sopiti (e non chiariti) ardori e siamo ritornati alle cause della separazione, con colpevole (naturalmente io, diabolico personaggio) e vittima (ovviamente lei, santa donna e mancata monaca... costretta a sposarsi!).
In ogni caso per me rappresenta Santippe perché, come la moglie del padre della filosofia, mi ha costretto a migliorarmi, costringendomi, in primis, a laurearmi. E così, al pari di Socrate, con il suo comportamento mi ha spinto a diventar filosofo, mentre io, con la mia filosofia non son riuscito a farle comprendere il significato vero della vita.
In tema di separazione, comunque, non ricorda che lei, la mamma il padre e i fratelli sono stati capaci di far uscir di mente una persona equilibrata (2 paesi lo testimoniano) e buona come me, che perde le staffe solo con gli arroganti, i cattivi (fetenti per far rima) e gli ignoranti che considerano la verità un bene manovrabile (a proprio uso e consumo) e la guardano dalla loro prospettiva.
 
Intanto fui costretto ad abbandonare i miei figli (e naturalmente andai fuori di testa) da queste 3 frasi del padre (maestro caseario), studiate e dettategli dalla moglie (grande imprenditrice):
 
1-ma tu non ti migliori mai
2-ma tu ti ritieni un buon padre di famiglia
3-ma sai che pensano di te i tuoi figli?
 
In ultima analisi, con tutte le mie pecche e manchevolezze coniugali, sono una persona perbene che ha sempre aiutato (non a chiacchiere ma con i fatti) tutti i suoi familiari.
 
Venendo adesso a noi, cara Pina, mi hai minacciato di non farmi vedere più i tuoi figli se non avessi comprato uno spruzzo per il vomito dopo una visita telefonica della tua pediatra, non fidandoti di me (e della mia visita) che cercavo di farti capire che tuo figlio stava bene. Comunque fai bene a fidarti di medici a 5 stelle, come gli alberghi e i politici!
 
Per questa benedetta festa a sorpresa, poi, mi hai assillato per mesi, fino all'ultimo, per una poesia (o meglio una dedica) a mio figlio e dopo ti sei scordata pure di farmela declamare:
 
Un compleanno importante
 
Su questo fantastico proscenio,
paradisiaco scenario
con l'azzurro del cielo
che s'immerge nel mare
e di notte coreografia stellare,
siam testimoni
di un emozionante evento.
Il mio primogenito
ne fa quaranta,
diventa grande
ed ancor più importante.
Da padre fatiscente
senza arte né parte
mi diedi all'ippica
e poi anche alle poesie,
lui, invece, per i figli
è già un portento
non solo di tante certezze
ma pure di belle fantasie...
racconta favole
e Federico e Francesco
tra principesse e fate
fan sogni d'oro.
 
Sul prezzo della festa ti avevo detto di non badare a spese, ma non certo di farti imbrogliare e ci sono 2 specifiche che lo attestano. Nella tua leggerezza di guardare i conti e le ricevute di pagamento che mi hai anche inviato, non ti sei accorta che manca il pagamento di 500 euro della carta di credito (te l'ho inviato x wtz), non compreso nel totale di 7.165 (1330 bonifico x caparra, 1770 bonifico x deposito, 1000 in contanti, 2.500/carta credito, 565/assegno), tralasciando gli esagerati 1500 euro per la musica, su cui non ho aperto bocca.
 
Le 2 specifiche, intanto, fanno ridere perché mirano a pareggiare un costo (troppo alto) di 7.165 euro (da un preventivo spese di 6.203) e, così, sulla seconda specifica si sono dovuti inventare n2 degustazioni (a 80 euro=160 ed io avevo già mangiato!) e n1 extra Raffaele Maiello+Francesco (224.50 euro per far quadrare i conti al centesimo!), non presenti nella prima specifica.
Per i n.18 pranzo (o meglio antipasto a 35 euro) del 10/7, con 6 bambini al posto dei 6 adulti (andati via), meglio tacere, in quanto i bambini, nel preventivo, non vengono menzionati per i pasti, avendo inciso già tanto per le quadruple (439 e 464 euro). E sulle 2 specifiche l'unica cosa che quadra è solo il costo delle 11 camere (3113).
In riferimento all'alto costo delle 2 quadruple, le mie nipoti hanno prenotato al Raito, per venerdì prossimo (sempre alta stagione), una quadrupla con balcone e vista sul mare per appena 302 euro! Dimenticavo, non mi spiego la doppia assegnata a Roberto, forse perché vale il doppio?
 
Torno a ripeterti che per me i soldi non sono niente, ma vado in bestia con gli imbroglioni da medico moralista senza nessuna specialità, docente di “educazione morale”.
In ogni caso, cara Pina, il termine di pazzo lo permetto solo a quella santa donna di mia moglie, e ti chiedo scusa se venerdì sera ti ho disturbata in piscina (c'eravamo sentiti martedì e ti eri scordata) per un chiarimento su un conteggio gonfiato, non chiaro (per te lineare), in cui manca pure un pagamento di 500 euro con carta di credito.
 
Sempre in tema di pazzie (sono autore pure di follie epatiche in versi!), ritorno alle mie insane vicissitudini mentali e a questo punto, da illustri specialisti (sempre a 5 stelle!), mi fu diagnostico un disturbo bipolare, ad etiologia genetica e andamento cronico.
Qui mi trovai davvero sul punto di diventare un barbone senza casa e senza arte né parte!
Per rubarmi gli assistiti, infatti, alcuni colleghi avevano diffuso la notizia che ero uscito di senno e che non mi sarei più ripreso e, tra l'altro, mi ritrovavo pure con troppe esposizioni bancarie (e senza più casa) per aver aiutato troppo i miei fratelli.
Alla fine con tanta forza di volontà, e per grazia divina, curai la mia depressione con scritture liberatorie, al punto da diventare uno scrittore di morale con tabelle cognitive e poesie istruttive.
Nuovamente in me, nella mia indistruttibile veste morale (mia suocera mi accusava di essere come l'acciaio... non ti pieghi mai!), invece di farmi prendere da deleteri rancori, mi misi a disposizione, nuovamente e a 360 gradi, anche di moglie, suocera, suocero e cognati, fermamente convinto che il male si combatte col bene.
In virtù di questa mia ferma convinzione ho la fortuna di essere presidiato da un angelo custode onnipresente, naturalmente mio padre (Angelo Raffaele), che da sempre va fiero del suo prediletto primogenito. E proprio questo angelo di nome e di fatto, disceso in terra sotto mentite spoglie, fu il mio Maestro di vita, la cui luminosa (e talora faticosa) scia di luce io seguo sempre. E' stato un percorso oltremodo faticoso perché dalla cultura paterna dell'amore (pietà, carità, bontà), al cospetto dell'odio, mi sono ritrovato a combatterlo in tutti i suoi risentimenti (rabbiosa rivalsa, invidia e gelosia) e, alla fine, sono rimasto da solo in compagnia della mia anima.
 
Naturalmente va fiero di me perché, alla sua prematura dipartita, più che presidiare il suo patrimonio materiale sono stato vigile a custodire quello morale, tanto da evitare il fallimento del suo negozio (all'inizio degli anni '80 esposto per più di 500 milioni!), di poi sempre attento a salvaguardare il figlio (accanito giocatore) e, infine, intento quotidianamente a curare la moglie, affetta da encefalopatia epatica (per circa un trentennio), con terapie mediche sperimentali e chirurgiche avventate.
 
In conclusione questa scrittura rappresenta la mia testimonianza sulla vita, da cui si evince che aiutare gli altri (talora anche i nemici perché non sono un santo!) è un obbligo morale, che il Padreterno ricambia in termini spirituali, dal momento che i soldi, vita decorosa a parte, sono solo carta straccia.
Proprio in questo modo i dolori li ho ben compensati con l'amore tanto da andar fiero per questa dedica a mia madre (quella a mio padre è sulla sua tomba):
 
Intensamente,
a lungo sofferta,
ancor più bella,
che vita insieme!
Sei volata all'istante
in un lampo abbagliante
su di una luminosa scia
tra schiere angeliche festanti
con sinfonie di canti e suoni
a spasso per sempre
nell'incanto dei cieli.
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