Ricordi di famiglia

Dopo aver dato fondo a tutte le mie risorse monetarie per problemi familiari, per regalare la macchina al mio secondogenito (al primogenito aveva provveduto il nonno) mi recai presso un'agenzia finanziaria.
Nonostante l'affidabilità per le mie credenziali, all'ultimo istante la richiesta di prestito mi fu respinta per il riscontro (Centrale Rischi) della mia ampia esposizione con le banche pur pagando e ringraziando!
Mi fu consigliato allora dagli stessi impiegati della finanziaria di fare la pratica a nome di qualche mio familiare meglio messo con le finanze.
A tal uopo mi rivolsi a un cognato benestante e, in primis, gli chiesi il favore di farsi rilasciare dal suo concessionario il preventivo firmato di una vettura.
Per tutta risposta, non comprendendo neanche la mia richiesta e collegando, come suo solito, la firma con il denaro, mi rispose che era in rosso con la banca... quando gli avevo chiesto solo carta straccia!
Peggio ancora fece mio fratello, che si prestò a tutto, ma poi non mi concesse il credito di 3 anni di vita (la durata del prestito in rate mensili da me corrisposte a lui con largo anticipo), chiedendomi a garanzia un assegno con l'importo dell'utilitaria nel caso di una mia prematura dipartita nonostante fossi in pieno benessere!
Chi dei 2 è il meno peggio!!!
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Condominio di famiglia (è dura la vita anche tra fratelli!)

Tra Palestinesi ed Israeliani è sempre conflitto per un'arida striscia di terra, tra fratelli è guerra continua per l'usufrutto della terra!
L'umanità, infatti, con la madre Terra è in usufrutto e con i fratelli è in condominio, e tutti, indistintamente, la stiamo sfruttando a proprio uso e consumo.
Necessita allora la luce spirituale (La luce della cultura, l'AngeloRaffaele editore) per scongiurare le divisioni materiali e... le liti familiari! Intanto si trasmettono sempre più malattie (anche per il degrado ambientale!) che proprietà!
   
Sulla terra siam tutti fratelli è una pia illusione, se già vivere in condominio è difficile e, addirittura, impossibile se i condomini sono fratelli carnali! Restando in ambito religioso se, di continuo, si porge l'altra guancia, si rischia di uscir di testa per i colpi subiti!
Comunque, sempre dalla parola del buon Dio, la vita terrena quaggiù è ben poca cosa rispetto alla fantastica dimora, dove son vissuto in debacle mentale, tanto da diventar scrittore delle mie fantasie, talora vere traversie se non proprio poesie sempre in tema di follie:
 
vivevo sospeso in aria
nello splendore della luce
solare tra il celeste dei cieli
e l’azzurro dei mari,
per poi riposar coperto
dalla volta celeste e cullato
finanche dalle onde marine
nell’armonioso silenzio
della pace divina.
 
Le opere di bene (almeno in famiglia!), però, sono il biglietto di prima classe per volare lassù, nel mondo della verità (Padre), che è amore (Figlio) da trasmettere, nella sua illuminata veste (Spirito Santo), di GENI (Dna)... tori in figli in nipoti per GENE (codice genetico)... razione a “La luce della cultura” (l'AngeloRaffaele editore): a-more e c-oscienza sono il g-enoma, u-niversale dalle basi azotate a-denina, c-itosina, g-uanina, u-racile dell'Rna messaggero, passando così di elementi naturali (H, O, C, N, P, S) in alimento spirituale (amore).
 
In virtù di tanto “La Verità” non può prescindere da Filosofi, Santi e Sommo Poeta:
 
E' la certezza che Dio esiste
con la coscienza (Socrate)
dell'amore (Platone)
nella mente (Aristotele),
pensier dell'amor nel subconscio,
sicura fede (Sant'Agostino)
ed anima immortale (San Paolo)
che mette in scena la vita
con una commedia infinita (Dante)
tra luci ed ombre quaggiù (purgatorio),
soltanto buio laggiù (inferno)
ma tanto Sole lassù (paradiso).
 
Naturalmente sto scrivendo “pro domo mea”, per giustificare la dilapidazione del patrimonio materiale (matrimonio a parte!) e, sempre a rischio di uscir di testa, custodirò integro quello spirituale!
 
Mio padre lo preservò, a spada tratta, addirittura lungo una infida e sconnessa strada di famiglia, dove inciampò e alla fine, dopo aver sorretto e trainato tutti (fratelli, sorelle e cognati), fu lasciato da solo a terra. Per questa ingratitudine e tanta amarezza ('o tuosseche arruvin 'o fegato) si beccò la “cirrosi psicosomatica”, malattia indecente che ti deturpa il fisico e la mente. Proprio con la sua prematura dipartita dipartì pure la mia mente:
 
Papà, la forza del tuo amore
ha pervaso di te il nostro cuore,
vivi sempre con noi
e il tormento permane.
E pur la vita continua,
gelida, con nel cuore
un immenso vuoto
che tu colmerai quando
ci riuniremo a te
nell'abbraccio di Dio.
 
Ben conscio di avermi educato e responsabilizzato, prima di spiccare il volo, mi affidò l'encefalopatia epatica della moglie:
 
Intensamente,
a lungo sofferta,
ancor più bella,
che vita insieme!
 
E le turbolenze ludiche del figlio:
 
Barattò, a mo' di Totò con la fontana di Trevi,
la gestione della laguna di Venezia
a un gruppo di sprovveduti austriaci!
Mi mandò in affanno per i suoi folli giochi,
ma l’inventiva e il successo con
le belle donne furono per me motivo
di orgoglio e la testimonianza
di un uomo di charme e gran classe.
L’avvocato” per amici e conoscenti
si laureò con strabilianti sotterfugi,
domò e irrise con solita ironia
una indecorosa malattia e illuminò
gli ultimi istanti di vita terrena
convolando a sacre nozze
con la sua fidanzata preferita!
Soffrì più per le mie turbe mentali
che per la sua malattia!
Mi amò e mi venerò
come persona speciale!
Mi raccontò come fratello
e mi raccomandò come padre
ai miei stessi figli!
 
Intanto in tema mentale, traversie a parte, mi son già beccato le ”Follie epatiche” e, a scanso della cirrosi, adesso scrivo al solo scopo di scongiurare questo fatale percorso:
 
1- psicosi (cellula spirituale, anima)
2- nevrosi (cellula nervosa, mente)
3- cirrosi (cellula epatica, fegato)
 
E' uno schema da cui si evince chiaramente che le amarezze della vita (psicosi, malattie dell'anima), attraverso la mente (nevrosi) per sovraesposizione dei mediatori sentimentali (pietà+carità=bontà), coinvolgono il fegato (cirrosi psicosomatica). E questa strada altro non è che il percorso inverso, da me conosciuto a menadito, della devastante encefalopatia epatica dove, per falsi trasmettitori (octopamina, feniletanolamina), dalle malattie del fegato si passa proprio alle turbe mentali delle “Follie epatiche”:
 
Nel rinvenire alla vita
mi diagnosticai una falla
che, tra pensieri folli,
la mente mi spegnea...
 
Non era altro che
l’amara epatopatia
di familiar riscontro...
 
Per la sua etiologia
non altro vi trovai,
sono le “amorevolezze”...
 
Son quelle cose che
s’ingurgitano per sommo amore,
che, quando troppe sono,
il mal ti vai a cercare
con questo inglorioso termine
di tal epatopatia,
che può significar niente
o grave mal celar...
 
Ritornando adesso sulla sconnessa strada di casa mia, proprio il condomino più equilibrato (l'esatto mio opposto!) fa abusi edilizi a suo piacimento, cambia l'indirizzo civico come gli gira la testa, utilizza spazi comuni a proprio uso e consumo, salvaguarda i suoi interessi senza alcun ritegno (meglio toccar ferro!), mette i suoi mobili di risulta davanti al mio ingresso e, dopo tanto, mi toglie pure il saluto!
 
Allora, per chiudere una volta e per sempre queste squallide vicende familiari, questa scrittura la dedico ai miei figli. Per mia gran fortuna si vogliono sin troppo bene e, talora, si coprono l'un l'altro mollandomi qualche bugia!
E questa me la merito perché, da moralista intransigente, sono un vero rompiscatole, che lava i panni sporchi in casa e li asciuga all'aperto per fini educativi!
Non ha caso, infatti, mi è stata conferita dall'alto (altro che Nobel!) la docenza in “educazione morale”, divinae gratiae causa (altro che honoris!), nel giorno di una fantastica Epifania in cui sole e stelle (moto solare diurno ed aureola stellare notturna!) sembravano avercela proprio con me, ma naturalmente ero in debacle mentale!
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Cognomi famosi per diventar un poeta importante!

La strada degli scrittori è una “selva selvaggia” con una famelica lupa (case editrici e critici letterari a pagamento) sempre pronta ad azzannarti!
Volendo evitare la “selva oscura” con lonza, leone e lupa a sbarrarti la strada, me ne sono andato per mare e, seppur attento a non abboccare all'amo da “pesce di cannuccia”, parimenti sono finito nella rete!
A capofitto mi sono buttato, infatti, in “Poeti del nuovo millennio
a confronto” di una casa editrice, che si avvale di cognomi famosi (Mogol, Quasimodo, Gazzè!) per organizzare festival, raduni, seminari e concorsi di poesie in modo da conferirti il titolo di poeta e farti diventar famoso.
Il sommo artefice di tanto, oltre che editore, è anche lui un poeta molto conosciuto in Africa (Marocco, Egitto) e le sue poesie sono state tradotte finanche in arabo!
Qui in Italia, purtroppo, abituati all'eccellenza della lingua (tanto da leccarci i baffi!) di Dante, Petrarca e Leopardi, abbiamo acquisito un palato così fine, che è impossibile farsi notare tra tanti poeti in circolazione!
Intanto questa casa editrice, con la sua iniziativa di “poeti del nuovo millennio a confronto” sotto l'egida di gente famosa, ha coinvolto una pletora di poeti, raggruppandoli in numero di 6 per libro, dando ad ogni testo il nome di un vento: Grecale, Ponente, Levante, Libeccio, Scirocco, Tramontana e così via... col vento!
Con la fortuna che da sempre mi ritrovo, dopo aver pagato tempo addietro l'anticipo per le mie poesie, sono finiti i venti e l'editore è ricorso al titolo Ghibli (vento del deserto), termine usato e abusato, ricorrente, recidivo, redivivo e, per un medico come me, anche recidivante!
Al colmo della sventura, però, dopo l'esaurimento dei venti, si sono esauriti (anche mentalmente!) pure i poeti ed io sono restato da solo senza un benché minimo alito di vento, nonostante questa selezione di poeti sia andata... a gonfie vele!
 
In verità a me basta ed avanza il divino “alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente”, condizione, però, da acquisire in virtù della sua illuminata veste di triplice coscienza: vigile (pensiero), consapevole (amore) e morale (coscienza) dalla cellula primordiale o spirituale, motore della vita in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Comunque, poesie a parte, io scrivo pure spunti scientifico-filosofici al punto che, in tema culturale grazie alla luce dell'intelletto (a sopravanzare il lume della ragione) e varcando l'ambito spirituale sulle ali della fede, nel mio ultimo libro “La luce della cultura” c'è pure la famigerata arca (la novella arca di Noè) su cui si accede per tabelle cognitive e poesie istruttive.
Proprio in virtù di tanto, con moto solare diurno e stellare notturno (amor che move il sole e l'altre stelle), sono stato insignito dall'alto, “divinae gratiae causa” altro che honoris causa, della docenza in “Educazione morale”, disciplina basilare per comprendere il significato vero della vita e comportarsi come... Dio comanda (l'acconto va restituito!)!
E' inutile dire che barcamenarsi tra Noè, Mosè e Dante è un impegno davvero gravoso, ma da alfiere della divinità (basta leggere la mia trama biografica) ci riuscirò!
 
Naturalmente sono all'apice della mia ricorrente crisi maniacale per quel mio benedetto disturbo bipolare, attestato da psichiatri di fama, che non hanno, però, la minima cognizione dell'anima.
A questo punto, inutile nascondere che sono pure un accanito giocatore di tutto e di più, da sempre avversato dall'alto per farmi desistere, ma poi con un colpo di gran fortuna ho vinto la lotteria divina per quel miliardesimo (e non miliardario!) numero di serie.
E così, nella impegnativa veste di alfiere della divinità, mi tocca adesso sorreggere la sgangherata barchetta terrena in balia delle onde e quasi alla deriva, al fine di traghettare l'umanità (e il mondo intero) nell'era della luce e della pace (ultrapallio), grazie alla sua trasformazione spirituale (e culturale) dopo la selezione naturale di Darwin e l'evoluzione comportamentale di Paul MacLean.
Per questa altisonante impresa, a Stoccolma, città della cuccagna svedese, dopo l'un per tre (il Nobel della medicina assegnato a Watson, Crick e Wilkins), ci sarà pure il tre per uno: triplice Nobel (pace, poesia e medicina) assegnato a un modesto medico di famiglia!
All'apice della scala elicoidale, infatti, dove è gelosamente custodito il nostro genoma, sono riuscito a decodificare, da esperto di encefalopatie ed aminoacidi, il messaggio dell'Rna (a-more, c-oscienza, g-enoma, u-niversale) dalle basi azotate (a-denina, c-itosina, g-uanina, u-racile), passando così di elementi naturali (H, O, C, N, P, S) in alimento spirituale (amore), il vero motore della vita: creativo e generativo.
A proposito a chi mi fa notare che il Nobel della poesia non esiste, io rispondo che lo istituiranno al posto della obsoleta letteratura, voce della mente (materia raffinata), mentre la poesia è la lirica del cuore e dell'anima (mente illuminata).
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Una favola biografica

Da sempre viaggio con la mente a pieni giri e, dopo svariate fantasie con il turbo spirituale, finanche follie per la turba bipolare e, perfino, poesie per sfogo sentimentale, sono giunto alla conclusione che la mia trama biografica ha dell'incredibile, è un romanzo da favola, una vera favola biografica per le sue strabilianti note e qui riporto le principali.
Sono il primogenito, infatti, di un commerciante di nome Angelo, chiamato Raffaele, che si firmava Angelo Raffaele ed io, per le sue virtù morali, l'ho connotato come l'angelo Raffaele disceso in terra sotto mentite spoglie, dal momento che vendeva pure maglie di gran qualità con il marchio Domenico Servodio e il suo negozio era ubicato di fronte a Serpone (il negozio di arredi sacri per eccellenza!) in via Duomo (adiacenze piazza Amore!) a Napoli, terra di madonne e santi.
Questo Angelo, uomo di gran cultura morale dall'alto della sua fede (nonostante la 5a elementare), ebbe 2 figli medici esperti di coscienze, con la differenza che io, esperto di encefalopatie, le risveglio dal torpore della materia con urli e parolacce, mentre mio fratello, esperto di anestesia, le addormentarle dolcemente.
Da medico anche commerciante di maglie, per la prematura dipartita di mio padre, mi ritrovai poi, da Sant'Anastasia, mio paese natale conosciuto per la Madonna dell'Arco, a Gragnano, terra del pane (della pasta) e del vino, alimenti sacri della vita, a fare il medico di famiglia. In questa veste, oltre che curare, ho cominciato pure ad educare con i miei libri di morale, che regalo a Natale, a differenza di Vespa che li vende con la pubblicità della Rai!
Proprio la famiglia rappresenta la base per una civiltà d'avanguardia in un mondo migliore, con genitori, degni di tal nome, a trasmettere il codice genetico della vita che è: a-more e c-oscienza, g-enoma u-niversale, versante spirituale della miscela umana, dalle basi azotate (a-denina, c-itosina, g-uanina, u-racile) e siamo al versante materiale della mirabile miscela spirito-materia.
Ritornando alla mia trama biografica, un altro strabiliante segno è rappresentato da mia madre epatopatica, che mi ha generato e da una musa epatologa, che mi ha rigenerato dal vuoto depressivo in cui ero precipitato nel curare l'encefalopatia epatica di mia madre. E qui ecco un'altra coincidenza fatale: entrambe sono nate il 1° giugno, giorno di San Giustino, primo apologista cristiano e patrono dei filosofi!
 
Tra tanti segni e segnali, tralasciando quelli al gioco per farmi desistere (e sono tanti ma io non demordo), ecco pure un segnale dall'alto nel giorno dell'Epifania, che significa manifestazione della divinità! In quel giorno della befana, di mattina, con un balzo felino dovetti scansare il sole che, da palla di fuoco, tentò di colpirmi, mentre di notte un'aureola di cielo sereno e stellato presidiava la mia villa dalle turbolenze atmosferiche circostanti! Quella notte ero in compagnia di mia sorella e delle sue figlie e, se mai avessi detto che quel segno dall'alto era rivolto a me, di certo mia sorella avrebbe allertato il soccorso medico con la camicia di forza. Questo strabiliante segno, comunque, mi riporta a “l'amor che move il sole e l'altre stelle” del nostro gran Maestro!
Per quanto mi riguarda io mi riconosco come un comune mortale, non certo stinco di santo ma pieno di vizi! E in tema di giochi, di certo, sono il vincitore della lotteria divina per quel miliardesimo, e non miliardario, numero di serie, mentre in tema di donne non mi resta che la “Voglia di poesia”:
 
Non siam portati
per fare i segreti amanti,
il senso di colpa
si leggerebbe sul viso
ma non privarmi pure
del tuo dolce sorriso
perché in sua mancanza
non scriverei più.
Mi bastano, pertanto,
questi momenti d'amore
tra versi rimati
e rime baciate
ben lungi, però,
da lascive tenerezze
se di baci in carezze
non si finisce più
ed io, tra musa e poesia,
non ci capisco più.
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Documento di famiglia

Fratello,
dopo il regalo dello scarico fiscale delle spese di ristrutturazione e dell'ennesimo abuso edilizio (chiedere a Sbrescia cosa si passa e si rischia!), alla mia domanda perché, ancora una volta, mi hai tolto il saluto, ti sei scagliato contro di me, trasformandoti in volto (sembravi un invasato!), con l'accusa di averti mandato l'avvocato a casa per la firma, non nominando neanche il buon Ciccio.
Ancora non ti rendi conto che ti ritieni il padrone assoluto del palazzo, permettendoti finanche di scippare brutalmente la tabella comunale col nuovo indirizzo (via Padre Pio n 3), perché non ti arrivava la posta, infischiandotene altamente degli altri coinquilini e con il sottoscritto che, per lo stesso motivo, aveva già trasmesso questo nuovo indirizzo ai concessionari delle varie utenze.
Caro fratello,
questa firma per la comproprietà (33,33%) degli spazi esterni la dovevo ai miei figli, anch'io ho qualcosa da tramettere (coscienza ed amore a parte!) in caso di dipartita dopo aver dilapidato le mie fortune materiali per mantenere l'equilibrio familiare e, a conferma di questo sacrificio, c'è la testimonianza in punta di morte di Mario ai mie figli: ho avuto un fratello straordinario, immaginate che padre vi trovate!
Sempre in riferimento a Mario mi hai detto che dal 2000 in poi sei stato solo tu ad interessarti della sua malattia, quando il sottoscritto, sempre attento a colmare (talora con interessi usurari del 100%!) anche le sue falle pecuniarie, si era preoccupato, parimenti, della sua salute sotto il profilo della prevenzione, al punto che quando gli chiedevo di farsi qualche controllo medico mi accusava, facendo i debiti scongiuri, di pensare sempre al male e alle malattie.
La mattina della rettorragia, telefonandoti preoccupato, l'avevo affidato nelle tue mani e tu, nonostante il buon Sabbatino fosse proprio presso il tuo ospedale, per la visita ti ricordasti dopo più di un anno quando ormai era tardi! Ricordati, anche se il tuo mestiere è addormentare i malati, che le rettorragie vanno indagate per poter dormire la notte!
Intanto il giorno della rettorragia, quando alle 11 Mario, chiamato telefonicamente, mi disse che si era stancato dell'attesa in ospedale e se ne era andato, giurai a me stesso, dopo l'abbandono di moglie e figli con devastante crisi mentale, di non rincorrere più i miei fratelli, uno alle prese con i suoi giochi e l'altro attento solo ai suoi figli.
Ritornando adesso alla legittimità della firma ti ricordo che avevi cercato pure di comprare l'appartamento di Mario (compreso il mio che gli avevo regalato) a rischio di farmi diventare un barbone, fermo restante i tuoi abusi edilizi attestati dai vari sostegni in acciaio ed alcuni deturpano pure la visuale della finestra dove quotidianamente soggiorno.
Ti ricordo, inoltre, che il portone del palazzo, dove è ubicato il mio ingresso, è diventato un ripostiglio del tuo mobilio di risulta mentre, in riferimento agli spazi esterni, il garage e il terrazzo sono tue dipendenze, il parcheggio, tra macchine e moto, lo sfrutti a tuo piacimento ed il campetto, infine, è per i tuoi nipoti e per le tue feste, accusandomi pure di non pagare il giardiniere dopo averti pagato per anni anche l'acqua con cui ti lavi!
A questo punto entra in gioco pure il terreno di zio Antonio che volevi comprare con il tuo prezioso danaro e proprio per questo mi defilai dalle spese legali della causa persa contro i Castaldo.
In verità mi defilai (dopo i centinaia di milioni buttati per la famiglia e ti lascio copia di un documento a conferma) perché volevo rifilare l'intera spesa all'altra affarista di famiglia, nostra sorella Rosa che aveva comprato da Mario una quota di terreno per 30 milioni e l'aveva rivenduto per 120.000 euro con un guadagno dell'800%!
In quell'occasione mi recai da lei per recuperare, senza interessi, quei 40 milioni (interessi del 100%) dati dal marito (che si era fatto fregare!) a nostro fratello Mario, che aveva speso l'improvvido (significa incauto anche per l'avvocatessa di famiglia!) prestito di 20 milioni in una serata al casinò di Saint Vincent!
Adesso ti prego pure di non accusarmi più di non fare niente per il palazzo (è materia e ci sono gli addetti per la manutenzione come per la cappella che ignori!), di non saper scippare neanche un filo d'erba, che lascio a te per l'hobby del giardinaggio e la dimestichezza con le erbacce.
Da parte mia, giochi razionali a parte, ho la passione per le scritture di morale allo scopo di migliorare le anime a partir dalla mia, ma ti prego, rivedi pure la tua perché, quando ti scagli contro di me, ti trasformi in viso e sembri un invasato.
In tema di cappella ti ricordo l'ubicazione: è la prima a destra, salendo le scale nella parte alta del cimitero, contrassegnata dal numero 1 e non poteva esser diversamente, dal momento che è stata edificata da un angelo di nome e di fatto, a cui la Divina Provvidenza ha regalato una trama familiare strabiliante, che io ho solo trascritto, da lui ispirato nottetempo.
Proprio mio padre mi educò pure al culto dei morti e, con me ancora bambino (ero il suo prediletto primogenito), si lamentava delle spoglie del padre migranti di cappella in cappella con la compiacenza di parenti che la possedevano.
Comunque, grazie a Dio, nella sua cappella risplende di vivida luce la mia prima poesia:
 
Papà, la forza del tuo amore
ha pervaso di te il nostro cuore,
vivi sempre con noi
e il tormento permane.
E pur la vita continua,
gelida, con nel cuore
un immenso vuoto
che tu colmerai quando
ci riuniremo a te
nell'abbraccio di Dio.
 
La dedica a mia madre, parimenti bella, me la bocciasti (basta con queste tue poesie!) ed io, troppo stanco, non ebbi la forza di contraddirti:
 
Intensamente,
a lungo sofferta,
ancor più bella,
che vita insieme.
 
Tornando a noi, fino a prova contraria non ti ho fatto mai niente di male (anzi svenni in sala operatoria mentre ti operavano!), a parte gli urli per il terreno che volevi acquistare e per la tabella scippata, nonché il fatto che nelle mie scritture, al momento, sei tra gli ignavi... ma c'è sempre tempo per recuperare se la tua ragione egoistica (mente, materia raffinata) si farà sopravanzare dall'altruismo dell'intelletto, presidio di una mente illuminata sulla luminosa scia di nostro padre Angelo Raffale, unico angelo disceso in terra sotto mentite spoglie.
Ancora un ricordo, prima dell'abbandono del tetto coniugale venni da te per chiederti di fare da intermediario con mia moglie, ma ti defilasti perché preso dai tuoi problemi familiari. Peggio ancora fece Antonio Manno (mio compare di battesimo) che, invece di ascoltare il mio sfogo, era più attento al suo accendino di 1000 lire - inavvertitamente lo mettevo in tasca di sigaretta in sigaretta.
In tema “del fumo fa male”, a Benevento si meravigliarono del fatto che non avessi avuto l'infarto (sarebbe stato devastante) con l'IVA ostruita al 99%. Allora avevo ancora tanto da scrivere e sulla terra, in tempi tanto scadenti, non c'è nessuno disposto a scrivere di morale con argomenti (illuminanti) e spunti (illuminati) scientifico/filosofici, talora messi, addirittura, in versi!
Un mio assistito, esperto della vita e di gran sensibilità (la psoriasi lo perseguitava!), dipartito prematuramente, custodiva gelosamente i miei libri, perché dopo la mia dipartita, a suo dire, li avrebbe venduti a peso d'oro!
Dulcis in fundo ricordati che tuo fratello Franco vale più dell'assegno di 10 milioni (e di un'utilitaria!), che ti diedi in pegno a garanzia di una mia prematura dipartita!
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