L’irriverente assenso a un Campiello!

Gentile Editore, grazie per la fiducia riposta nel mio testo (Il presidio della cultura) ma vincere il Campiello per me, accanito giocatore, sarebbe più difficile del superenalotto! Inoltre questo premio è un traguardo alto ma non eccelso, a cui da tempo aspiro per l'originalità della mia fiammante monoposto, pilotata dalla mente, alimentata dall'amore e illuminata dalla coscienza (anima, cellula spirituale, intelligenza illuminata altro che artificiale!), che mi ha rigenerato e risollevato dal vuoto depressivo.
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Proprio questa fantastica conquista morale (lungi da Putin!), comportamentale (lungi da Trump!) e culturale (lungi dalle guerre e dai confini territoriali) ci regalerà, finalmente, la trasformazione spirituale grazie al genoma eccelso, custodito all'apice della scala elicoidale, allorquando i suoi gradini di basi terrene azotate (a-denina, c-itosina, g-uanina, u-racile) cederanno il passo alle basi immortali vincenti (A-more, C-oscienza, G-enoma, U-niversale).
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In virtù di tanto i mediatori sentimentali (pietà, carità, bontà) sopravanzeranno gli obsoleti neurotrasmettitori chimici e l'umanità passerà, così, dall'esser polvere (mente, materia raffinata) al divenire luce (anima, mente illuminata).
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Per quanto mi riguarda - sogni, follie e poesie a parte - resta il miracolo della scrittura da parte di un soggetto amante della matematica e dei suoi numeri per una vita da gaudente!
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Un messaggio di pace (intervista con l’editore)

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo con Francesco Andrea Maiello, autore del libro “Il presidio della cultura - per educare ad amare e vincere le guerre”.
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Prima di parlare del libro, conosciamo meglio lo scrittore: Si vuole raccontare in tre righe? Bastano?
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3 righe bastano solo per elencare le mie molteplici attività: studente modello, primo centravanti di movimento (anticipando Anastasi!), giocatore incallito di carte, schedine e casinò, commerciante di maglie, medico di famiglia, scrittore e poeta in vecchiaia dopo profonda crisi depressiva.
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Ci vuole raccontare come mai questo titolo?
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In tempi di guerre, stragi umanitarie, cambiamenti climatici, sconfinamenti oltre gli argini naturali (matrimonio gay, meglio unione sentimentale con diritti paritari, utero in affitto) solo “Il presidio della cultura” ci salverà, ma occorre pubblicizzarlo e venderlo!
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Quando e come nasce “Aforismario delle curiosità - 111 perle di saggezza"?
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Queste perle di saggezza nascono sul palcoscenico del mio ambulatorio alle prese quotidianamente con una marea di persone: se per tua madre novantenne mi richiedi lo psichiatra, per te ci vuole la camicia di forza!
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Dotto' mia madre ha paura della morte. Non ti preoccupare è la morte che ha paura di tua madre!
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Con i mie pazienti ho sempre cercato di sdrammatizzare le malattie rincuorando il malato con ironia e riducendo in versi le terapie... per vivere a lungo basta respirare, mangiar poco e tanto camminare!
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Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
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Per le mie molteplici attività entrai in conflitto con mia moglie e, per evitare guai peggiori (la donna è poesia, l'uomo una tragedia!), me ne andai a vivere da solo. Con l'abbandono però dei miei 3 figli entrai in severa depressione ed al suo apice, in piena pazzia, cominciai ad allestire una novella arca di Noè in formato culturale (tra scale/Noè, tabelle/Mosè e poesie educative/Dante) per traghettate il mondo intero, non solo me, nell'era della luce e della pace: ultrapallio, cervello moderno.
Per arrivare a tanto, però, bisogna prima acquisire la cellula spirituale (pensiero, amore e coscienza ad immagine e somiglianza divina), strabiliante illuminazione della cellula nervosa (aree associative corticali) per passare così dalla mente (sistema nervoso) all'anima (sistema spirituale) e, finalmente, dal lume della ragione egoistica alla luce dell'intelletto altruistico.
Un estratto di queste mie divagazioni mentali è in questo link
sul mio sito con circa 300.000 letture alle mie tante scritture.
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Ha altri progetti letterari nel cassetto?
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Sulle soglie degli anni ottanta sto vivendo un periodo di riflessione. Comunque mettere insieme un altro libro dalle mie tante scritture (racconti, poesie, saggistica) è un'idea da valutare. Tra queste c'è un interessante viaggio all'interno del mio corpo (L'umana commedia) alla scoperta della sorgente della vita e dell'anima perduta, essendo in severa depressione.
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Proprio su questa strada, con la carta di credito della cultura (non vali per i beni che hai ma per il bene che trasmetti agli altri), salendo la scala elicoidale di basi terrene azotate (a-denina, c-itosina, g-uania, u-racile e non t-imina), con gradini debolmente legati (per sostenere la scalata con la materia scrollata!), al suo apice ho scoperto la fonte della vita (genoma eccelso) da cui si attinge A-more, C-oscienza, G-enoma, U-niversale e non T-erreno) per quello spirito immortale (cellula spirituale) – dopo lo spirito naturale (cellula epatica) e lo spirito vitale (cellula nervosa) – che ci farà vivere in eterno alla luce del Sole Universale.
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Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
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A parte il mio sito (www.francescoandreamaiello.it) ho vari profili social:
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Facebook
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Linkedin
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Twitter, X
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Scrivo inoltre su molti siti letterari, i principali: Scrivere, Oggiscrivo, Alidicarta.
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Cosa le piace?
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Naturalmente l'anima: certezza di esistere (cogito ergo sum), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò/Maiello) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi sautòn).
Ed io vivendo fantasticando e sopravvivendo a tante follie ho scoperto pure la mia, esuberante di amore e da sempre in contrasto con la mente per la sua fredda razionalità.
Ben analizzandola, sulla scia di Platone, il suo inventore, me la immagino come una fiammante monoposto (pilotata dalla mente, alimentata dall'amore e illuminata dalla coscienza), dono della potenza divina per superare il contorto e tortuoso circuito della vita.
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Cosa non le piace?
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Le persone senza anima, anche se questi individui come le pietre hanno un'aspettativa di vita terrena migliore. Queste non sono chiacchiere ma fatti, perché, da medico di famiglia di lungo corso, ho una statistica a portata di mano.
E sempre in tema di anima (sono un inguaribile fissato!) rispolverando negli arcani della mente le mie reminiscenze filosofiche - in virtù del gnothi sautòn (luce della verità, coscienza) di Socrate, dell'amore di Platone (anima, biga alata) e del pensiero illuminato (mente eccelsa) di Aristotele - pervenni alla cellula spirituale o primordiale del soffio vitale per cui l'uomo divenne un'anima vivente.
Dalla filosofia alla religione il dato certo scientifico è che l'umanità è un mirabile impasto di spirito (alito vitale) e materia (polvere).
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Cosa reputa fondamentale nella vita?
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Sicuramente la cultura con la filosofia (pensare per esistere) trait d'union tra scienza (studiare per vivere) e religione (credere per amare), discipline formative della nostra esistenza.
Proprio grazie alla filosofia dei Grandi (la vita non va presa con filosofia ma intesa con la filosofia!) si può arrivare alla cellula spirituale con la coscienza di Socrate (verità riposta nel nostro io da far venir fuori con l'arte della maieutica) a far da nucleo, l'amore di Platone a far da citoplasma mentre il pensiero illuminato di Aristotele rappresenta la membrana, la custodia di queste nostre intime essenze.
Su queste solide basi perverremo alla metamorfosi spirituale (cervello moderno, ultrapallio), dopo la selezione naturale (cervello antico, archipallio) e la evoluzione comportamentale (cervello nuovo, neopallio), per volare lassù sulle ali della fede a bordo dell'anima, la nostra fiammante monoposto.
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Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
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Veni, vidi, vici, vissi e scrissi per migliorare le anime a partir dalla mia.
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TIPARLODIME (l’intervista con l’editore, messaggio pasquale di pace)

Francesco Andrea Maiello è nato a Sant’Anastasia (NA) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto, a stento supera l’esame di maturità classica con la media del 6 per bilanciare il 7 in condotta (polemica urlata con il professore di Storia e Filosofia!) e, nel 1975, si laurea in Medicina e Chirurgia a Napoli con un misero 107, questa volta dopo la polemica urlata con il preside della Facoltà e conseguente espulsione dall’Ateneo per dodici mesi.
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Dal 1972, primogenito di sei fratelli, conduce anche il negozio di maglieria del padre Angelo Raffaele (morto prematuramente), venditore di maglie di gran qualità (marchio Domenico Servodio!) in Via Duomo a Napoli di fronte a Serpone, il negozio di arredi sacri per eccellenza!
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Nonostante questo gravoso impegno, non tralascia mai l’attività sportiva – e di giocatore di schedine, poker a parte – in veste di irrefrenabile attaccante di movimento, divoratore di goal per il suo gran correre a perdifiato.
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Dal 1976 è pure medico di famiglia a Gragnano e dal 1998, anno dell’abbandono dei figli per incompatibilità coniugale, si dà alla scrittura per sopravvivere.
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È stato amico d’infanzia di Padre Cristoforo Bove, il relatore di Padre Pio Santo, e uno dei suoi libri (Le fantasie dell’anima/Kimerik), per il suo contenuto morale, è stato ammesso nella Biblioteca Vaticana.
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Proprio con questi suoi libri regalati a Natale, oltre che curare, prevenire e vaccinare, cerca pure di educare nell’ottica di un mondo migliore mentre la terra sempre più si dimena tra attività belliche e catastrofi climatiche.
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Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo con Francesco Andrea Maiello, autore del libro “Il presidio della cultura - per educare ad amare e vincere le guerre”.
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Prima di parlare del libro, conosciamo meglio lo scrittore: Si vuole raccontare in tre righe? Bastano?
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3 righe bastano solo per elencare le mie molteplici attività: studente modello, primo centravanti di movimento (anticipando Anastasi!), giocatore incallito di carte, schedine e casinò, commerciante di maglie, medico di famiglia, scrittore e poeta in vecchiaia dopo profonda crisi depressiva.
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Ci vuole raccontare come mai questo titolo?
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In tempi di guerre, stragi umanitarie, cambiamenti climatici, sconfinamenti oltre gli argini naturali (matrimonio gay, meglio unione sentimentale con diritti paritari, utero in affitto) solo “Il presidio della cultura” ci salverà, ma occorre pubblicizzarlo e venderlo!
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Quando e come nasce “Aforismario delle curiosità - 111 perle di saggezza"?
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Queste perle di saggezza nascono sul palcoscenico del mio ambulatorio alle prese quotidianamente con una marea di persone: se per tua madre novantenne mi richiedi lo psichiatra, per te ci vuole la camicia di forza!
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Dotto' mia madre ha paura della morte. Non ti preoccupare è la morte che ha paura di tua madre!
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Con i mie pazienti ho sempre cercato di sdrammatizzare le malattie rincuorando il malato con ironia e riducendo in versi le terapie... per vivere a lungo basta respirare, mangiar poco e tanto camminare!
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Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
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Per le mie molteplici attività entrai in conflitto con mia moglie e, per evitare guai peggiori (la donna è poesia, l'uomo una tragedia!), me ne andai a vivere da solo. Con l'abbandono però dei miei 3 figli entrai in severa depressione ed al suo apice, in piena pazzia, cominciai ad allestire una novella arca di Noè in formato culturale (tra scale/Noè, tabelle/Mosè e poesie educative/Dante) per traghettate il mondo intero, non solo me, nell'era della luce e della pace: ultrapallio, cervello moderno.
Per arrivare a tanto, però, bisogna prima acquisire la cellula spirituale (pensiero, amore e coscienza ad immagine e somiglianza divina), strabiliante illuminazione della cellula nervosa (aree associative corticali) per passare così dalla mente (sistema nervoso) all'anima (sistema spirituale) e, finalmente, dal lume della ragione egoistica alla luce dell'intelletto altruistico.
Un estratto di queste mie divagazioni mentali è in questo link
sul mio sito con circa 300.000 letture alle mie tante scritture.
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Ha altri progetti letterari nel cassetto?
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Sulle soglie degli anni ottanta sto vivendo un periodo di riflessione. Comunque mettere insieme un altro libro dalle mie tante scritture (racconti, poesie, saggistica) è un'idea da valutare. Tra queste c'è un interessante viaggio all'interno del mio corpo (L'umana commedia) alla scoperta della sorgente della vita e dell'anima perduta, essendo in severa depressione.
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Proprio su questa strada, con la carta di credito della cultura (non vali per i beni che hai ma per il bene che trasmetti agli altri), salendo la scala elicoidale di basi terrene azotate (a-denina, c-itosina, g-uania, u-racile e non t-imina), con gradini debolmente legati (per sostenere la scalata con la materia scrollata!), al suo apice ho scoperto la fonte della vita (genoma eccelso) da cui si attinge A-more, C-oscienza, G-enoma, U-niversale e non T-erreno) per quello spirito immortale (cellula spirituale) – dopo lo spirito naturale (cellula epatica) e lo spirito vitale (cellula nervosa) – che ci farà vivere in eterno alla luce del Sole Universale.
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Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
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Scrivo inoltre su molti siti letterari, i principali: Scrivere, Oggiscrivo, Alidicarta.
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Naturalmente l'anima: certezza di esistere (cogito ergo sum), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò/Maiello) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi sautòn).
Ed io vivendo fantasticando e sopravvivendo a tante follie ho scoperto pure la mia, esuberante di amore e da sempre in contrasto con la mente per la sua fredda razionalità.
Ben analizzandola, sulla scia di Platone, il suo inventore, me la immagino come una fiammante monoposto (pilotata dalla mente, alimentata dall'amore e illuminata dalla coscienza), dono della potenza divina per superare il contorto e tortuoso circuito della vita.
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Cosa non le piace?
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Le persone senza anima, anche se questi individui come le pietre hanno un'aspettativa di vita terrena migliore. Queste non sono chiacchiere ma fatti, perché, da medico di famiglia di lungo corso, ho una statistica a portata di mano.
E sempre in tema di anima (sono un inguaribile fissato!) rispolverando negli arcani della mente le mie reminiscenze filosofiche - in virtù del gnothi sautòn (luce della verità, coscienza) di Socrate, dell'amore di Platone (anima, biga alata) e del pensiero illuminato (mente eccelsa) di Aristotele - pervenni alla cellula spirituale o primordiale del soffio vitale per cui l'uomo divenne un'anima vivente.
Dalla filosofia alla religione il dato certo scientifico è che l'umanità è un mirabile impasto di spirito (alito vitale) e materia (polvere).
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Cosa reputa fondamentale nella vita?
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Sicuramente la cultura con la filosofia (pensare per esistere) trait d'union tra scienza (studiare per vivere) e religione (credere per amare), discipline formative della nostra esistenza.
Proprio grazie alla filosofia dei Grandi (la vita non va presa con filosofia ma intesa con la filosofia!) si può arrivare alla cellula spirituale con la coscienza di Socrate (verità riposta nel nostro io da far venir fuori con l'arte della maieutica) a far da nucleo, l'amore di Platone a far da citoplasma mentre il pensiero illuminato di Aristotele rappresenta la membrana, la custodia di queste nostre intime essenze.
Su queste solide basi perverremo alla metamorfosi spirituale (cervello moderno, ultrapallio), dopo la selezione naturale (cervello antico, archipallio) e la evoluzione comportamentale (cervello nuovo, neopallio), per volare lassù sulle ali della fede a bordo dell'anima, la nostra fiammante monoposto.
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Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
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Veni, vidi, vici, vissi e scrissi per migliorare le anime a partir dalla mia.
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La fraterna amicizia (per un tal dottor Gerardo Beneduce)

Il tal dottor ampiamente se lo merita, perché seppur uomo di straordinaria intelligenza, per propri comodi (taccio l'aggettivo per decenza!) talvolta si professa ateo, talaltra dice di non essere credente... e poi non sa più cosa dirmi da quando gli confido miei segreti pensieri.
A questo fraterno amico devo tanto per i ricorrenti bui nel corso della mia sofferta esistenza.
All'epoca ero intrappolato tra malattia materna e giochi di carte e pallone, con la testa altrove – altro che studi - intenta finanche ad elaborar poesie per belle ragazze con immancabili cotte.
I libri mi davano solo tanta nausea e, leggendo e rileggendo, davvero non ci capivo niente.
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La Divina Provvidenza, vedendomi in affanno, mi mandò in soccorso questo interessante (per niente bel ragazzo!) soggetto vissuto tra studi e lavoro nella salutare campagna, ma mostro di intelligenza, di volontà e... di precisione, con gli orari di studi da rispettare scrupolosamente, seppur oberato di lavoro alle dipendenze di un signor padre, grande proprietario terriero!
E così mentre il pendolo di casa implacabile suonava le quindici, il solito campanello mi faceva saltare il cervello con il solito rompiscatole che, a piedi e a passo incessante dalla sua casa giù in paese (facendosi pure un bel tratto di strada e per giunta in salita), senza neppure salutarmi era già con i libri aperti sul tavolo della scrivania mentre chiudevo la porta.
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Quel fortunato giorno, da me tanto invocato, di gran temporale con fiumi d'acqua che si riversavano a valle, con la mia auto al coperto neanche gli telefonavo. Vi era palese impraticabilità di campo, ma lui inzuppato d'acqua, con grossi stivaloni al piede, era sfuggito pure al diluvio universale soltanto per tormentarmi.
Subiti gli improperi per lo scampo, con santa pazienza mi sopportava, mentre io da suo capitano (così mi chiamavano gli amici!), disteso in poltrona e con la sigaretta in bocca, lo facevo leggere ad alta voce e ripetermi con poche, chiare parole ciò che la sua mente aveva condensato senza tante chiacchiere e inutili lungaggini!
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Quando finalmente gli aprii la testa che la vita non è solo sacrifici, in campo femminile di colpo superò anche il suo capitano (all'epoca ero davvero un bel ragazzo, e non scherzo!) con sempre tanti scrupoli verso tante ragazze innamorate, invaghite, che perdevano la testa (eccezion fatta per mia moglie, donna imperscrutabile!). E da qui il valoroso allievo ne percorse di strada!
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Ritornando agli studi, quasi dimenticavo, in tema di esami brillantemente superati, la ciliegina sulla torta, in una seduta di tutti bocciati, resta il 30 con encomio per entrambi (scuola di malattie infettive di Sant'Anastasia!) del professor De Ritis,
lo scopritore delle transaminasi insieme a Giusti e Coltorti.
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Per concludere ecco pure le illuminanti considerazioni di un altro caro amico (Enzo Merone) dipartito prematuramente.
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Diventi oggi, che tu lo voglia o no,
progetto nostro oltre che tuo,
ennesima occasione nel nostro andare
di consegnar noi stessi al poi e
ritrovarci tutti, ancora intatti,
un milione di anni in là
insieme in un abbraccio.
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Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre

Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il percorso cognitivo di un “soggetto bipolare” che, per vicissitudini familiari e disavventure al gioco, in fase maniacale costruisce - tra scale (Noè) e tabelle (Mosè) - una novella arca di Noè per traghettare il mondo nella nuova era spirituale (ultrapallio) secondo la profezia Maya del 21/12/2012.
Questo strabiliante evento si realizzerà grazie alla conquista culturale della cellula spirituale (coscienza/Socrate, amore/Platone, pensiero/Aristotele), estrapolata dalla filosofia dei Grandi, che illuminerà il genoma umano con le sue inossidabili basi al posto di quelle terrene azotate – Amore/adenina, Coscienza/citosina, Genoma/guanina, Universale/uracile – per la vita immortale.
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Questa intuizione cognitiva (profetica sarebbe troppo pesante!) scandisce pure la vita nei suoi 5 stadi (a-VEGETATIVA solare/fotosintesi clorofilliana, b-ANIMATA istintiva/arco riflesso midollare, c-ANIMALE emotiva/sistema limbico, d-COSCIENTE riflessiva/corteccia cerebrale, e-ILLUMINATA intellettiva/corteccia associativa) nonché l'evoluzione cellulare con relativi spiriti: 1-cellula epatica con il suo spirito naturale a costruire la scala/DNA, 2-cellula nervosa con lo spirito vitale a secernere il pensiero/mente e 3-cellula spirituale con lo spirito immortale a distillare l'amore/anima.
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Dal buio alla luce, dalla mente (materia raffinata) all'anima (mente illuminata), dalla ragione egoistica all'intelletto altruistico, pertanto, l'umanità completa il suo ciclo vitale (antropogenesi) passando così dalla nascita (materializzazione dell'amore) alla rinascita (spiritualizzazione della materia) dopo aver scalato la conoscenza grazie al pensiero e al relativo gradiente di luce.
In questo illuminante percorso il primo gradino da scalare è il COGITO con il pensiero vigile (grigiore, il lumino dell'esistenza), poi viene la RAGIONE con il pensiero razionale (splendore, la lampadina dell'esistenza), indi con l' INTELLETTO e il pensiero sciente si perviene al bagliore (la lampada dell'esistenza) per varcare la SAPIENZA nel fulgore (il lampadario dell'esistenza) del pensiero illuminato ed arrivare, infine, alla CONTEMPLAZIONE, quinto e ultimo grado cognitivo, con il pensiero estatico al candore della sua Luce.
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Dopo tanto all'apice maniacale ecco pure la mia strabiliante trama biografica. Sono, infatti, il primogenito prediletto di un Angelo all'anagrafe, chiamato Raffaele, che si firmava Angelo Raffaele.
Era conosciuto come “don Raffaele ai 4 palazzi” (circoscrivono piazza Nicola Amore a Napoli), venditore di maglie di gran qualità (marchio Domenico Servodio!) con negozio in via Duomo di fronte a Serpone, il negozio di arredi sacri per eccellenza.
Passando a mia madre, nacque il 1 giugno (anche la musa ispiratrice che mi ha rigenerato), giorno di San Giustino, patrono dei filosofi e primo apologista cristiano.
Dall'apice della mania alla piena pazzia il passo è breve e, pertanto, nel giorno dell'Epifania 2004 uno strano moto solare tentò di colpirmi in pieno giorno mentre di sera un'aureola di cielo sereno e stellato presidiava la mia villa dalla pioggia e turbolenze circostanti!
Un mio vecchio assistito, commentando i miei libri, era solito dire: Dottore diventerete famoso dopo la morte... con gli immancabili scongiuri!
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