Una visita domiciliare (gratuita!) mi è costata 300 euro!

Per questione di centimetri ad un incrocio secondario di S.Anastasia – dovevo fare una visita domiciliare (gratuita) nei pressi ed avevo esposto in bella evidenza il contrassegno medico - mi fu fatta una multa, notificatami il 13/7/18. Erroneamente il 24/7/18 la pagai con l'importo dei 5 giorni (76,5 euro) invece di pagare la cifra di 85+12=102 euro.
Da questo antefatto, nel gennaio 2023, mi arriva dalla Polizia urbana un verbale di 183.50 euro, comprensivo dell'intero importo della multa più gli interessi.
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Mi recai dai Vigili per chiarimenti con la copia della multa pagata e, visto il madornale errore, feci notare all'interlocutore che a me spettava pagare la differenza di 102-76,5=25,5 più gli interessi.
Nell'attesa di pagare quanto dovuto – senza spendere altri soldi tra avvocati e commercialisti – il 26/10/23 mi arriva il sollecito di pagamento di 191,46 euro dalla Agenzia delle Entrate.
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Mi reco nuovamente dai Vigili e un altro interlocutore, nonostante il madornale errore, mi invita a pagarla per non spendere ulteriori soldi tra avvocato e giudice di pace, confidandomi, al tempo stesso, che il software delle multe non prevede il calcolo sulla differenza e lo fa sempre sull'intero importo!
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Sempre in questo nefasto Ottobre 2023 (da solo ho incidentato la mia nuova auto!) dal comune di Gragnano mi arriva la tari del 2017 (senza aver mai ricevuto l'avviso postale) con 200 euro di interessi. Mi reco all'agenzia per chiarimenti e qui mi fanno vedere una notifica (foglio bianco senza alcuna firma) - per non curato ritiro - del 23/12/22 (per interrompere i 5 anni di prescrizione!) con i postini che, specie nel pieno delle feste natalizie, buttano la posta ma... questi sono irreprensibili pubblici ufficiali anche se inaffidabili!
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Per queste intollerabili controversie mi ero rivolto ad avvocati amici e loro con pronta risposta... SI DEVE PAGARE! A questi cari esperti di legge, in caso di problemi medici, risponderò... SI DEVE MORIRE e, pertanto, sono inutili visite e farmaci!
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La donna è Poesia, l’uomo… una tragedia!

La donna, da sempre, il movente della vita e l'uomo, sempre più il barbaro assassino!
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Alla debolezza mentale l'uomo soccombe con la forza brutale!
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La precarietà dell'uomo verso la donna: se perde la testa s'innamora, se perde la ragione si trasforma in una bestia!
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Omaggio alla donna: esplorando la vita all'impatto del bello fu subito cotta.
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La cotta: inebriante follia (poesia) dell'anima in poesia (follia) sognando ad occhi aperti.
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La donna è il bello della nostra esistenza, fonte di gioie e miniera inesauribile di follie, fantasie e poesie.
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Il sesso è bello quando si fa, nessuno ti vede e ognuno lo fa come meglio crede.
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La morale del sesso è naturale se non bestiale e vitale se non banale.
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Il genoma umano: A-more e C-coscienza, G-enoma, U-niversale e non T-erreno dalle basi terrene azotate della scala elicoidale... A-denina, C-itosina, G-uanina, U-racile e non T-imina!
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Per imparare a vivere (ed amare) bisogna studiare prima gli elementi e poi sedersi a tavola con gli alimenti!
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LA POESIA
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Dolce Musa,
dal vivo, de visu e in voce,
sei immagine inebriante,
visione illuminante
e melodia estasiante.
Che spettacolo affascinante,
sei scenario da paradiso!
Mi rigenerasti l'anima
e colpo presi
ma contro ti tesi
agguato immortale.
Sublime amore,
da sempre sognato
e tanto agognato,
il dì del sempre,
già in dolce attesa,
per sempre saremo
e insieme vivremo
da eterni amanti.
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BENTORNATA POESIA
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Se sol riappari,
mia dolce Poesia,
il buio scompare
la mente si riaccende
il cuore si riprende
e l'anima risplende.
E' uno spettacolo vederti
resta un'impresa parlarti
ma l'oracolo dice di aspettarti.
Intanto sul vuoto depressivo
si stampa una missiva
che inneggia all'amor,
l'unico vero valor
che ti fa tanto penare
ma davvero amare.
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VOGLIA DI POESIA
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Non siam portati
per fare i segreti amanti,
il senso di colpa
si leggerebbe sul viso
ma non privarmi pure
del tuo dolce sorriso
perché in sua mancanza
non scriverei più.
Mi bastano, pertanto,
questi momenti d'amore
tra versi rimati
e rime baciate
ben lungi, però,
da lascive tenerezze
se di baci in carezze
non si finisce più
ed io, tra musa e poesia,
non ci capisco più.
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IL SESSO CULTURALE
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Il sesso è bello
quando la morale vuole,
la coscienza non duole
e la legge vola!
Soltanto questo
è ciò che vale
per un mondo migliore!
Lo realizzeranno
i nostri giovani
con il fanatismo
del solo amore!
E' il sesso cosciente
che trasmette la vita
enfatizzando l'amore
e tramanda la specie
nel modo migliore!
Sarà così bello vivere
sublimando l'amore
con l'apoteosi dei sensi
tra il sentore delle poesie,
il sensore delle carezze,
il sapore dei baci,
l'odore degli umori
e il colore degli occhi
da cui trasparirà l’anima
con il suo pudore!
Indi, da questa pilotato,
sarai in un lampo traghettato
al cospetto del Sole divino
e, avvolto dalla vera luce
dell'immacolato candore,
sarai rapito nell'incanto
dell'estatica contemplazione.
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LA LUCE DELLA CULTURA… novella arca di Noè, mi presenta l’editore!

LA LUCE DELLA CULTURA... la novella arca di Noè per traghettare l'umanità alla deriva (rotti gli argini naturali!) nella nuova era dell'amore (ultrapallio)!
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LA LUCE DELLA CULTURA: sulle ali della fede” di Francesco Andrea Maiello non è semplicemente un libro; è un viaggio filosofico-letterario nella più intima essenza dell’essere umano. Maiello si lancia in una meditazione profonda sulla natura della coscienza, invitando il lettore a unirsi a lui in un viaggio metaforico attraverso la storia del pensiero umano.
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Il volo che Maiello intraprende è condotto da tre dei più grandi filosofi dell’antichità: Aristotele, Platone e Socrate, che simboleggiano, rispettivamente, la mente, l’amore e la coscienza. Questi pilastri della filosofia antica servono da guida per passare dalle ombre del dubbio alle luci della certezza, dalla “notte delle vacche nere” di Hegel al “cielo stellato” di Kant, un percorso che simboleggia la ricerca di verità e significato che da sempre caratterizza l’uomo.
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Il libro di Maiello è un inno alla fede non solo come credo religioso ma come cultura – una cultura che, attraverso la fede, cerca di dare risposta alle domande più profonde della vita. L’autore fa un lavoro eccezionale nell’intrecciare i fili del pensiero filosofico e spirituale, dalla filosofia greca classica fino al razionalismo di Cartesio, l’empirismo di Locke e il criticismo di Kant.
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Il punto di forza del testo è la capacità dell’autore di rendere concetti complessi accessibili e affascinanti. La scrittura è fluida e poetica, capace di trasportare il lettore oltre i limiti del ragionamento logico, fino a sfiorare le vette di quella che potremmo chiamare una comprensione trascendentale.
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Maiello non si limita a un’analisi fredda e distaccata; piuttosto, egli si immerge con passione e umanità nella sua ricerca, dimostrando un’empatia profonda per la lotta dell’individuo verso la conoscenza di sé e del divino. Il risultato è un’opera che è allo stesso tempo una celebrazione della cultura filosofica e una guida personale per navigare le acque talvolta turbolente della fede.
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In conclusione, “LA LUCE DELLA CULTURA: sulle ali della fede” è un libro di rara bellezza e profondità, un faro per coloro che cercano di comprendere la loro posizione nell’universo e la loro relazione con una realtà più grande di quella tangibile. Francesco Andrea Maiello si rivela non solo come un pensatore acuto, ma come un vero maestro nell’arte di condividere la sua visione, facendo di questo libro una lettura essenziale per chiunque sia alla ricerca di una cultura che elevi lo spirito tanto quanto la mente.
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L’intervista (la cultura è la vera arma vincente!)

Qual è stato lo spunto per scrivere un libro con un titolo così impegnativo (LA LUCE DELLA CULTURA)?
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La mia scrittura nasce da una profonda inquietudine con rivalsa all'insania dei tempi correnti. Da tempo, infatti, piove a dirotto sulla morale e, per trovar riparo, sotto segni lampanti dall'alto (sole e stelle) tempo addietro ho costruito la novella arca di Noè.
Di poi, proprio a guisa di Mosè, ho stilato tabelle e scale istruttive nonché poesie morali cognitive, che rappresentano la premessa culturale per salire sulla mia arca.
Naturalmente versavo in profonda crisi depressiva e, lungi da solite medicine, per ristabilire la normale pressione spirituale, sono andato alla ricerca dell'anima perduta.
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Qui, da novello Platone, ho dato certa identità, su reminiscenze filosofiche, a questa nostra fiammante monoposto - pilotata dalla mente (Aristotele), alimentata dall'amore (Platone) e illuminata dalla coscienza (Socrate) - che, volando sulle ali della fede (“Dio il Signore formò l'uomo dalla polvere della terra”), origina dall'alito vitale della cellula primordiale o spirituale (coscienza/nucleo, amore/citoplasma e pensiero/membrana).
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Proprio su queste solide basi culturali l'anima, evoluzione spirituale della mente (materia raffinata), ci fa passare dalla nascita (materializzazione dello spirito) alla rinascita (spiritualizzazione della materia), dall'esser polvere (pensiero, ragione, mente) al divenire luce (amore, intelletto, anima), grazie alla sua illuminata veste di triplice coscienza: 1-vigile (chi sono, polvere), 2-consapevole (da dove vengo, amore) e morale (dove vado, verso la luce della verità).
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Infine, per concludere, sulle tracce di Galeno, grazie ai miei spiriti – naturale (fegato, carattere sanguigno), vitale (mente con la sua ragione egoistica) e immortale (anima con il suo intelletto altruistico) – ho elaborato il mio coefficiente etico (e non poteva mancare Einstein con la sua equazione!) per risvegliare la morale che, tradotto in formula, è:
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CE=AS/AF X GC.
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Il coefficiente etico (CE) è un numero (scala da 0 a 100) che equivale al quoziente tra amore spirituale e amore fisico (AS/AF scala da 0 a 100) moltiplicato per il gradiente della coscienza (scala da 0 a 10). Il suo valore ideale di 100 (100/10 x 10=100) non è poi così difficile da raggiungere, posto 100 di amore spirituale ( per chi si innamora veramente), 10 di amore fisico (e già è tanto!) e 10 di gradiente morale.
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Dalle eccelse vedute di queste menti illuminate spero di aver dato il mio modesto contributo sulla strada maestra dell'amore (e della pace), luce della verità, in tempi così difficili di catastrofi climatiche, invasioni virali e conflitti territoriali.
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La luce della cultura, in ultima analisi, rappresenta la novella arca di Noè per traghettare l'umanità - sempre più alla deriva, rotti gli argini naturali della società civile (matrimonio, genitori e famiglia, utero in affitto a parte) - nella nuova era spirituale (ultrapallio) secondo la profezia Maya rivelata a Maiello e... verranno i tempi belli!
E proprio in virtù di tanto sono il primogenito prediletto di Angelo Raffaele, commerciante di maglie di gran qualità (marchio Domenico Servodio!) in via Duomo a Napoli di fronte a Serpone... il negozio di arredi sacri per eccellenza!
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L'AUTORE
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Francesco Andrea Maiello è nato a Sant'Anastasia (Na) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto a stento supera l'esame di maturità classica con la media del 6 per bilanciare il 7 in condotta (polemica urlata con il professore di storia e filosofia!) e, nel 1975, si laurea in Medicina e Chirurgia a Napoli con un misero 107, questa volta dopo polemica urlata con il preside della Facoltà e conseguente espulsione dall'Ateneo per dodici mesi.
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Dal 1972, primogenito di sei fratelli, conduce anche il negozio di maglieria del padre (morto prematuramente) in via Duomo a Napoli, non tralasciando mai l'attività sportiva (e di giocatore di schedine, poker a parte!) in veste di irrefrenabile attaccante di movimento, divoratore di gol per il suo gran correre a perdifiato (Pro Vesuvio, Sant'Anastasia e Madonna dell'Arco).
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Dal 1976 è medico di famiglia a Gragnano e dal 1998 (anno dell'abbandono dei figli per incompatibilità coniugale... svariati impegni senza la moglie!) si dà alla scrittura per sopravvivere.
E’ stato amico d’infanzia di Padre Cristoforo Bove, il relatore di Padre Pio Santo e uno dei suoi libri (“Le fantasie dell’anima”, Kimerik, 2009), per il suo contenuto morale, è stato ammesso in Biblioteca Vaticana. Proprio con i suoi libri regalati a Natale (Vespa li vende con la pubblicità della Rai!), oltre che curare, prevenire e vaccinare, cerca pure di educare nell’ottica di un mondo migliore mentre la terra sempre più si dimena tra attività belliche e movimenti sismici.
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