Le sardine… le ho inventate io!

Sistemati, comunque, in campeggio alla periferia di Stoccolma, durante l'arco della giornata io e Lorenzo (Antonio capita l'antifona si era defilato) facevamo spola continua tra il camping e la capitale in compagnia di deliziose svedesi che, per esuberanza fisica, inscatolavamo a mò di gustose sardine nella piccola 500. Si viaggiava, pertanto, intrecciati sui sedili anteriori e sommersi su quelli posteriori, con la testa confusa tra inebrianti bellezze naturali, rilievi e depressioni, tra loro in armonia con la melodia del grande Peppino in sottofondo musicale. Quando ero io alla guida, la strada la percorrevo ad intuito, indirizzato da Lorenzo più vigile e più concreto di me con le donne e, a tal proposito, vi racconto cosa mi combinò...
 
Al caro Lorenzo che beato dormiva nella canadese coperto dalla svedese gliela avrei anche perdonata...
 
Da "La cuccagna svedese", goliardica avventura (1969) in "500" alla conquista della Svezia e... delle svedesi! http://www.francescoandreamaiello.it/wordpress/?p=212
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Sanremo tra cultura e canzoni

Dal teatro Ariston di Sanremo... il meglio della cultura e delle canzoni della gente italica.
 
Una volta le canzoni erano vere poesie mentre adesso ci si spoglia, tra sacro e profano, per mettere a nudo i tatuaggi! Forse stiamo andando a ritroso... un tempo si marchiavano gli animali da allevamento!
La dilagante moda dei tatuaggi, forse, è partita da gente che sa dare solo quattro calci al pallone, guadagna troppo ed ha molte lacune culturali. La pelle è un organo vitale e i tatuaggi coinvolgono il sistema linfatico, presidio immunitario del nostro organismo contro ogni tipo di aggressione.
 
LA MODA GIOVANE
 
Sarò pure all'antica
ma non certo è moderna
la gioventù tatuata
e di metalli infiltrata
seppur con abiti firmati.
Si dimena scalmanata
tra tifo organizzato
e balli indiavolati
con mente obnubilata
da alcol tracannato
ancor più inebriata
per spinelli inalati
nonché droghe sniffate
con folli corse sbandate
e poveri genitori massacrati.
Cari giovani,
è tempo di rinvenire
da questo indecoroso sballo,
state commettendo un clamoroso fallo,
abbandonate subito questo
assurdo e maldestro andazzo.
Senza alcol, fumi e droghe
vi riapproprierete della mente
e senza tatuaggi e piercing
tornerà a risplendere la vostra pelle,
sede dei preamboli d'amore
e porta d'ingresso dei sensi
con frasi sussurrate all'orecchio
e poesie dettate dal cuore
in quell'aere ammantato
dal profumo della vostra dolce materia
d'incanto spiritualizzata.
 
E dall'impegno acustico del cellulare
la guida (e la vita) diventa un optional!
 
I ricordi vanno trascritti nell'anima con l'inchiostro indelebile dello spirito e non tatuati sulla pelle, che invecchia mentre l'anima non muore!
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La luce dell’universo

Ne è passato del tempo
ma sei ancor bella e vitale
anche se per me resti solo
una passione ideale.
Basta però vederti
che diventa reale,
mi si riaccende l'anima
e m'infiammo d'amore
che riverso su carta
ma all'istante prende fuoco.
Dal tuo vivo ricordo
con la mia testa in fumo
a me altro non resta
che l'amore puro,
quella vivida luce
che illumina le menti
e sostenta l'universo
con il suo fulgido alimento.
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Dal buio alla luce (Striptease dell’anima)

Ben 5 miliardi di anni fa
o 50 milioni di secoli addietro
che fan 5 milioni di millenni,
con lo scoppio del big bang,
nebulosa vagante
nel vuoto abissale,
suonò il gong temporale
e venne alla luce
l'universo spaziale
nel suo ambito materiale.
Tra neutroni e protoni
con moto di elettroni
era tutto un caos
donde esitò il cosmo
con l'ordine astrale
del sistema solare.
 
Fu l'elementare idrogeno, nobilitandosi in elio, a dar fuoco al sole mentre insieme all'ossigeno scatenava l'acqua per raffreddare la terra nel suo nucleo incandescente. Sull'acqua bollente di questa piastra rovente si calarono, poi, in cottura molecole gassose e carboniose, e dal brodo primordiale, vera miscela minerale, si approntò la vita vegetale. Solo l'elio, l'argo e il neon, gas nobili, si sollevarono da terra e presero le vie del cielo, mentre l'idrogeno, invero il più leggero, si combinò con tutti e davver ne fece tante. Acqua santa a parte, con l'azoto generò l'ammoniaca, gas di odor pungente, con lo zolfo l'acido solfidrico, un gas dal fetor penetrante e con il carbonio il metano,
un gas asfissiante ma tanto energizzante.
 
Sulla piastra terrena,
non più rovente, infine,
l'acqua bollente divenne termale,
poi naturale e finanche minerale
con le sue tante bollicine,
e fu da qui che, a fuoco lento
sulla fiammella solare,
veniva alla luce la vita vegetale,
ponendo le basi dell'animazione
con l'ossigeno per la respirazione
e l'ozono per la protezione.
 
Nacque così la vita sulla terra da un freddo processo chimico di ossidoriduzione per moto di elettroni con sintesi di glucosio, poi piruvato indi decarbossilato donde l'acetil substrato infin fosforilato fino all'adenosin trifosfato (ATP), centrale energetica della vita scaturita da una base azotata e uno zucchero pentoso, quel ribosio nucleico finanche respirato.
 
Ed era così che l'inerte materia
prima si organizzava in veste cellulare,
poi si duplicava (mitosi)
indi si riproduceva (meiosi),
infin si autoregolava
con i glucidi energia corrente
e moneta contante per la respirazione,
con i lipidi olio per la permeazione
e grasso della materia pesante,
ed alla fine con i protidi,
illuminata matrice pensante
dall'alto del DNA per l'informazione
e dell'RNA per la riproduzione.
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Revival letterario (Striptease dell’anima)

Per risvegliar la scuola, da medico di famiglia, la dedico a tutti i professori, a cominciar da mia moglie (professoressa di lettere) nella speranza che mi dia, finalmente, il voto giusto!
Nei giochi fui perdente (per iella e non per ratio!) e non venni apprezzato, adesso con questi versi spero che con me diventi meno severa e più clemente, anche se i suoi figli son più maturi di me!
 
Con la diva di Omero
a cantar Achille
furon le gesta a far scintille,
di poi con le Muse di Esiodo
furon gli dei a lanciar faville
sicché dal mar di Lesbo
emerse d'incanto
di una sirena il canto
con la passione di Saffo
che ancor i versi incanta,
finanche Alceo l'amante
mentre Anacreonte cantor
con il vino brinda all'amor.
   
In volo pindarico siamo ad Eschilo, Sofocle ed Euripide in cui c'è sol tanta tragedia, ma da Erodoto, Tucidite e Senofonte inizia pure la storia con la mitica scrittura di Platone che nell'allievo Aristotele divien perfin scientifica. Dalla filosofia alla natura, tra i fiori dei campi spuntan gli idilli di Teocrito ed è poesia bucolica, ma è la cura di Callimaco a sublimare la poesia con la raffinatezza dell'elegia.
 
Qui nasce la poesia latina
con l'odi et amo di Catullo,
indi dalla Delia di Tibullo
alla Cinzia di Properzio,
dopo la ratio di Lucrezio,
è ars amatoria con Ovidio
che gli costa la relegatio
mentre con il labor limae
la scrittura di Orazio
assurge ad ars poetica
e a noi comuni mortali
rimane Cicerone
a tediarci con le versioni.
   
Da Omero a Ennio si passa dal padre della scrittura al pater della letteratura, ma è Virgilio a sintetizzar la classica cultura, dove affonda le sue radici la feconda lingua italica ispirata dall'eccelso Dante, padre nostro terreno. E così dal dolce stil novo spunta l'italica lingua a cantar l'amor per il bello, quell'idea in Platone, che si spiritualizza in Dante, si enfatizza in Petrarca e si materializza in Boccaccio. Nella sintesi letteraria vien adesso il Poliziano, raffinato poeta docente e professor de' Medici poi Bembo, Ariosto e Tasso sono la propaggine letteraria dell'arte rinascimentale. Infin, dal barocco di Marino, si vola all'infinito di Leopardi nei cui versi è dolce naufragar, ma è dei promessi sposi che non v'è più traccia e qui, a mò di don Abbondio, è la morale che si lava le mani.
   
A concluder la carrellata
ecco l'irrequieto Foscolo
cui tanto somiglio
perché in me rivive
quello spirito vitale
che anela alla quiete
dopo una vita in tempesta
tra perigli e battaglie
e che in versi enfatizza
l'amore fraterno.
Lui ebbe Giovanni,
giocatore morto a Venezia
nel fiore degli anni,
io ho avuto Mario,
il fior fiore dei giocatori,
venezian d'adozione,
che da tempo m'ispira
per farmi diventar
autentico scrittore
ma, tra calcio e carte,
schedine e casinò,
penso che mi resterà fama
di enciclopedico giocatore.
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