Mi presento, trama biografica (sinossi del mio nuovo libro: la bottega dell’anima)

La genealogia dell'anima (tabella dell'umanità a immagine e somiglianza divina) è il mio biglietto da visita (è ben visibile tra gli schemi illuminanti sul mio blog www.francescoandreamaiello.it).
 
Sono il figlio di un angelo (Angelo Raffaele) disceso in terra sotto mentite spoglie, commerciante di maglie di gran qualità (marchio Domenico Servodio) a Napoli (ai quattro palazzi) di fronte a Serpone, negozio di arredi sacri!
Dopo la sua prematura dipartita per le amarezze (e nefandezze) terrene (cirrosi psicosomatica), da lassù in cielo, in veste di governatore della terra per meriti morali, nottetempo ispira il suo prediletto primogenito a scrivere di morale per l'umanità, da referente delle anime celesti all'unanimità.
 
In virtù di tanto sono lo scopritore della cellula spirituale (pensiero, amore e coscienza) o primordiale che presiede e presidia la cellula neuronale e, inseguendo Platone (la biga marina), mi vanto di aver dato all'anima, la sua vera (e variegata) identità:
 
1- fisica: l'anima è la fiammante monoposto pilotata dalla mente, alimentata dall'amore e illuminata dalla coscienza.
 
2- letteraria: l'anima è certezza di esistere (esisto), consapevolezza di amare (per amare) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (veramente).
 
3- filosofica: l'anima è triplice coscienza (vigile/cogito ergo sum, consapevole/amo e sempre sarò, e morale/gnothi sautòn).
 
4- poetica (la fiammante monoposto, in versi).
 
Sempre per disegno fatale, da Sant'Antastasia, paese della Madonna dell'Arco (venerata da una moltitudine di fedeli), mi son ritrovato a Gragnano (paese del pane e del vino, alimenti sacri della vita) a fare il medico di famiglia, sempre più da ripristinare (in tempi di genitori compagni... di scuola da asini ripetenti!) insieme alla scuola da modernizzare e alla religione dell'amore da unificare. Quel sant'uomo di mio padre ebbe 2 figli medici esperti di coscienza, con la differenza che mio fratello, da anestesista, le addormenta dolcemente mentre io, con urla e strilli, le risveglio dal torpore (e dall'egoismo) materiale.
 
Continuando la trama fatale, in vecchiaia ho cominciato a scrivere pure poesie d'amore ispirate da una Musa (dono natalizio, Merry Christmas) epatologa (mi ha rigenerato), nata nello stesso giorno di mia madre epatopatica (encefalopatia epatica) che mi ha generato.
 
Adesso quel megalomane del mio spirito, che nottetempo mi ispira, anela a “la cuccagna svedese” (testo da leggere) nel formato, addirittura, di un triplice nobel: pace, poesia (al posto della obsoleta letteratura) e medicina!
Ma poi, rinsavito, le terrene onorificenze non gli interessano più se è già stato insignito dall'alto della docenza in “Educazione morale”, divinae gratiae causa, altro che honoris.
Nel giorno di una fantastica Befana, infatti, sole e stelle (“amor che move il sole e l'altre stelle”) dall'alto sembravano avercela proprio con me! E, così, di mattina con un balzo felino dovetti scansare il sole (palla di fuoco) che tentò di colpirmi (San Paolo fu centrato!), mentre di notte un'aureola di cielo stellato presidiava la mia villa dalle turbolenze atmosferiche circostanti.
 
Dando fondo (e sfogo) alla mia spregiudicatezza maniacale mi considero pure un moderno Noè (acculturato) che, per segni e segnali dall'alto, ha costruito la novella arca di Noè in formato letterario, su cui si accede per scale educative (alla stregua dei Comandamenti di Mosè), per traghettare il mondo nell'era della pace e della luce (ultrapallio) secondo la profezia Maya (21/12/2012) rivelata a Maiello e... verranno i tempi belli!
Per onestà intellettuale devo ammettere, però, che scrivo di morale per riabilitarmi agli occhi dei miei figli dopo averli abbandonati e devo, inoltre, confessare che non sono uno stinco di santo ma, purtroppo, soltanto un giocatore incallito (di tutto e di più), che ha pure  la sfrontatezza di pubblicizzarsi sui social network come specialista di sistemi vincenti tra sacro (sistema spirituale) e profano (sistemi di calcioscommesse). In virtù (o meglio per la schiavitù) dei giochi, Sanremo (dove si trasferì un certo Nobel!) rappresenta la città preferita dei miei svaghi, nonostante al gioco sia stato sempre avversato da donne nere di picche (poker) e uomini in giacca nera (totocalcio). Ma questo, ahimè, rientra nella mia trama fatale per scongiurare che me ne andassi a vivere sul mare (su di uno yacht cullato dalle onde marine) dopo l'abbandono della nave (famiglia) per l'incendio divampato in casa, e preso, pertanto, tra fuoco (suocera) e fiamme (moglie).  
In conclusione il disturbo bipolare (avallato da illustri psichiatri... senz'anima!) con i suoi rilievi (esaltazioni) e depressioni trasforma la mia biografia in una vera mappina (piccola mappa e non lurido straccetto) e rappresenta la turba mentale dietro cui mi nascondo per poter scrivere (dire e fare) di tutto e di più per stato di permanente follia: meglio un vivente morto (il folle) che un morto vivente (l'ignavo). Più pazzi di così si muore ma io, intanto, continuo a vivere nel sogno di un mondo migliore!
 
Le conquiste dei giochi
 
-Einstein (basta la parola) conquista la materia con la sua illuminata equazione: è la pedina fondamentale della scacchiera divina. Albert è il sinonimo dell'intelligenza
 
-Bill Gates (bastano due parole) conquista il mondo con il suo sistema informatico: è il numero 1 della roulette divina. Bill è l'emblema della genialità
 
-Francesco Andrea Maiello (bastano tre parole) conquista l'universo con il suo sistema spirituale: è il fortunato vincitore della lotteria divina per quel miliardesimo (e non miliardario) numero si serie. Francesco Andrea è l'alfiere della divinità
     

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La musa epatologa (sintesi)

Se avverti astenia
con stipsi e dispepsia,
a parte l'ipocondria,
hai certo un'epatopatia
e necessita un'ecografia.
Vedo un fegato brillante
di qualità scadente,
presenta steatosi,
retaggio degli obesi e
condanna dei golosi,
e con un parenchima grasso
ti conviene andare a spasso
per scongiurare la fibrosi
che, ahimè, genera la cirrosi.
Nasce da uno screzio di proteine
e, tra endotelina e angiotensina,
ci si mettono le citochine
che stimolano le stellate
a produrre la prolina
con deposito di collagene.
Si chiudono le finestre vasali,
aumentano le resistenze portali
ma senza più spazi vitali
il sangue inverte il suo corso
e per collaterali percorsi
raggiunge il sistemico flusso.
Non più deaminato,
con il carico ammoniacale
non depurato,
obnubila il neurone
tanto da farti apparir
dapprima come un deficiente
ma poi diventi un incosciente
e di grado in grado,
passando per quattro stadi,
dalla confusione mentale
al torpore al sopore
arrivi a un respiro nauseabondo
ma sei in coma profondo.
Questa buia encefalopatia
nasce da uno screzio
tra valina e tiroxina
con un eccesso di glutamina,
sempre in tema di proteine...
e con l'albumina che scende,
l'ammonio che sale
e la bile che aumenta,
trasuda liquido ascitico
indi c'è il rischio emorragico
con il quadro encefalopatico
e il giallo itterico
a completare il panorama tipico
di una malattia indecente
che ti deturpa il fisico
e ti debilita la mente.
Questo strano percorso
mi è venuto in versi
perché lo conosco a menadito
dopo esser rinsavito
dalla follie epatiche
grazie alle ispirate fantasie
di una Musa epatologa.
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La modella del bello (Striptease dell’anima)

Eterea mia modella,
sol vivido pensier,
nella tua veste di bello
di Te perduto cervello,
un dì sarò il tuo artista.
Non so scolpirti il corpo
da inetto materialista
e non sarai una Venere di Milo,
non so dipingere il tuo volto
e neppur sarai Monna Lisa.
Ma con il pudor del moralista
so ben tratteggiarti l'anima
che in viso ti traspare
con il suo seducente sorriso
e la sua limpida bellezza
in Te è piacente dolcezza.
E' questa l'impronta del bello
che da sempre riflette la luce,
fa tanto sospirare l'amore
e ispira in versi la voce.
Infin quel fatal dì,
con mente e coscienza d'intesa,
illuminando il pensier
e spiritualizzando la materia,
la sua vision regalerà a tutti...
finalmente la pace.
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Tempesta di mare

In piena calura
ci vorrebbe un rinfresco
davvero speciale
e dinanzi mi appari
Sirena del mare
sulle cui dolci onde
è bello veleggiare
al suono di quel canto
che t'invita a sognare
e all'istante la mente
comincia a vaneggiare.
Dall'azzurro cristallino
delle profondità marine
sotto un sole sfavillante
sali pure sulla barca
ma appena ti tocco
è tempesta marina.
Alla mercé dei flutti
per la furia dei venti
mi rimetto a distanza
e ritorna la calma...
conviene verseggiare!
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C’era una volta Silvio

Nel segno del Cavaliere c'è Vespa,
nel sogno il Nobel,
nel reale la multiproprietà
(dal vivo e in voce Mediaset!),
il suo ideale è il regno d'Italia!
   
In difesa del premier c'è Feltri,
in porta Ghedini,
a centrocampo Ferrara
e in attacco Belpietro.
Squadra imbattibile
di un mister invincibile.
   
Tra le palle del Presidente
c'è la bellezza e la superpotenza,
con le palle Letta,
sulle palle Fini,
nel pallone Bonaiuti
(monocorde zitella stizzosa),
la pallina è Brunetta.
   
Rompe le palle Bossi
ma i politici che palle
tra donne, case e falli,
non sempre balle.
Agli italiani con le palle
girano le palle!
   
Nel nome del Padre
si cela il mistero della vita,
dal nome Silvio
discende la stirpe italica e
origina il mito del latin lover
e dell'amante latino.
   
Nel nome di Berlusconi
si accetta la sorte,
non si teme la morte,
si porta la croce
e si perde la voce...
volenti, nolenti o dolenti.
   
Il Berlusca “number one”,
per chiari segni
ma senza fini e casini,
con il foglio e il giornale libero,
fresco di zecca dal museo delle cere
(cave solem qui omnia liquefacit!),
è il politico più amato dalle donne
e invidiato dagli altri, specie dai giudici!
   
Con fede,
cieca fiducia nella Verità,
Emilio a parte,
a noi resta la speranza
della divina misericordia:
bontà (pietà+carità) + perdono!
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